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DAGOREPORT – SORCI VERDI PER URSULA VON DER LEYEN: L’ACCORDO SOTTOBANCO CON GLI AMBIENTALISTI FA INCAZZARE UNA GROSSA FRANGIA DEL PARTITO POPOLARE EUROPEO – I DUBBI DELL’ALA DESTRA DEL PPE: COSA HA PROMESSO PER AVERE I VOTI DEI 53 EUROPARLAMENTARI GREEN VOTERANNO PER LEI? E SOPRATTUTTO, LE BASTERANNO PER COMPENSARE I FRANCHI TIRATORI, CHE POTREBBERO MOLTIPLICARSI?

DAGOREPORT

URSULA VON DER LEYEN - GREEN DEAL

Ursula von der Leyen si è complicata la vita. Il suo accordo sottobanco con i Verdi, la cui delegazione è composta da 53 europarlamentari, è risultato indigesto a quella frangia del Partito popolare europeo che non ha mai sopportato gli ambientalisti e il loro Green Deal.

 

Nel Ppe, infatti, in molti reputano le politiche verdi un suicidio economico per l’Unione europea, e dannoso l’ambientalismo ideologico che ha caratterizzato i cinque anni di presidenza Ursula.

 

ursula von der leyen manfred weber

L’accordo elettorale che l’ex cocca della Merkel ha ora siglato con i Verdi, per un appoggio esterno che controbilanci i franchi tiratori della maggioranza, spaventa i popolari: cosa ha promesso Ursula agli eco-parlamentari in cambio del loro sostegno? I timori di nuove restrizioni nazi-ambientaliste rischia di moltiplicare i malcontenti nel Ppe e di conseguenza i possibili voti contrari…

 

IL SENTIERO «STRETTO» DI URSULA STOP DEL PPE A UN PATTO CON I VERDI

Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

URSULA VON DER LEYEN

Il sentiero di Ursula von der Leyen per la riconferma alla guida della Commissione europea resta stretto. L’ipotesi di un allargamento della maggioranza composta da Popolari, Socialisti e Liberali ai Verdi non sembra percorribile, questo è il segnale che arriva dalle giornate di studio del Ppe a Cascais ed è anche la posizione espressa con forza dalla delegazione italiana. Se i Verdi decideranno di votare in favore di von der Leyen sarà solo in base al programma che presenterà. Mentre gli estremi dell’emiciclo hanno confermato che non la sosterranno.

 

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

[…] Le giornate di studio del Ppe a Cascais sono state l’occasione per von der Leyen per fare il punto con le delegazioni del suo gruppo. Il pericolo per la sua riconferma (ha bisogno di 361 voti, la maggioranza che la sostiene è di poco meno 400) viene proprio dai franchi tiratori.

 

 Von der Leyen ha incontrato il capodelegazione di Forza Italia Fulvio Martusciello, che ha elencato le priorità del partito: «Un approccio moderato del Green deal che garantisca la competitività. Abbiamo chiesto che non ci sia più un super commissario al Green deal e che le deleghe siano divise e assegnate a seconda del reale impatto e competenza. E una semplificazione, perché l’Ue non sia un’Europa delle regole, e una politica industriale non intrisa da posizioni ideologiche».

 

ursula von der leyen manfred weber illustrazione di politico

Forza Italia è contraria a un allargamento ai Verdi, come ha spiegato in più occasioni il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’eurodeputato Massimiliano Salini ha ribadito al Corriere «la completa indisponibilità ad accordare il nostro consenso a un’alleanza con i Verdi» e ha spiegato che «tutto il Ppe qui a Cascais ha manifestato questa contrarietà». Non sarà facile per von der Leyen mettere a punto un programma sul Green deal che trovi concordi Ppe, S&D e Renew. «Nei socialisti e tra i macroniani ci sarà un grande dibattito interno — osserva Salini —. Restiamo il continente della sostenibilità ma i target ambientali non devono più prevalere sul nostro modello economico di sviluppo, come avvenuto sullo stop ai motori a benzina e diesel dal 2035 che va revocato».

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia antonio tajani e giorgia meloni al senato IL VOTO DI MELONI ALLA VON DER LEYEN - VIGNETTA BY GIANNELLI ursula von der leyen antonio tajanitazze per ursula von der leyen al vertice ppe

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