giovanni canzio

TOGA A TERMINE - IL CSM NOMINA GIOVANNI CANZIO A CAPO DELLA CASSAZIONE, MA SI SPACCA LA CORRENTE DI SINISTRA: I DUE ASTENUTI RICORDANO CHE DURERÀ IN CARICA SOLO UN ANNO E CHE LA DECISIONE VA CONTRO ''LA RATIO DELLE PROROGHE AI GIUDICI SETTANTENNI'' - NEI PROSSIMI MESI VANNO DECISE CENTINAIA DI INCARICHI DIRETTIVI. LO SCONTRO È APPENA INIZIATO

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera

 

giovanni  canziogiovanni canzio

Ventitré voti a favore e tre astensioni: ha sfiorato l’unanimità la nomina di Giovanni Canzio a primo presidente della corte di cassazione da parte del Consiglio superiore della magistratura, in una seduta resa solenne dalla partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il giudice più alto in grado d’Italia, attualmente presidente della corte d’appello di Milano, entrerà in carica con il nuovo anno, quando il suo predecessore Giorgio Santacroce lascerà la toga dopo cinquant’anni di servizio.

 

Una scelta che dunque non ha diviso il Csm, preceduta però da valutazioni differenti e perfino sospetti sulla presunta ingerenza governativa nella procedura, dopo che il Consiglio dei ministri ha nominato alla Consob uno dei candidati in corsa; con l’effetto di rendere più semplice la nomina di Canzio.

 

giovanni   canziogiovanni canzio

Restavano infatti in corsa altri due giudici: uno, Renato Rordorf, è stato eletto presidente aggiunto della stessa Cassazione (vice di Canzio, quindi); l’altro, il segretario generale della corte suprema Franco Ippolito, ha comunicato al Csm di «ritenere superata» la propria domanda dopo aver «serenamente» preso atto che la commissione incarichi direttivi s’era espressa con 5 voti a favore di Canzio e soltanto uno per lui.

 

giovanni canziogiovanni canzio

All’esame del plenum è così arrivato il solo Canzio, che compirà 71 anni il 1° gennaio e potrà rimanere in carica per un solo anno (nel quale sarà pure componente di diritto del Csm). Ritenuto da tutti — astenuti compresi — meritevole per la «prestigiosa carriera e l’impareggiabile cultura scientifica», oltre che per le «straordinarie doti organizzative». Dimostrate, fra l’altro, quando nel 2009 lasciò la Cassazione per andare a guidare la corte d’appello dell’Aquila all’indomani del terremoto.

 

Qualità riconosciutegli anche per via di sentenze che hanno fatto giurisprudenza in materie complesse, divenute materia di studio nelle università. Lo stesso capo dello Stato, augurando buon lavoro al primo presidente, ha voluto sottolinearne «l’eccellente profilo culturale» e le capacità dirigenziali che hanno contribuito a ridurre i tempi dei processi negli uffici che ha diretto.

 

giovanni canziogiovanni canzio

Tuttavia i due astenuti Aschettino e Morosini (di Magistratura democratica, la stessa corrente di sinistra dalla quale proviene Canzio e di cui fa parte anche Ippolito) hanno voluto ribadire che la scelta di Canzio risulta «non in sintonia con la ratio delle proroghe concesse ai magistrati settantenni e di non facile lettura sul piano della funzionalità del sistema»; particolari che rischiano di alimentare le critiche al Csm per la «degenerazione dell’associazionismo giudiziario», ha accusato Morosini. Il terzo astenuto, il «laico» Zaccaria indicato dai grillini, è rimasto in silenzio.

 

mattarella presiede il csm consiglio superiore della magistraturamattarella presiede il csm consiglio superiore della magistratura

«La legge è stata pienamente rispettata, e pur tenendo conto delle argomentazioni critiche penso che oggi sia una bella giornata per la giustizia — ribatte Legnini dopo la conclusione della seduta —. Abbiamo scelto due tra i migliori magistrati d’Italia per posti di grande responsabilità, e non c’è stato alcun condizionamento né interferenza da parte della politica. Quanto alle degenerazioni del correntismo, faccio notare che il dibattito su queste nomine ha riguardato soltanto il merito e il profilo dei candidati, anche perché facevano tutti riferimento alla stessa area. Rivendico la capacità del Csm di aver compiuto una scelta conforme alla legge e legata alla qualità dei magistrati scelti».

intervento di giovanni legniniintervento di giovanni legnini

 

Resta la rottura consumatasi all’interno dello schieramento della sinistra giudiziaria (Md fa parte del cartello di Area, di cui gli altri consiglieri hanno votato per Canzio), e bisognerà vedere che effetto avrà sul seguito dei lavori del Csm, chiamato a proseguire sulla strada dell’autoriforma e delle centinaia di incarichi direttivi e semidirettivi da assegnare. Scadenze alle quali ha fatto riferimento Mattarella, augurando buon anno ai consiglieri, «consapevole che non s’è attenuato l’onere dei compiti particolarmente impegnativi» che li attende.

 

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”