travaglio di battista

LE DAMINE IN UN MARE DI PU**ANE – ALESSANDRO DI BATTISTA SCODELLA LA LISTA DI QUELLI CHE CONSIDERA GIORNALISTI LIBERI – ECCO CHI PUÒ VANTARE LA PATENTE DI PURO SECONDO IL “CHE GUEVARA DI ROMA NORD”: “TRAVAGLIO, MASSIMO FINI, BUTTAFUOCO, COSTAMAGNA, GABANELLI, ALBERTO NEGRI E…”

Dal profilo Facebook di Alessandro Di Battista

 

ALESSANDRO DI BATTISTA IN GUATEMALA

Come volevasi dimostrare è partita la difesa corporativista, puerile, patetica, ipocrita, conformista e oltretutto controproducente di una parte del sistema mediatico. Quando per orgoglio e malafede non sanno chiedere scusa per le menzogne scritte sulla Raggi, per la difesa a spada tratta di un sistema morente, per aver avallato il neoliberismo e tutte le sue nefandezze, partono con la solita litania: “giù le mani dall'informazione”, oppure “nessuno tocchi la libertà di stampa”.

 

Ben vengano le manifestazioni per la libertà di stampa, solo che andrebbero fatte in Svizzera sotto casa di de Benedetti, ad Arcore sotto casa di Berlusconi o davanti alle incompiute Vele di Calatrava per le quali il gruppo Caltagirone si è beccato un bel po' di soldi. Ma in certi luoghi questi “sepolcri imbiancati” evitano di andare. Al contrario bastonano chi ci va e chi ne parla.

 

DI MAIO E TRAVAGLIO

I giornali di Berlusconi non mi hanno mai perdonato di essere andato sotto Villa San Martino insieme a migliaia di cittadini liberi per leggere la sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa per Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi. E da lì è iniziato il martellamento: “è in vacanza in Sud America con i soldi di Berlusconi”, “ha un contratto con Mondadori da 400.000 euro” e via con altre menzogne ripetute così tante volte da trasformarsi, agli occhi dei meno attenti, in verità.

 

alberto negri

I giornali di De Benedetti non mi hanno mai perdonato il fatto di aver ripetutamente parlato del passato inglorioso dell'Ingegnere. Un tempo era come Voldemort, non si poteva nominare, poi sono arrivati i “grillini irriverenti” e tutto è cambiato.

 

Ma ovviamente l'oltraggio doveva essere punito. E via con diffamazione costante, con insulti di ogni tipo alla mia persona, con vivisezioni continue di ogni mio discorso ed ogni mio scritto per trovare la consecutio temporum sbagliata o un qualsiasi errore. Non parliamo poi del gruppo Caltagirone il quale non mi hai mai perdonato di aver contribuito a mandare nell'oblio le Olimpiadi di Roma tanto care ai palazzinari della capitale.

di battista

 

E io adesso che dovrei fare? Lasciarmi intimidire dalla loro reazione scomposta? Figuriamoci. Quando decisi di non fare il ministro lo feci per una sola ragione: per essere totalmente libero di scrivere e dire ciò che penso.

 

MASSIMO FINI

Questo è un privilegio incredibile, altro che auto blu e assegni di fine mandato. E quando inizi ad assuefarti alla libertà ne vuoi sempre di più, anche se sai che dire ciò che pensi ti farà tanti nemici e a volte ti farà venire il sangue amaro. Ma, allo stesso tempo, ti fa guardare allo specchio. Lo dico ancora una volta, il mestiere del giornalista, quello con la schiena dritta, è importante come quello del chirurgo.

gabanelli

 

E grazie a Dio in Italia ci sono eccome Giornalisti liberi, è libero Travaglio uno che il Movimento l'ha bastonato ripetutamente, è libero Massimo Fini, un uomo che per non essersi piegato al pensiero dominante non ha fatto la carriera che meritava.

 

E' libero Buttafuoco, uno degli ultimi intellettuali rimasti, sono liberi Fulvio Grimaldi e Alberto Negri, due non certo teneri con la politica estera dell'attuale governo. E' libero Franco Bechis, uno dei giornalisti più innamorati dello studio degli atti che abbia mai conosciuto.

pietrangelo buttafuoco

 

E' libera Luisella Costamagna, è libera Milena Gabanelli, sono liberi decine di Giornalisti e Giornaliste che hanno capito che chi davvero sta colpendo la libertà di stampa sono svariati sicari dell'informazione ormai distaccati dalla realtà e capaci di scendere in piazza per difendere esclusivamente la loro posizione di potere che ha molto più a che fare con quella servitù volontaria descritta da Étienne de La Boétie che con il desiderio di indipendenza che tanto sbandierano in queste ore.

 

franco bechis in versione fotografica

Io sono fiero per ciò che ho fatto in Parlamento (nonostante un mucchio di errori dei quali mi scuso) e soprattutto della scelta che ho fatto dopo esserne uscito. Perché la libertà vale più di ogni cosa, anche di un ministero e soprattutto perché solo scegliendo di “uscire fuori dal palazzo” ho potuto iniziare ad insegnare a mio figlio ad essere libero. E i figli credono a ciò che vedono, non a ciò che sentono, come d'altronde ormai la gran parte dei cittadini.

pietrangelo buttafuocoVIRGINIA RAGGI E MARCO TRAVAGLIOLUISELLA COSTAMAGNAluisella costamagnafranco bechisLUISELLA COSTAMAGNAalessandro di battista e sahra in viaggio 1alessandro di battista e sahra in viaggio 3alessandro di battista e sahra in viaggio 2

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