tasse casa

“CHI METTE LE IMPOSTE SULLA CASA PRIMA O POI PAGA UN PREZZO IN TERMINI DI CONSENSO” - GIUSEPPE DE RITA: “LA CASA PER GLI ITALIANI È UN MITO, UNO STATUS E QUINDI ANCHE UN TABÙ: GUAI A CHI LA TOCCA. INTRODURRE E POI RITOCCARE L'IMU O ANCHE PARLARE DI REVISIONE DEGLI ESTIMI CATASTALI È PER LA POLITICA UN MODO DI AGGIRARE LA QUESTIONE. SVICOLARE PARLANDO DI METRI QUADRI ANZICHÉ DI VANI RIPRODUCE LO STESSO EFFETTO, QUELLO DELLA STANGATA. IN FONDO TUTTA LA MENTALITÀ ITALIANA È LEGATA ALLA CASA PERCHE’…”

Valentina Conte per “la Repubblica”

 

giuseppe de rita

«La casa per gli italiani è un mito, uno status e quindi anche un tabù: guai a chi la tocca». Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, sociologo classe 1932, già presidente del Cnel, non si stupisce delle resistenze che la riforma del catasto suscita al solo annuncio. L'ultima riforma risale all'anno in cui cadeva il Muro di Berlino.

 

Perché in Italia è quasi impossibile disciplinare il mattone?

«Per l'italiano medio la parola casa è fondamentale: difficile scrollare questo attaccamento. Dice: "C'ho casa". Non dice: "C'ho una villa, un appartamento, un buchino". No, dice: "C'ho casa, c'ho casa in centro, al mare, in montagna". L'espressione "c'ho casa" è fondamentale. E nessuno mai è riuscito ad attaccare questo mito».

 

tasse sulla casa imu tari

Chi tocca la casa muore, politicamente?

«Di sicuro i governanti non amano affrontare di petto la questione, specie quando si parla di prima casa, anche se fare ordine sarebbe giusto ed equo. E demandano ai Comuni la faccenda. Ma anche a livello locale chi mette le imposte prima o poi paga un prezzo in termini di consenso. Introdurre e poi ritoccare l'Imu o anche parlare di revisione degli estimi catastali è per la politica un modo di aggirare la questione. Ma l'italiano quando sente "riforma del catasto" traduce subito in "patrimoniale"».

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Perché questa ostilità?

«L'Imu viene vissuta come un attacco indiretto al mito della casa, la tassa più odiata, una patrimoniale di fatto. Svicolare parlando di metri quadri anziché di vani riproduce lo stesso effetto, quello della stangata. Ecco che la parola casa diventa tabù, perché in fondo tutta la mentalità italiana è legata alla casa. Il figlio si sposa o si laurea: gli compro la casa. Mi divido da mia moglie, "ma non c'ho casa". Per i fidanzati, soprattutto della mia generazione, era una specie di proclama: "Come prima cosa ci compreremo casa". La prima pietra della convivenza familiare».

 

La casa è ancora uno status?

case e catasto

«Lo è sempre stata. Penso ai miei genitori che ce l'hanno fatta solo al momento della pensione: per tutta la vita hanno pensato alla casa. Tutta la rivoluzione urbana degli anni '40-'50-'60 è accompagnata dal bisogno e dal desiderio di casa. Pensiamo agli immigrati del Sud arrivati al Nord. All'inizio dormivano in sei in una stanza, ma il sogno era farsi una casa per richiamare la famiglia.

 

Tutto il superamento del meccanismo razzista verso i meridionali è avvenuto sulla casa. La storia d'Italia è storia di case. Non la storia abituale, la storia delle crisi: dal dopoguerra alle migrazioni ai terremoti. La casa in Italia diventa un mito proprio dopo le crisi: mi rifaccio la casa distrutta dai bombardamenti, magari brutta come prima, ma la rifaccio. Questo però significa che nei periodi meno duri e molli, come l'attuale, diventa molto difficile toccare la casa».

letta meloni salvini

 

Per questo la politica stenta?

«La casa è il modo in cui l'italiano ragiona su se stesso e la propria stabilità. È il senso del suo profondo radicamento. Per questo la politica non ce la fa. Perché quando tocca la casa va contro la psicologia più minuta, quella delle famiglie, delle coppie. Tutto si gioca dove mi radico e mi rassicuro: mi trovo casa, mi affitto casa, mi compro casa. Ogni intervento fiscale o di riforma è visto come attacco a questa psicologia».

IMU

 

Ma perché la discussione politica è a due colori: destra contro, sinistra a favore?

«Per un vecchio vizio: la destra rifiuta tassazione e patrimoniale, la sinistra guarda all'attività fiscale per riequilibrare la distanza tra poveri e ricchi. Anche se oggi questa distanza passa per il digitale, la finanza internazionale, i risparmi collocati all'estero. Ma niente, a sinistra vince la vecchia e radicata abitudine che per far piangere i ricchi bisogna tassare. E alla fine piangono anche loro».

GREEN PASS

 

Che effetto le fa l'Italia col Pass?

«Innaturale. Ma sono 18 mesi che viviamo così: non che il lockdown fosse naturale o le mascherine e il distanziamento. La tragedia di questa pandemia è che non si vede una fine. Ma ci siamo abituati all'innaturale. E tutto sommato è un bene e ci rafforza».

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…