i viaggi di alessandro di battista da nonleggerlo

LA CORSA DI DIBBA AL VERTICE DEL M5S È INIZIATA: ASSE CON CASALEGGIO, SEMPRE PIÙ ISOLATO, PER TOGLIERE POTERE AL DUO CONTE-CASALINO E IMPEDIRE CHE DI MAIO SI TENGA IL CONTROLLO (DI FATTO) DEL MOVIMENTO - CON LUI UN DRAPPELLO DI PURISTI CHE SOGNANO IL RITORNO ALLE ORIGINI ANTI-CASTA, ANTI-EUROPA MATRIGNA, CON ROUSSEAU AL CENTRO - A BRUXELLES C'È CORRAO, CHE È STATO SOSPESO DAI 5 STELLE: ''QUI SERVE UN NUOVO LEADER''

 

1. DI BATTISTA APRE LA RESA DEI CONTI M5S SULLA LEADERSHIP L'ASSE CON CASALEGGIO

Alessandro Trocino per il ''Corriere della Sera''

 

 

alessandro di battista old style

Alessandro Di Battista è tornato più attivo che mai. Rilascia interviste, dichiara e dissente, va in tv e chatta. In un Movimento senza più identità, dove si fa a gara a non apparire, dove il capo politico Vito Crimi è transeunte, il reporter di ritorno si prepara alla corsa per la leadership.

 

Con lui c' è un drappello di M5S della prima ora, scontenti della «subalternità» al Pd, da Max Bugani a Giulia Grillo, da Barbara Lezzi a Ignazio Corrao. Non è chiaro se a ottobre (la data non è fissata) ci sarà l' atteso duello con Luigi Di Maio, perché il ministro degli Esteri nicchia, non vuole apparire un difensore del governo, né del Pd, e preferirebbe rinviare e affidare la guida a una leadership temporanea di un anno oppure a una collettiva, dove potrebbe essere un leader per interposta persona (Chiara Appendino).

 

Quello che è chiaro è che l' assetto dei 5 Stelle avrà un riflesso sulle sorti del governo.

alessandro di battista old style

E che dietro le manovre per la leadership si sta consumando uno scontro tra Beppe Grillo, sempre più contiano, e Davide Casaleggio, sempre più isolato. Un appoggio al figlio del fondatore arriva da Di Battista e dai suoi. Che incalzano un immobile Crimi: «Fissare subito la data degli Stati Generali. E votare su Rousseau».

 

Casaleggio è in difficoltà.

Pochi versano l' obolo dei 300 euro al mese. Il gruppo, ma anche Di Maio e Crimi, gli si è rivoltato contro. Le richieste di votare su Rousseau sono regolarmente ignorate. Il blog è alla deriva. E si fanno più forti le voci di chi vuole sottrargli la piattaforma, modificando lo statuto. Non è un caso, dunque, che Casaleggio sia ferocemente contro la fine del limite del doppio mandato. Un ricambio gli consentirebbe di mantenere potere e di trattare con un gruppo più debole.

alessandro di battista

 

Con lui stanno i dibattistiani (un po' meno Di Battista, che gioca la sua partita), contrari alla fine del doppio mandato, per il quale si sta usando come un grimaldello il caso Raggi. La sindaca è stata ricevuta con tutti gli onori alla Farnesina da Di Maio. I seguaci di Di Battista non ci stanno: «Lei è un caso diverso,ha fatto solo mezzo mandato da consigliere». Lo stesso Di Battista è sibillino: «Io ho svolto un solo mandato, chiedete a chi ne ha fatti due».

 

Che la guerra sia in corso lo certifica il provvedimento contro Corrao, reo di aver votato in dissenso sul Mes. Per la Lezzi è «un segnale contro Di Battista». Impossibile non cogliere la sproporzione, visto che in passato ci sono stati molti voti in dissenso senza conseguenze. E visto che Corrao e Rosa D' Amato sono stati destituiti da facilitatori. Non si vede il nesso con il voto. E neanche la competenza dei probiviri, visto che è un ruolo non previsto dallo statuto. Chi manovra i probiviri?

