merkel ursula

QUALE CULETTO DOPO LA CULONA? GIA' APERTA LA GARA A CHI SOSTITUIRA' ANGELA MERKEL - TRA I CANDIDATI, LA BELLA E RICCA URSULA VON DER LEYEN - MA ANCHE JENS SPAHN, GAY DICHIARATO - ANGELONA NON HA DECISO SE RIPRESENTARSI ALLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO E IN PANCHINA C'E' SEMPRE IL "FALCO" SCHAUBLE

 

Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica

 

Più che una vincitrice, in questi anni Angela Merkel è stata una cannibale. Per capire la sua invulnerabilità, e la mancanza di pretendenti al trono fino ad ora, fino all’anno dei profughi con cui secondo i detrattori è iniziata la “Kanzlerdaemmerung”, “il crepuscolo della cancelliera”, è sufficiente guardare al risultato delle ultime elezioni politiche.

 

Nel 2013, dopo otto anni di governo, Merkel ha incassato un primato degno di Adenauer: la Cdu/Csu ha sfiorato il 42% dei consensi.

MERKELMERKEL

Anche ieri, la fumata grigia dopo la prima importante riunione dei vertici del governo conferma uno dei suoi grandi talenti, quello di temporeggiatrice. Merkel, il capo della Csu Horst Seehofer e il leader della Spd, Sigmar Gabriel, si sono accordati ieri sul bisogno di accordarsi.

 

Un altro round vinto dalla cancelliera, finito senza melodrammi, nonostante la tensione alle stelle causa profughi. Specie dopo una nuova elezione regionale in cui l’Afd ha raggiunto una percentuale record. Certo, la corsa alla cancelleria è appena cominciata. Ma rivali, al momento, non se ne vedono.

Fino al risultato storico del 2013, costruito negli anni, mangiandosi la destra e soprattutto i socialdemocratici con politiche postideologiche tarate spesso sugli umori dei tedeschi (si pensi all’uscita dal nucleare deciso dopo Fukushima, pur essendo una convinta sostenitrice dell’energia atomica), i suoi nemici sono sempre finiti fuori pista.

 

SCHAUBLESCHAUBLE

Oggi, figure alternative a Merkel che possano aspirare ad eguagliare quel 42% non ce ne sono. Il partito naviga ben dieci punti sotto, nei sondaggi. Ed è questo il problema della cancelliera, ma anche dei conservatori: la crisi dei profughi ha scoperto il fianco destro alla Cdu/Csu e ha fatto lievitare i consensi dei populisti dell’Afd. Perciò i compagni di partito stanno tentando di costringerla a virare a destra. Alcuni di loro si agitano da tempo dietro le quinte per conquistare, un giorno, il suo posto. Manca un anno al voto; è poco plausibile che uno di loro faccia in tempo a candidarsi. Però.

 

Il più noto e antico avversario della cancelliera è il suo ministro più importante, Wolfgang Schäuble. Quasi vent’anni fa avrebbe potuto aspirare a diventare cancelliere. Ma nella guerra che si scatenò nel partito attorno allo scandalo dei fondi neri di Helmut Kohl, il cancelliere della Riunificazione sbarrò la strada al suo delfino. Merkel ne approfittò per costruirsi la carriera che conosciamo.

 

schauble MERKELschauble MERKEL

Un anno fa, la crisi greca ha messo in crisi anche Schäuble e Merkel, spaccati sul destino di Atene. Convinta della linea dura del responsabile delle Finanze, una fetta importante dei cristianodemocratici, la cosiddetta “ala economica”, è stanca di concedere deroghe ad Atene. Sono gli stessi che hanno cominciato a costruire un’alternativa alla cancelliera e persino un’ipotesi di putsch, quando è scoppiata l’emergenza profughi. Ma la fronda si è infranta, dicono i più benevoli, contro la lealtà di Schäuble.

Daniel Funke e il fidanzato Jens SpahnDaniel Funke e il fidanzato Jens Spahn

 

Per i maligni, il vecchio leone cristianodemocratico è semplicemente troppo vecchio. E lui, un po’ civettuolo, ha obiettato che anche Adenauer è diventato cancelliere dopo i 70. Lealtà a parte, è evidente che un pensierino ce l’ha fatto.

 

A 36 anni, Jens Spahn, è talmente giovane che i suoi fedelissimi giurano a microfoni spenti che la sua eventuale candidatura non arriverà prima del 2025. Intanto, il viceministro delle Finanze e delfino di Schäuble si sta costruendo una solida carriera interna. È già nel presidio della Cdu, l’organo più importante. Dove sta conducendo una battaglia per spostare i conservatori a destra sui profughi, sull’economia, persino sul burqini.

Horst Seehofer  Horst Seehofer

 

Però è gay dichiarato, vicino ai Verdi, è considerato il candidato ideale dei cristianodemocratici del nuovo millennio, liberi dall’omofobia e pronti a rompere il tabù, al livello federale, di un’alleanza con i Gruenen.

 

Un candidato improbabile ma di cui si parla è il governatore della Baviera e capo della Csu, Horst Seehofer, accanito nel tentativo di costringere Merkel a ritrattare, sul “niente tetto ai profughi”, minaccioso: la Csu, storico alleato della Cdu, per la prima volta potrebbe presentarsi per conto suo con Seehofer candidato alla cancelleria.

 

ursula von der leyen ursula von der leyen

Ma sarebbe un suicidio per lui, oltre che per i conservatori tedeschi. E la Cdu potrebbe, come rappresaglia, presentarsi in Baviera, facendo perdere la maggioranza assoluta ai cristianosociali. E l’ultima cosa che Seehofer può permettersi è perdere a casa propria.

 

Infine, c’è Ursula von der Leyen, sette figli, ministra della Difesa ed ex popolarissima ministra della Famiglia, da anni considerata l’erede naturale di Merkel. Ma nel partito fanno notare che è, «troppo bella, troppo ricca. Con sette figli puoi fare la ministra solo con un esercito di tate. Tra le donne, è molto meno popolare di Merkel ». Un ostacolo non da poco.

 

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…