cremlino catalogna puigdemont

IL CREMLINO DIETRO LA CATALOGNA - TRUMP A RAJOY: PUTIN VUOLE DESTABILIZZARE LA SPAGNA E LA NATO – LA PROSSIMA TAPPA SARA’ IL VOTO IN ITALIA. LA CASA BIANCA TEME I CONTATTI FRA M5S E OSCA – GLI STATI UNITI NON RICONOSCERANNO MAI BARCELLONA

 

Paolo Mastrolilli per la Stampa

 

RAJOY TRUMP

Gli Stati Uniti sono contro l' indipendenza della Catalogna, perché la vedono come un passo per sgretolare l' Europa e la Nato, che farebbe solo gli interessi della Russia. Con la stessa ottica osservano i referendum avvenuti domenica in Lombardia e Veneto, e le prossime elezioni italiane, convinti che Mosca cercherà di influenzarle per favorire l' instabilità.

 

Durante l' incontro del 26 settembre a Washington con il premier Rajoy, il presidente Trump è stato molto netto: «La Spagna è un grande Paese e dovrebbe restare unito». Nel corso della campagna elettorale lui aveva appoggiato la Brexit, perché anticipava il vento che poi lo avrebbe fatto vincere. Ora che è alla Casa Bianca, però, ha cambiato linea.

 

indipendentisti catalani

Fonti bene informate dicono che i suoi consiglieri lo hanno preparato, e convinto che la destabilizzazione di un alleato come la Spagna, capace di minacciare anche la tenuta della Nato e dell' Unione Europea, non è nell' interesse nazionale degli Stati Uniti. Gli americani considerano il movimento indipendentista come portatore di una guerra ideologica senza vere ragioni pratiche, perché la Catalogna ha già quasi l' autonomia di uno Stato.

 

Invece condividono la posizione del presidente della Commissione Ue Juncker, quando dice che un' Europa composta da 98 nazioni non converrebbe a nessuno. A nessuno, tranne alla Russia, che secondo gli osservatori Usa ha usato ancora il web, i social e le altre tecniche impiegate durante le presidenziali del 2016, per influenzare il voto del referendum a favore di Puigdemont.

 

carles puigdemont

I motivi della mobilitazione del Cremlino sono due: primo, continuare la campagna finalizzata a destabilizzare l' Occidente e incrinare le sue alleanze; secondo, creare un precedente favorevole agli interessi di Mosca. L' indipendenza della Catalogna infatti rischierebbe di avviare un contagio, che potrebbe colpire anche l' Italia e vari Paesi, frantumando l' Unione Europea e minacciando il futuro della Nato. Putin poi potrebbe usarla in Ucraina, sostenendo che la Crimea e il Donbass hanno lo stesso diritto di dividersi da Kiev. Per tutte queste ragioni, se mai qualcuno chiederà agli Usa di riconoscere la Catalogna, la risposta sarà un secco no.

 

donald trump e vladimir putin si stringono la mano

Durante l' incontro fra Trump e Rajoy alla Casa Bianca il tema non è stato quasi toccato, perché la posizione era già decisa in anticipo. Il premier spagnolo si è limitato a illustrare la sua strategia basata sulle nuove elezioni, e l' importanza di dimostrare al mondo che la Spagna è unita, continua a mantenere i propri impegni, e viene appoggiata dagli Usa. Il grosso della discussione è stato invece dedicato ai due temi che premevano di più a Washington: il contributo di Madrid alle attività della Nato e alla lotta al terrorismo; e la collaborazione economica.

 

Che poi sono anche i due punti principali del mandato con cui il nuovo ambasciatore in Italia Eisenberg è arrivato a Roma. Gli Usa chiedono agli alleati europei di aiutarli a garantire la sicurezza, e favorire la crescita. Le distrazioni indipendentiste di Barcellona, o la destabilizzazione dei due pilastri dell' alleanza atlantica, servono solo alla Russia.

TRUMP GENTILONI

 

Quindi gli Stati Uniti appoggiano al cento per cento la linea di Rajoy, con l' unico dubbio che secondo loro avrebbe dovuto agire prima: aspettare il referendum, e sperare che il risultato fosse diverso da quello poi arrivato, è stato un errore. Bisognava lavorare in anticipo per dividere gli indipendentisti, e affermare che l' unità del Paese è irrinunciabile. Ora la situazione si è complicata ed è diventato indispensabile andare alle elezioni, perché altrimenti il «problema democratico» potrebbe minare la tenuta del Paese. Nella speranza che nel frattempo i tribunali vietino i partiti con una piattaforma indipendentista, favorendo invece i candidati disposti al dialogo con Madrid.

 

beppe grillo luigi di maio

L' impegno attivo della Russia in Catalogna fa temere agli americani che l' Italia sarà il prossimo terreno di scontro. Già in passato fonti governative avevano manifestato preoccupazione per i contatti tra Mosca e il Movimento 5 Stelle, e ora si aspettano che il Cremlino farà il possibile per favorire un risultato destabilizzante.

 

Le campagne lanciate attraverso il web, i social e le fake news, hanno dimostrato di essere insieme efficaci ed economiche. Quindi non c' è motivo per non ripeterle nel nostro Paese. Qualunque risultato che complichi la formazione di un governo a Roma, minacci l' Unione Europea o incrini la Nato, sarebbe comunque utile agli interessi nazionali della Russia.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...