 

ALESSANDRO DI BATTISTA IN IRAN

Alla Farnesina Di Maio ha acquistato prestigio e da lì può manovrare con discrezione. Sente il peso di Di Battista, con il quale in passato ha pensato a un ticket. E quella del premier: secondo un sondaggio, una lista Conte vale il 14,3%, poco sotto M5S, al 15,5.

Rientra nella guerra di veleni la voce circolata, e subito smentita, che Conte abbia già registrato il simbolo.

 

Di Battista lancia segnali distensivi verso il governo. A Sono le 20 , attacca Renzi: «Un uomo finito». Poi dice no al ponte sullo Stretto. Paola Taverna, come molti altri, tace.

ROCCO CASALINO GIUSEPPE CONTE

Grillo, nel dubbio, avverte: «Potrei riprendermi il Movimento». Un segnale chiaro per tutti, anche per Casaleggio: il governo non si tocca.

 

 

2. CORRAO, IL SIMBOLO DEGLI SCONTENTI "QUI C'È BISOGNO DI UN ALTRO LEADER"

Concetto Vecchio per ''la Repubblica''

 

 

Ignazio Corrao, 36 anni, siciliano, appena sospeso per un mese dal Movimento 5Stelle, ha iniziato a firmare gli atti: "Ignazio Corrao, europarlamentare", togliendo così ogni riferimento al Movimento. Squalificato dai probiviri insieme ai colleghi Piernicola Pedicini e Rosa D' Amato, per aver votato ad aprile in dissenso rispetto al gruppo sul Mes, non può fare comizi, né andare in tv, né rilasciare interviste a nome del M5S fino al 2 luglio.

 

Un cartellino rosso per un voto su una risoluzione «non vincolante, che conteneva il nulla cosmico », fanno notare in tanti nella pancia grillina. Se ne andrà? «No, nessun passo di lato, farò la battaglia dall' interno», ha detto a un amico. E la battaglia è quella per scalare il vertice del Movimento.

di battista di maio

 

«Abbiamo un problema di leadership. C' è un vuoto che va colmato », va dicendo da giorni. E la persona a cui pensa come capo politico è Alessandro Di Battista. «Da candidare non dentro una logica dell' uomo solo al comando, ma all' interno di un percorso, di un progetto identitario».

 

Corrao fa parte di una pattuglia di grillini che sognano un ritorno alle origini, scontenti per la piega governativa, che ha finito per svuotarli ideologicamente. È un fronte composito, che comprende anche le ex ministre Barbara Lezzi e Giulia Grillo. Da gennaio - dopo il passo indietro di Luigi Di Maio - lo scettro è affidato al reggente Vito Crimi, ma nel frattempo la pattuglia dei malpancisti è cresciuta.

 

Anche in Parlamento c' è chi ha votato contro il Mes, eppure non è stato sospeso, ma solo raggiunto da una lettera di avvertimento. Come il deputato Pino Cabras, pure lui legato a Di Battista, e altri sei colleghi che il 24 aprile appoggiarono un ordine del giorno di Fratelli d' Italia. Per loro soltanto un cartellino giallo.

 

ignazio corrao

Di Battista in un' intervista al Fatto ha assicurato che non picconerà il governo. «È un errore pensare che sia l' uomo che farà saltare il banco», dicono i suoi amici. «Ha fiducia in Conte, e sarà leale». Corrao non vuole fare pubblicamente polemiche. Ha ricevuto centinaia di messaggi, privati e sui social. In molti leggono la sospensione come una ripicca non solo per il voto contrario sul Salva Stati, ma anche per avere espresso riserve, in un post del 18 aprile, sulle nomine di Alessandro Profumo (Leonardo) e Claudio De Scalzi (Eni). È stato inoltre raggiunto da una sanzione aggiuntiva e fatto decadere da capo degli enti locali. Una pena non prevista dal regolamento. In passato, in molti altri casi di voti contrari rispetto alle indicazioni del Movimento, non sono scattate punizioni.

 

Insomma, la corrente Di Battista è più attiva che mai. Anche se Cabras non ama la definizione.

«Le correnti c' erano 30 anni fa quando militavo nella Fgci, da allora sono per la libera espressione».

VITO CRIMI GIUSEPPE CONTE

Corrao, scontata la squalifica, inizierà la battaglia per gli Stati generali, che lui chiama "congresso", come nei partiti che un tempo il M5S voleva abbattere.

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...