CROCE IN ROSSO - LA CORTE DEI CONTI (RI)ACCENDE I RIFLETTORI SULLA CROCE ROSSA ITALIANA: 14 MILIONI DI BUCO IN BILANCIO - SPRECHI, INEFFICIENZE, CONSULENZE INUTILI, SCANDALI: LA CRI SI AVVIA VERSO LA PRIVATIZZAZIONE CON UNA PESANTE ZAVORRA FINANZIARIA - I VOLONTARI DEL CORPO MILITARE “IN TRANSITO” VERSO IL PERSONALE CIVILE - AI COMITATI DI ROMA, LATINA E PERUGIA L’OSCAR DELLE PERDITE…

Marco Franchi per il "Fatto quotidiano"

Negli ultimi 34 anni la Croce Rossa Italiana è stata comissariata per 24 e ora si avvia verso la privatizzazione decisa dal governo nell'ottobre scorso. Con un buco di 14 milioni. L'obiettivo è quello di rendere l'ente un'associazione autonoma come negli altri paesi e soprattutto far risparmiare soldi allo Stato. Perché la gestione non sempre ha funzionato bene, anzi è stata negli ultimi anni al centro di vari scandali. Parentopoli compresa.

Nel dicembre 2010 Report dedica un'intera puntata al lato oscuro dell'organizzazione: dal patrimonio immobiliare lasciato andare in rovina, ai pacchi di Natale per i terremotati dell'Abruzzo che sarebbero stati trasformati in gentile omaggio per i donatori di sangue. Con tanto di lettera firmata da Maria Teresa Letta, al tempo commissario della Cri in Abruzzo e sorella di Gianni, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio: "Accompagno questo piccolo dono con gli auguri fervidi e sinceri per una sana e serena...".

Alle cannonate di Report seguono i rilievi sollevati a gennaio 2012 dalla commissione Sanità del Senato, al termine di un'indagine conoscitiva sulla Cri durata un anno. Dopo un migliaio di documenti cartacei depositati, una decina le audizioni, a partire dal commissario straordinario, Francesco Rocca, il verdetto è impietoso: mancata approvazione nei tempi dovuti dei rendiconti, opacità dei flussi finanziari, mancanza di criteri trasparenti e obiettivi sul reclutamento, assenza di pianta organica, attribuzione ai dipendenti di emolumenti non dovuti, eccesso di consulenti esterni.

E poi: mancanza di controlli interni, carenza di una esatta rendicontazione di beni mobili, diseconomicità della gestione dei beni immobili. Le attività svolte in convenzione per il Pronto soccorso? Anche queste antieconomiche, con casi limite oggetto di segnalazione nel Lazio e in Puglia.

Ora ad accendere i riflettori sulla Croce Rossa è la Corte dei Conti che già a gennaio 2011 aveva condannato in primo grado l'ex commissario straordinario Maurizio Scelli e altri due funzionari a versare 3 milioni di euro a beneficio dell'ente per compensare i danni causati dalla loro gestione. Fra le motivazioni di quella sentenza , il "totale disprezzo di qualsiasi canone di sana amministrazione , in totale noncuranza degli equilibri finanziari della Croce Rossa Italiana".

Il giudizio della Corte è cambiato? Non proprio. Certo, l'attività ha dato segnali di ripresa e qualche passo avanti c'è stato. Ad esempio, si legge nella relazione sull'esercizio 2011, "il consuntivo 2011 è stato approvato nei termini di legge". Un'eccezione, non la regole per la Cri che nemmeno nel 2011 è riuscita a determinare la dotazione organica del personale militare.

Problema che però verrà presto risolto, grazie al decreto legislativo del settembre 2012 secondo cui il Corpo militare, costituito esclusivamente dal personale volontario, transiterà in un ruolo ad esaurimento nell'ambito del personale civile della Croce Rossa. Restano comunque da sciogliere i nodi relativi alla "notevole complessità organizzativa e gestionale conseguente all'esistenza di circa 600 comitati con propria autonomia di bilancio" che determina ancora "alcune discrasie gestionali derivanti, principalmente, dalla mancanza di figure professionali adeguate".

Il tallone d'achille di quella che fra qualche anno diventerà una vera e propria azienda privata restano i conti: le Unità territoriali registrano un disavanzo complessivo di 6.554.770 euro cui si aggiungo altri 7,4 milioni del Comitato centrale (7.431.074). Totale: quasi 14 milioni di rosso nel 2011. A zavorrare il bilancio sono soprattutto i Comitati provinciali di Roma, Latina (che sono incrementati, rispetto al 2010 di 10.109.057 euro) e Perugia.

Colpa di convenzioni in perdita, di ritardi con cui vengono pagati i servizi da parte delle Aziende sanitarie locali e delle spese di gestione di alcune strutture socio sanitarie. Ma non si possono dimenticare i recenti fatti di cronaca come la bufera scoppiata a novembre sul caso dell'affidamento della gestione delle ambulanze in subappalto a gruppi privati.

Non solo. "Persistono ancora - scrive la Corte dei Conti - alcune convenzioni in perdita, in particolare per i servizi di pronto soccorso e trasporto infermi, a causa dell'alto costo del personale rispetto a quello delle strutture privatistiche. Così come non risulta concluso il complesso contenzioso con la società SI.S.E , incaricata di gestire le convenzioni in Sicilia, che rischia di costare 50 milioni di euro alle sempre più pallide casse della Croce Rossa.

 

Crocerossine sul palco per una manifestazione della Croce Rossa a RomaCroce rossa Italiana Sorella e Volontari Crocerossine LA CROCEROSSINA TENENTE BARBARA LA MURAGLIA CROCEROSSINEe 1 papa maria teresa calcutta lapresseLudovica Lucifero Renzo Arbore Francesco Rocca - Copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....