FANGO LIBERO – NELLA LIBRERIA DI CASA COSENTINO SPUNTA UN FALSO VERBALE DI UN PENTITO IN CUI SI PARLA DI BERLUSCONI, DE GREGORIO E CESARO – SERVIVA PER UN’ESTORSIONE OPPURE, COME DICE COSENTINO, SI TRATTA DI “UN PACCO” AI SUOI DANNI?

Dario Del Porto per “la Repubblica

 

Un boss pentito della camorra fa il nome di Berlusconi. Nero su bianco. Su carta intestata della Procura della Repubblica. Con i nomi dei magistrati che stanno gestendo la collaborazione. Tutto perfettamente credibile. Tutto assolutamente falso. È l’ultimo giallo dell’infinito caso di Nicola Cosentino, l’ex potente alfiere del Pdl in Campania, detenuto ininterrottamente da un anno e ieri colpito da una nuova ordinanza cautelare, la quarta.

VERDINI E COSENTINOVERDINI E COSENTINO

 

Stavolta l’accusa è corruzione per il «trattamento privilegiato » di cui godeva nel carcere di Secondigliano grazie alla complicità di un agente penitenziario, Umberto Vitale. Attraverso il poliziotto, i familiari gli facevano arrivare in cella di tutto: generi alimentari, medicine, scarpe, vestiti. Forse anche messaggi e documenti. Vitale, che avrebbe ricevuto in cambio denaro e un impiego per la moglie, è finito in carcere per corruzione insieme al cognato di Cosentino, Giuseppe Esposito.

 

I carabinieri di Caserta, diretti dal colonnello Giancarlo Scafuri, hanno filmato ben 36 incontri tra i due in un’area di servizio, dove si scambiavano pacchi e borse destinati al detenuto eccellente. La misura dell’obbligo di soggiorno a Caserta è stata applicata invece nei confronti della moglie di Cosentino, Marisa Esposito. Il 21 marzo, la perquisizione nella cella dell’ex sottosegretario portò al rinvenimento di 30 tipi di oggetti non consentiti dal regolamento, compreso un iPod. Cosentino fu subito trasferito a Terni.

COSENTINO E ALFANOCOSENTINO E ALFANO

 

Ma negli atti dell’inchiesta condotta dai pm di Napoli Fabrizio Vanorio e Sandro D’Alessio con il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ci sono altri episodi che suscitano interrogativi. Il 3 aprile 2014, quando Cosentino è arrestato per la seconda volta, nella libreria di casa sua viene trovato il verbale di un interrogatorio del pentito di camorra Tommaso Prestieri. C’è la data, 2 ottobre 2013.

 

Ci sono i nomi dei pm che proprio in quel periodo hanno cominciato ad ascoltarlo. Sono citati l’ex premier Silvio Berlusconi, l’ex senatore Sergio De Gregorio e il deputato di Forza Italia Luigi Cesaro. Dalla libreria spunta anche la minuta di un decreto della Dia datato 5 dicembre 2013. Mancano firme e timbri, però. Perché quegli atti sono falsi. Che ci facevano, allora, nello studio dell’ex sottosegretario?

 

NICOLA COSENTINO ALLA CONFERENZA STAMPANICOLA COSENTINO ALLA CONFERENZA STAMPA

«Non me lo so spiegare » risponde Cosentino il 4 giugno, interrogato dai pm Antonio Ardituro, oggi al Csm, e Fabrizio Vanorio. Ma la scoperta, inevitabilmente, fa pensare a sistemi da “macchina del fango”. I pm domandano se quelle carte potessero avere «finalità estorsiva » nei confronti dello stesso Cosentino oppure dei tre politici chiamati in causa. «Non lo so. E secondo me si tratta di un “pacco” », replica l’ex sottosegretario.

 

Ma i pm non gli credono. Questa non è l’unica circostanza ancora oscura che traspare dall’inchiesta. Le intercettazioni inducono gli investigatori a ritenere che, nel marzo 2014, il poliziotto Vitale e un suo collega avessero ricevuto l’incarico «di mettere in contatto fuori dal carcere» Cosentino e un altro recluso conosciuto a Secondigliano e tornato libero: Giuseppe Lo Bue, all’epoca detenuto in base a una condanna per legami con il padrino di Cosa Nostra Bernardo Provenzano.

 

BACIO ALLA CAMERA TRA NICOLA COSENTINO E ALFONSO PAPA BACIO ALLA CAMERA TRA NICOLA COSENTINO E ALFONSO PAPA

Il 22 marzo 2014, Lo Bue viene scarcerato e va in Sicilia. Due giorni dopo, uno dei due agenti invia a Cosentino un sms in cui scrive: «Giuseppe sta a casa, contattatemi». La vicenda va «approfondita», rileva il gip Iaselli, ricordando anche telefonate con riferimenti consiglieri regionali dell’epoca che il giudice ritiene di non riportare. Ma proprio in quel periodo, pur non avendo più cariche, Cosentino era ancora influente e nel suo ufficio si avvicendava «una folla impressionante di questuanti»: la «dimostrazione plastica», secondo il gip, del potere di Nick ‘o mericano.

DON LUIGI MEROLA E NICOLA COSENTINODON LUIGI MEROLA E NICOLA COSENTINOCOSENTINO- CIRIELLICOSENTINO- CIRIELLINICOLA COSENTINO jpegNICOLA COSENTINO jpeg

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?