giuseppe pignatone

A CHI IL “PORTO DELLE NEBBIE”? - IL CSM AVVIA LA DISCUSSIONE PER LA NOMINA DEL CAPO DELLA PROCURA DI ROMA: SARA’ UNA GUERRA DI SUCCESSIONE PER L'EREDITÀ DI PIGNATONE - LA SCELTA E' DESTINATA A SEGNARE L'UFFICIO GIUDIZIARIO PIÙ IMPORTANTE (CON INCHIESTE APERTE CHE TOCCANO IL CAMPIDOGLIO, IL GOVERNO, PARTITI, CORPI MILITARI E ORGANI GIUDIZIARI) E TUTTA LA MAGISTRATURA - LA CORSA A TRE

giuseppe pignatone

Giuseppe Salvaggiulo per “la Stampa”

 

Sette anni fa Giuseppe Pignatone si era presentato ai 90 magistrati della Procura di Roma senza proclami. Con la stessa sobrietà li ha salutati dieci giorni fa: nessuna cerimonia pomposa, cena ospitata dai carabinieri lontano dalla mondanità capitolina. Poche parole e una foto di gruppo da «compagni di scuola». Ma dopo il brindisi, tra i pubblici ministeri le conversazioni hanno mutato tenore, volando dall' amarcord all' incerto futuro. Non senza timori.

 

Ieri la commissione incarichi del Consiglio superiore della magistratura ha avviato l'esame dei candidati alla successione. Scelta destinata a segnare il destino non solo dell' ufficio giudiziario più importante del Paese (con inchieste aperte che toccano il Campidoglio, il governo, partiti di destra e sinistra, corpi militari e organi giudiziari per non parlare delle mafie), ma di tutta la magistratura.

francesco lo voi 1

 

A cascata, il Csm si misurerà con più di 100 nomine di vertice, tra cui 11 presidenze di sezioni di Cassazione e 14 Procure. In primis Torino. E Perugia e Brescia, ambite in quanto competenti a indagare sui magistrati di Roma e Milano. Nomine paralizzate (Torino è senza capo da sei mesi, senza che si sia mosso nulla) in attesa di capire che cosa accadrà nella Capitale. In partenza i candidati per il dopo Pignatone erano tredici, ma ieri s' è capito che tre si contendono realmente il posto.

 

Franco Lo Voi, attuale procuratore di Palermo, pareva in pole position. Per diverse ragioni: anzianità, curriculum (è stato anche al Csm e alla Procura europea) e appartenenza a Magistratura Indipendente, corrente uscita vincitrice dalle elezioni interne del 2018 e più dialogica con il governo gialloverde. Ma successivamente la sua posizione si è indebolita. Prima l' improvvida partecipazione alla cena di gala romana con tanto di simpatetica stretta di mano a Matteo Salvini.

 

marcello viola procuratore generale firenze 2

Poi il malumore di diversi esponenti della sua stessa corrente per lo scarso attivismo nella ricerca di consensi per la nomina. Infine, e soprattutto, il peso della continuità con Pignatone. I pm a lui più legati, non è un mistero anche in assenza di pronunciamenti pubblici, considerano Lo Voi (a prescindere dalle casacche «politiche») il candidato che con più coerenza e determinazione proseguirebbe il lavoro.

 

Al di là dei giochi di corrente, particolarmente acrobatici in una magistratura balcanizzata e in un Csm anomalo e fragile, la questione di fondo è diventata questa. La garanzia di continuità, che rafforzava Lo Voi, pare ora (anche all' interessato) un boomerang, con l'emersione di voci, interne ed esterne alla magistratura e per le ragioni più diverse, che sul «metodo Pignatone» hanno da ridire al punto di consideralo una parentesi da chiudere al più presto.

 

giuseppe creazzo

Metodo portato da Palermo a Reggio Calabria e infine a Roma, emancipandola dalla leggenda infausta di «porto delle nebbie»: chiaro e unitario indirizzo investigativo, condivisione delle informazioni, fermo coordinamento della polizia giudiziaria, lettura non frammentata dei fenomeni criminali, uso non automatico dell' iscrizione nel registro degli indagati, rigoroso filtro probatorio all' azione penale.

 

Metodo che si ritrova nelle inchieste sulle mafie (da «Mondo di mezzo» a quelle autoctone stile «Suburra»). E che non ha risparmiato i poteri pubblici più diversi: i tre ultimi sindaci, esponenti dei governi e dei principali partiti, carabinieri, magistrati ordinari e amministrativi.

 

Elemento decisivo il ruolo della squadra di magistrati che più lo hanno condiviso e attuato, a cominciare dai procuratori aggiunti Michele Prestipino (antimafia, braccio destro di Pignatone anche a Reggio), Rodolfo Sabelli (reati economici) e Paolo Ielo, che ha coordinato le più delicate inchieste di corruzione (tra cui ora quella sul'ex sottosegretario Siri), additato dalla fronda anti Pignatone a simbolo della necessità di discontinuità.

In nome della quale sono salite (dentro e fuori Magistratura Indipendente, Procura e Csm) le quotazioni di Marcello Viola.

 

giuseppe pignatone 2

Siciliano come Pignatone e Lo Voi (ma non palermitano), generalmente stimato ma con profilo diverso. Più asettico, meno interventista. Pm antimafia e giudice, poi capo a Trapani (che però non è Procura antimafia), dal 2016 procuratore generale a Firenze. Dove, alla cerimonia d'insediamento e all' inaugurazione dell' anno giudiziario, a salutarlo c'era Cosimo Maria Ferri, già leader della sua corrente e allora sottosegretario, oggi senatore Pd.

 

Giuseppe Creazzo (terzo per anzianità ma secondo per curriculum dietro Lo Voi) ha lavorato a contatto con Pignatone in Calabria. Pm del delitto Fortugno, dopo un passaggio fuori ruolo al ministero ha guidato la Procura di Palmi.

 

PAOLO IELO

Dal 2014 è a Firenze (dove ha chiesto e ottenuto l'arresto dei genitori di Renzi). Le sue possibilità dipendono dall'intensità del sostegno della sua corrente, la centrista Unicost, e dall' esito del duello Lo Voi-Viola. In caso di impasse, può essere la terza via.

Il procuratore più importante d' Italia va nominato con un consenso ampio, in tempi rapidi e secondo criteri di merito. È il messaggio che il Quirinale ha consegnato al Csm un mese fa, in un incontro non rituale. Su tutto lo spettro dei sempre più frequenti (e vincenti) ricorsi al Tar contro le nomine del Csm.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI...

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")