SCONFITTO DA RE GIORGIO SUGLI F-35, IL PAROLAIO RENZI SI VENDICA SOSPENDENDO I PAGAMENTI ALLA LOCKEED – E IL GENERALE CAMPORINI AVVISA: ‘I PROGRAMMI DI ARMAMENTO RISCHIANO DI FINIRE NEL CAOS’

1. F35, DAL QUIRINALE STOP AI TAGLI MA IL GOVERNO SOSPENDE I PAGAMENTI ALLA LOCKEED
Umberto Rosso per ‘La Repubblica'

Non ci saranno tagli al programma degli F35. E nemmeno agli altri sistemi d'arma, compresa la ventilata, clamorosa vendita della portaerei Garibaldi. Almeno per ora. Lo stop arriva dal Consiglio supremo della Difesa, nella riunione presieduta dal capo dello Stato.

Nello specifico non si è parlato, come informa una nota del Quirinale, della polemica sui costi (e la sicurezza) dei cacciabombardieri, e di uno stop all'acquisto dei 90 jet a cui in qualche modo aveva accennato il ministro Pinotti. Una richiesta che invece adesso arriva esplicita dall'interno del Pd, che vorrebbe fermare l'operazione. «Troppe criticità in questa vicenda, la scelta degli F35 ha costi insostenibili e va rivista», denuncia infatti il capogruppo in commissione Difesa Gian Piero Scanu, alla fine di un'indagine conoscitiva parlamentare sul progetto.

La linea di Napolitano, che guida il Consiglio di Difesa di cui fanno parte il premier, diversi ministri e i capi delle forze armate, è quella di non rimettere in discussione il progetto almeno fino a quando non sarà pronto un "libro bianco" sulla riorganizzazione della Difesa.

È la novità sfornata dal vertice al Quirinale di ieri. Un dossier per fotografare la situazione delle nostre forze militari che, sulla base di uno studio di un gruppo di esperti (da stilare entro giugno), viene affidato alle commissioni parlamentari (Difesa, Esteri, Finanze). Entro la fine dell'anno il "libro bianco" deve essere sul tavolo del Parlamento, che dovrà decidere.

Avrà lo scopo, spiegano al Consiglio supremo, di ridefinire «il quadro strategico di riferimento» per lo strumento militare, gli obiettivi «di efficacia e di efficienza» da conseguire, i «lineamenti strutturali ». E di verificare, oltre al contesto nazionale, anche quello internazionale. Ovvero gli impegni e gli accordi sottoscritti con gli altri partner stranieri sugli F35. Solo allora dunque, e se il "libro bianco" ne dimostrerà la necessità, partirà la riorganizzazione militare, che potrebbe toccare anche la questione dei cacciabombardieri. Fermo restando, sottolinea il Consiglio supremo, «i provvedimenti e le iniziative da attuare con immediatezza in ambito nazionale ed europeo», con «ogni possibile salvaguardia per il personale».

Per adesso allora niente tagli ai sistemi d'arma. Napolitano non dovrà assumersi l'imbarazzante compito di annunciare a Barack Obama, che il 27 marzo sarà al Quirinale dopo aver incontrato il Papa in Vaticano, la "disdetta" dell'accordo sui cacciabombardieri americani. In atto invece, come spiega il ministro Pinotti alle "Invasioni barbariche", la moratoria dei pagamenti per gli aerei della discordia.

«Sui caccia F35 oggi abbiamo sospeso i pagamenti delle tranche previste, in attesa dei risultati dell'indagine conoscitiva del Parlamento». Prefigura un taglio futuro del programma? «Aspettiamo prima le conclusioni del libro bianco e dagli approfondimenti: dalla tipologia di eventuali minacce al nostro paese decideremo dove potenziare e dove ridimensionare ». Tagli immediati alle nostre forze armate secondo il Consiglio supremo sarebbero una scelta sbagliata di fronte ai tanti focolai di crisi, a cominciare dalla Crimea. «L'instabilità diffusa, i recenti eventi conflittuali e le situazioni di crisi a ridosso del Mediterraneo, confermano la fondamentale importanza per la sicurezza delle funzioni di prevenzione, dissuasione e stabilizzazione delle Forze Armate».

Ma la polemiche non si fermano. I pacifisti scrivono a Renzi e Pinotti per la cancellazione
del programma. Lo stesso chiede il Codacons. Fra i partiti, sale la "fronda" dentro il Pd. «L'indagine della commissione Difesa mette a terra definitivamente gli F35», esulta Enrico Gasbarra, deputato in commissione Difesa. Ma Sel chiede al Pd di scegliere fra la Pinotti e Scanu. E i grillini attaccano ancora Napolitano: «È lui la sentinella degli F35».


2. IL GENERALE CAMPORINI: I PROGRAMMI DI ARMAMENTO RISCHIANO DI FINIRE NEL CAOS
Giampaolo Cadalanu per ‘La Repubblica'

Vincenzo Camporini è molto scettico sulle proposte del Pd in commissione Difesa. Secondo l'ex capo di Stato maggiore della Difesa, la riforma suggerita potrebbe avere più aspetti negativi che vantaggi.

Generale Camporini, che cosa cambierà per la Difesa con questa riforma?
«Ben poco, direi quasi nulla. Da sempre il Parlamento ha controllato gli Stati maggiori, nelle acquisizioni di sistemi d'arma ogni passo è seguito dalle commissioni Difesa di Camera e Senato. Prima il parere delle commissioni era obbligatorio ma non vincolante. Ora si propone che sia vincolante. Ma non ricordo di un solo parere che non sia stato rispettato».

Ma quali sono gli aspetti negativi?
«C'è il rischio che i programmi di armamento, la cui durata media è fra i 10 e i 15 anni, possano essere fermati di continuo, sulla base di esigenze contingenti, e questo crea una grande incertezza programmatica».

È d'accordo sulla necessità di un libro bianco, come sottolineato anche dal Consiglio supremo di Difesa?
«Sono d'accordo, serve soprattutto un quadro strategico complessivo. Ma a costo di irritare i miei colleghi, dico che questo libro bianco non deve essere fatto dagli stati maggiori.

I militari devono fornire le cifre, ma è la politica che deve trovare personalità competenti per segnalare le esigenze della Difesa e non fermarsi a quelle di Forza armata. Altrimenti anche questa diventerà un'occasione perché ogni arma tiri l'acqua al suo mulino, cercando finanziamenti per i suoi progetti».

Si candida per essere lei quella personalità competente?
«No, io mi sto occupando di politica internazionale ma resto un militare, la mia presenza farebbe alzare più di un sopracciglio».

 

 

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