renzi mimetica soldati

LE PRIME DUE BARE DELLA GUERRA DEL BARO - CRITICHE E ACCUSE AL GOVERNO RENZI PER L’ANNUNCIO DELL’INTERVENTO IN LIBIA (SENZA UNO STRACCIO DI PASSAGGIO PARLAMENTARE): DA BERLUSCONI A PRODI, DAL M5S ALLA LEGA, TUTTI CONVINTI CHE UNA CAMPAGNA MILITARE SAREBBE UNA SCIAGURA PER L’ITALIA

1.IL PARTITO CONTRO LA GUERRA È IN MAGGIORANZA

Salvatore Dama per “Libero Quotidiano

 

La sparatoria a Sabrata. La tragica uccisione di due italiani. La sorte incerta di altri due connazionali ancora nelle mani dei rapitori. I fatti che succedono in Libia diventano un caso politico. Nel mirino c' è il governo. E l' annuncio di un coinvolgimento italiano nella campagna militare in Nord Africa senza un preventivo passaggio parlamentare.

fausto piano salvatore failla libia bonattifausto piano salvatore failla libia bonatti

 

L' esecutivo venga subito alla Camera, chiedono i Cinquestelle: «Renzi deve immediatamente riferire su diverse delicatissime questioni che riguardano la politica estera», dichiara Alessandro Di Battista. «Il Parlamento», conviene l' azzurro Renato Brunetta, «deve essere informato al più presto».

 

Chiediamo che il governo venga ad horas». Ma ciò non succederà fino al 9 marzo, data scelta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni per la sua relazione a Montecitorio. Anticipare non è consigliabile, spiegano fonti di governo. «Una parola di troppo», in queste ore, potrebbe compromettere la sorte dei due connazionali ancora ostaggi dei guerriglieri libici.

 

fausto piano salvatore failla libia bonatti uccisi a sabratafausto piano salvatore failla libia bonatti uccisi a sabrata

«Siamo in guerra a nostra insaputa dal 10 febbraio, quando Renzi ha sfornato un Dpcm col quale autorizza l' invio di forze speciali sul campo libico», attaccano gli ex Pd Pippo Civati e Andrea Maestri. I due deputati di Possibile si riferiscono al decreto della Presidenza del Consiglio in cui si stabiliscono le modalità di intervento di tre unità speciali. Il testo, secretato, è stato in parte pubblicato da Corriere e Sole 24 Ore.

 

Nessun ridimensionamento del ruolo parlamentare, assicurano da Palazzo Chigi. La delega al governo sull' impiego degli 007 era inserita nell' ultimo decreto relativo al finanziamento delle missioni internazionali. Il canale di collegamento tra esecutivo e legislativo è il Copasir, dove ieri è stato convocato e ascoltato il sottosegretario Marco Minniti.

hillary libia isishillary libia isis

 

È vero, gli uomini dei servizi sono in Libia, ha confermato Giacomo Stucchi (Lega), presidente del Comitato di controllo sui servizi. Ma la morte dei due ostaggi è da collegare ai bombardamenti statunitensi, che «hanno cambiato lo scenario in quella zona, portando

le milizie presenti a cercare di riprendere le loro posizioni».

 

L' esecutivo, per bocca di Minniti, ha fatto sapere che non c' è certezza sul fatto che i sequestratori siano militanti dell'Isis. La priorità del governo comunque, oltre a cercare di ricostruire i fatti, è quella di riportare a casa gli altri due italiani rapiti lo scorso luglio. Ma la sensazione di molti, nell' opposizione, è che Renzi stia maneggiando una situazione esplosiva senza averne valutato realmente la portata.

LIBIA - VIDEO DI MINACCE DI AL QAEDA ALL ITALIALIBIA - VIDEO DI MINACCE DI AL QAEDA ALL ITALIA

 

«L' accaduto sottolinea drammaticamente la complessità della situazione libica», dichiara Silvio Berlusconi, «e l' elevato rischio di causare vittime innocenti se si dovessero intraprendere interventi frettolosi o superficiali». Il presidente di Forza Italia ma anche l' ex premier Romano Prodi ritengono che il loro successore non sia all' altezza della situazione.

 

LIBIA - VIDEO DI MINACCE DI AL QAEDA ALL ITALIALIBIA - VIDEO DI MINACCE DI AL QAEDA ALL ITALIA

Sergio Mattarella segue con attenzione l' evolversi dei fatti, informa una nota del Quirinale. Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa chiedono che tutte le forze politiche «si stringano attorno al governo», perché la Libia è una «polveriera» e può avere «effetti nefasti» per l' Italia. L' apertura dei centristi non piace a Bersani («Non ci sono le condizioni») e comunque arrivano quando già è partita la rissa politica.

 

E non servono a fare da argine. «Renzi ha le mani sporche di sangue tanto in Libia quanto in Italia», scrive Matteo Salvini. Secondo il leader della Lega Nord, il premier è «un complice del terrorismo internazionale». Contemporaneamente indirizza accuse altrettanto pesanti verso il Colle: «Il Presidente della Repubblica si vanta del fatto che l' Italia sia all' avanguardia sull' accoglienza dei migranti: matto o complice?».

libia mappalibia mappa

 

2.ANCHE PER PRODI LA SOLUZIONE ARMATA E’ UNA TRAPPOLA

Da “Libero Quotidiano

 

«Non ci sono le condizioni per un intervento in Libia. La guerra è l' ultima, ultima cosa da fare. E non potrebbe che essere fatta nell' ambito dell' Onu. L' Italia potrebbe avere un ruolo serio, ma non può essere sola». L' ex premier ed ex Presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, intervistato dal Tg3, si schiera contro la soluzione militare per risolvere la situazione in Nord Africa.

 

A suo parere in Libia la spartizione del territorio tra le varie fazioni in guerra «porterebbe al peggio, può darsi finisca così, ma questi tre Paesi chiederebbero protezione a qualche potenza straniera o sarebbero oggetto di appetiti dei Paesi vicini.

 

isis libia bengasiisis libia bengasi

In questo momento ci sono due strutture unitarie che tengono ancora insieme il Paese: la Banca centrale e la compagnia petrolifera, che distribuiscono gli introiti del petrolio. Nessuno vuole una divisione che romperebbe questa fonte di risorse che ancora li tiene insieme».

 

L' analisi di Prodi individua una provocazione: «Avere quattro ostaggi italiani per l' Isis è un formidabile strumento di pressione. Per questo sono propenso a credere a qualcosa di deliberato piuttosto che a un incidente».

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...