europe the final countdown toninelli conte di maio salvini bongiorno

IL DEF NON SI TOCCA, MA SI RITOCCA – IL 2,4% È INTOCCABILE, LA POSTA POLITICA IN GIOCO È PIÙ ALTA DELLO SPREAD: MA SI CERCA DI RENDERE IL TESTO CHE VERRÀ SPEDITO A BRUXELLES IL PIÙ POTABILE POSSIBILE – L’OBIETTIVO È RIDURRE L’IMPATTO ASSISTENZIALISTA, ENFATIZZANDO GLI INVESTIMENTI E LA CREDIBILITÀ, MA… – IL PIANO DI FICO E QUELLO DI SAVONA

Marco Conti per “il Messaggero”

 

luigi di maio matteo salvini

«Troveremo un punto d' incontro». A sostenerlo all' unisono il ministro Paolo Savona e il presidente della Camera Roberto Fico. Il primo impegnato a Roma a convincere la stampa estera al posto di Giovanni Tria. Il secondo a Bruxelles in missione anti-sovranista.

 

IL PENSIERO

Tutti e due convinti, e pronti a scommettere, che tocchi all' Europa cedere e, soprattutto, alla Bce continuare a comprare titoli italiani per evitare che la crisi dell' Italia trascini quella dell' eurozona. E che la scommessa fosse questa, era nota da tempo; con i grillini che tifano per un cambio dell' Unione, ma non per la sua dissoluzione, e la Lega che invece - pur non chiedendo più il referendum sull' euro - ci fa più di un pensierino, come dimostra l' incontro di ieri di Matteo Salvini con Marine Le Pen.

 

tria conte di maio salvini

Diverso obiettivo che apre una concorrenza elettorale tra partner di governo su chi a maggio arriverà primo e potrà dare le carte in Europa per conto dell' Italia. In attesa dello scontro elettorale, il risultato è che il Def e la manovra non cambiano perché per M5S e Lega la posta in gioco è, per ora, più alta dello spread.

 

Di Maio e Salvini ogni mattina si scambiano messaggini attraverso i quali ognuno rassicura l' altro. Per ora la direzione resta la stessa anche se il Carroccio pretende modifiche su alcune parti della manovra di bilancio. Nessun passo indietro soprattutto sul 2,4%, mentre molti capitoli della manovra debbono essere ancora scritti e oggi si terrà una nuova riunione a palazzo Chigi proprio per definire nel dettaglio le misure.

fico

 

Il tentativo in corso è quello di rendere il testo che verrà spedito a Bruxelles il più potabile possibile non tanto ai commissari Ue quanto agli investitori. L' obiettivo è quello di ridurre l' impatto assistenzialista, enfatizzando gli investimenti e la credibilità delle misure pro-crescita. Si va avanti un po' a tentoni tirando fuori un numero e una misura al giorno per poi vedere l' effetto che fa sui mercati e confidando che da Bruxelles, o da altre capitali europee, non arrivino nuove bocciature.

 

PAOLO SAVONA

Dopo i duri scambi dei giorni scorsi con i vertici della Commissione, il lato pentastellato del governo ha scatenato da ieri «l' operazione simpatia», come la definisce un deputato grillino.

Non solo Fico a Bruxelles e Savona con la stampa estera, ma anche Di Maio a Berlino (che appena atterrato in Italia ha riunito i suoi: «Sul Def non arretriamo»). Il vicepremier studia i centri per l' impiego tedeschi e nell' entusiasmo arriva persino ad elogiare la cancelliera Merkel per non aver detto ancora nulla sulla situazione italiana e il braccio di ferro con l' Europa.

VERTICE DEL GOVERNO SUL DEF

 

La speranza, che Salvini tramuta in certezza, è «che quando i mercati leggeranno la manovra saranno tranquilli». L' obiettivo della maggioranza è quello di costruire nel dettaglio una serie di riforme in grado di reggere l' impatto con i mercati.

 

Almeno sino a maggio, quando ci saranno le elezioni europee. Evitando, quindi, che a fine mese le agenzie di rating diano quel giudizio negativo che renderebbe difficile la vita al sistema bancario provocando una stretta sul credito tale da far saltare l' intero impianto.

 

giovanni tria

L' ASTICELLA

Ma se il 2,4% non si tocca, su molte delle misure si sta ancora lavorando nella consapevolezza della difficoltà del momento e facendo attenzione a non andare oltre il punto di non ritorno.

DI MAIO SALVINI

Uno work in progress che va avanti da settimane e che è forse destinato a continuare ancora per molto alzando e abbassando l' asticella delle spese che piacciono o meno agli investitori.

il ministro dell economia giovanni tria (1)tria

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…