ITALIA CAOS: ‘’Sì DEL PD ALL’ARRESTO DI BERLUSCONI’’

1. L'IRA DI BERSANI: "UNA FERITA GRAVISSIMA AL TESSUTO COSTITUZIONALE E DEMOCRATICO"
Repubblica.it - E anche il segretario Pd, Pier Luigi Bersani, critica duramente il partito di Berlusconi: "Vedere un ex ministro della giustizia e la seconda carica dello stato andare ad occupare uffici giudiziari è sconvolgente - spiega al Tg2 - una cosa senza precedenti". Si tratta di "una ferita gravissima al tessuto costituzionale e democratico".

2. BERLUSCONI: MIGLIAVACCA, SE ATTI FONDATI SI' PD AD ARRESTO MA PRIMA DOVREMMO VEDERE LE CARTE
(ANSA) - "Se gli atti fossero fondati penso proprio di sì". Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, risponde a Sky Tg24 alla domanda se il partito di Bersani voterebbe a favore in Senato di un'eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. "Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti", conclude.

3. NAPOLITANO AL BIO: O RIMETTEVA IN SELLA IL CAVALIERI O SALTAVA IL SITEMA
Francesco Verderami per "Il Corriere della Sera"

Per una volta hanno smesso la rissa in mezzo al campo, garantendo all'arbitro la possibilità di ristabilire l'ordine nel rettangolo di gioco. D'altronde sono consapevoli che senza l'intervento di Napolitano la partita della legislatura non potrebbe nemmeno cominciare, mettendo a repentaglio persino l'intero campionato, cioè il sistema. Perché stavolta il cortocircuito che si è innescato tra politica e magistratura, non è l'ennesimo scontro di un conflitto ormai ventennale. Rischia di essere l'ultimo, quello fatale.

Perciò poco importa se il presidente della Repubblica non l'ha preavvisato della nota diffusa al termine dell'incontro con i vertici del Csm, Bersani accoglie l'intervento del Quirinale come fosse il capitano di una squadra di rugby che è sempre chiamato ad accettare le decisioni del «referee» senza poterle contestarle.

«Io tengo la testa solo sul governo», si limita a dire infatti il segretario del Pd, che è un modo per rimarcare il rispetto nella distinzione dei ruoli, ed è il segno di come i Democratici possano essere solo giocatori.
E da giocatori osservano non solo l'ammonizione che Napolitano commina ai dirigenti del Pdl per quel corteo davanti al tribunale di Milano, ma anche l'altolà posto a chi intende sostituirsi al capo dello Stato, che si fa garante della sfida politica nella quale non ci possono essere «interferenze esterne».

Il punto è questo: sebbene tutti tacciano al cospetto dell'arbitro, nella squadra del Pd c'è contezza che le accelerazioni dei palazzi di giustizia contro Berlusconi - dalle visite fiscali alla richiesta di processo immediato per il «caso De Gregorio» - stanno «interferendo» con la partita in corso nel palazzo della politica.

Sia chiaro, i Democrat non sono disponibili a richieste di salvacondotto per il Cavaliere, ma non sono nemmeno disposti a veder saltare il campionato. E il rischio esiste, lo ammettono sottovoce e con preoccupazione, temono che il conflitto faccia saltare il sistema proprio mentre il sistema deve rinnovarsi, con il varo di un nuovo governo e l'elezione di un nuovo capo dello Stato.

È quindi una forma di silenzio assenso quella del Pd verso la nota del Quirinale, anche laddove Napolitano invoca di fatto il «legittimo impedimento» per Berlusconi, a cui va «garantita» la partecipazione alla sfida «politica e istituzionale» fino «alla seconda metà di aprile».

Ecco la svolta del Pd, che è fatto più eclatante della «grande soddisfazione» di Berlusconi nel veder riconosciute le proprie ragioni. E chissà se l'intervento del Colle sarà servito a risollevare oltre che nel morale anche nel fisico il Cavaliere, che da giorni deve fare i conti con la pressione alta: 102 la minima, 200 la massima.

Certo il Quirinale ha sanzionato duramente il Pdl per quell'invasione nel campo della magistratura, ma - così come Bersani - anche Alfano con il suo silenzio rende merito all'opera del presidente della Repubblica.

Il fatto che Napolitano abbia emesso cinque comunicati in due giorni è - agli occhi dei vertici del Pdl - la prova di quanto sia considerata importante, anzi decisiva, questa vicenda. E di come sia stata presa sul serio. L'operato del Colle viene interpretato come un concreto tentativo di far defibrillare il clima, di rendere quanto più possibile agevole la difficile fase politica.

Solo l'Anm - come a far da contrappunto al Quirinale - ha rotto il silenzio, rimanendo attestato sulle vecchie barricate. Toccherà a Napolitano rendere completamente agibile il terreno da gioco della politica, anche per non veder pregiudicate sue eventuali future iniziative, nel caso Bersani dovesse fallire. Se il conflitto non cessasse, infatti, non ci sarebbe spazio per un «governo del presidente». E si andrebbe alle urne in piena invasione di «campi».

 

 

BERSANI PIERLUIGI BERSANI CON LA BANDIERA DEL PD MANIFESTO BERLUSCONI DIETRO LE SBARRE migliavacca BERSANI E NAPOLITANO maurizio migliavacca berlusconi bocca BERLU fisc big berlu

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO