big foto de bortoli renzi

DE BORTOLI TORNA SUL "CORRIERE" E SGAMBETTA RENZI - “IL DEBITO PUBBLICO CRESCE (132,8 % DEL PIL), LA SPENDING REVIEW È FALLITA” - “IL DEFICIT VA BENE SE PRODUCE CRESCITA REALE E TAGLIA LE TASSE, SE MUOVE POCHI DECIMALI È SOLO UN FARDELLO SCARICATO SULLE PROSSIME GENERAZIONI”

Ferruccio de Bortoli per il “Corriere della Sera”

de bortoli renzi 5de bortoli renzi 5

 

Le ultime previsioni sulla crescita italiana rendono assai improbabile, senza interventi correttivi, la discesa quest' anno del rapporto fra debito e prodotto interno lordo, oggi al 132,8 per cento.

 

de bortolide bortoli

Se l' obiettivo venisse mancato, l' intera scommessa del governo Renzi - stimolare lo sviluppo con maggiore disavanzo - sarebbe perduta. I meriti del governo, non pochi sulle riforme, verrebbero oscurati.

 

Ne citiamo solo alcuni: Jobs act, riduzione della tassazione sul lavoro, ammortamenti e investimenti al Sud facilitati, Ires al 24 per cento dal prossimo anno. Un modesto esercizio di verità può aiutare a scongiurare un simile scenario.

 

de bortoli renzide bortoli renzi

L' anestetico (o il metadone) della Bce non è infinito. La congiuntura favorevole di euro e petrolio è irripetibile. Se il nostro debito, nel rapporto con il prodotto interno lordo (Pil), non dovesse scendere dopo nove anni, come promesso, il Paese sarebbe nuovamente esposto alla speculazione dei mercati.

 

L' ondata irrazionale che ha colpito le banche italiane, ingiustamente penalizzate anche per la quantità di titoli pubblici detenuti (389 miliardi), è un segnale da non trascurare.

 

de bortoli renzi 4de bortoli renzi 4

L' amara realtà, di cui nel conformismo dilagante pochi discutono, è che abbiamo allegramente sottovalutato, in questi due anni, il peso del nostro debito (in aumento nel 2015 di 34 miliardi, a quota 2.169,9), riempiendoci la bocca di false giustificazioni, guardando stupidamente i conti degli altri in più rapido peggioramento ma da livelli inferiori. I tedeschi lo considerano, esagerando, una colpa.

tweet di de bortoli contro renzitweet di de bortoli contro renzi

 

Noi facciamo finta che non sia nostro. L' hanno fatto altri. Nei Comuni, nelle Regioni e nello Stato. Un solo esempio. Roma riceve un contributo annuale ( fino al 2040!) di 300 milioni dal Tesoro per la gestione del proprio debito (13,5 miliardi).

de bortoli renzi 2de bortoli renzi 2

Non crediamo se ne parlerà nella prossima campagna elettorale. E il fatto che quasi tutto il debito pubblico sia attribuito contabilmente allo Stato genera curiose forme di amnesia in Comuni e Regioni. Una famiglia responsabile si comporterebbe così?

 

No. Se godesse di entrate straordinarie, come l' Italia nel 2015 - il risparmio sugli interessi per 5 miliardi, gli incassi della voluntary disclosure per altri 4 - li destinerebbe all' alleggerimento del debito o alla spesa corrente? Altra domanda retorica.

 

Negli anni scorsi erano state avanzate varie proposte non traumatiche (cioè senza una patrimoniale) di riduzione del debito: valorizzazione del patrimonio pubblico, emissioni di obbligazioni e riacquisto di titoli di Stato.

de bortoli renzi 3de bortoli renzi 3

 

I dee forse non del tutto praticabili, ma frettolosamente accantonate pur essendo la fase dei tassi bassi, se non negativi, favorevole a operazioni di questo tipo. Oggi non se ne discute più, come se il problema fosse stato rimosso o considerato inesistente. Il debito italiano è per fortuna sostenibile.

 

Ma i mercati ne apprezzano la gestione nel tempo se vi è un avanzo primario consistente (differenza tra entrate e uscite al netto degli interessi). Quell' avanzo è, nel 2015, all' 1,7 per cento. Troppo basso per dimostrare la nostra volontà di arrivare al pareggio strutturale di bilancio. La deflazione non aiuta, aggrava.

 

renzi de bortolirenzi de bortoli

L' Italia disperse, agli inizi del secolo, la grande opportunità costituita dall' abbattimento dei tassi, del famigerato spread . Il bonus dell' entrata nella moneta unica si tradusse in più spesa pubblica, assai poco produttiva di investimenti e lavoro. Non vorremmo che anche questa occasione venisse dispersa. Ce ne pentiremmo amaramente.

 

DE BORTOLI TIKI TAKADE BORTOLI TIKI TAKA

Un' insensibilità pubblica sul tema del debito autorizza i centri di spesa a coltivare pessime abitudini, quando non fraudolente. Toglie tensione al risanamento reale. Dimostra una modesta cultura della responsabilità, l' unica in grado di allontanare, nell' Unione Europea, sospetti e vincoli a volte eccessivi.

 

La spending review è in parte fallita, lo ha notato anche la Corte dei conti. La lotta all' evasione fiscale non è una assoluta priorità. La flessibilità europea è spesso scambiata alla stregua di un inesistente credito bloccato a Bruxelles.

 

FERRUCCIO DE BORTOLI FERRUCCIO DE BORTOLI

Il deficit supplementare (2,5 per cento quest' anno) è sano se produce una crescita robusta e reale, allevia il carico fiscale laddove serve, si trasforma in un giusto investimento sul reddito e il lavoro futuro dei nostri figli.

 

Se invece muove - al netto dell' effetto dello stimolo monetario della Bce - solo pochi decimali di uno stentato sviluppo, è solo un fardello in più scaricato sulle prossime generazioni. I giovani non protestano, forse perché molti se ne sono andati (la maggioranza dei centomila emigrati l' anno scorso) e troppi sognano di farlo. Non c' è bonus che tenga.

Ferruccio De Bortoli Ferruccio De Bortoli

 

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...