MANCA SOLO VERDINI - CON DELL’UTRI, SCAJOLA, COSENTINO E GALAN MESSI KO DAI MAGISTRATI, IL “CERCHIO MAGICO” INTORNO AL BANANA PUÒ BLINDARE IL SUO POTERE - PER LA VECCHIA GUARDIA, NESSUNA SOLIDARIETÀ

Ugo Magri per “La Stampa

 

Verdini DenisVerdini Denis

Erano i generali dell’armata berlusconiana: Marcello Dell’Utri, Claudio Scajola, Nicola Cosentino, Giancarlo Galan. Adesso a Forza Italia nessuno li conosce più. Dimenticati in carcere oppure agli arresti domiciliari. Come in Unione Sovietica, dove gli epurati sparivano dalle foto con Lenin, i 4 sono stati rimossi dall’immaginario forzista. Zero iniziative a loro sostegno tipo comitati, gazebo, sit in, manifesti, digiuni.

 

Rarissime le visite per portare un briciolo di conforto agli ex compagni di lotta e di governo. A Berlusconi, dicono, piacerebbe tanto farsi vivo ma non può in quanto lui stesso sta scontando i servizi sociali e pure dopo, quando tornerà libero, dovrà chiedere ai giudici mille autorizzazioni... Chi gli sta intorno evita di sbilanciarsi. Non c’è una sola dichiarazione a sostegno di quanti, poco tempo fa, sarebbero stati presentati addirittura come «martiri» del berlusconismo. La «damnatio memoriae» è così radicale, che viene da chiedersi: da dove nasce questa voglia di cancellarli?

 

MARCELLO DELL'UTRIMARCELLO DELL'UTRI

Prima teoria: Dell’Utri, Scajola, e gli altri erano visti con sospetto già prima della loro disgrazia, che ha confermato la «vox populi». Per cui ora il partito li molla al loro destino.

 

Ipotesi numero 2: il garantismo valeva solo per Berlusconi e non per chi lo accompagnava, al punto che a rivendicarlo è rimasto solitario Cicchitto, con la nuova edizione aggiornata del suo cavallo di battaglia, «L’uso politico della giustizia» (attenzione però: Cicchitto non è più forzista ma sta con Alfano).

 

Terza spiegazione, forse la più vera: il cosiddetto «cerchio magico», la nuova leva scalpitante dei quarantenni berlusconiani, non vedeva l’ora di rottamare quanti incarnavano il forzismo delle origini, sempre più causa di imbarazzo. Dunque non ha disdegnato un aiuto dalle Procure. Guarda caso, proprio nel giro stretto di Arcore nasce il tamtam sulle tegole giudiziarie presto in capo a Verdini, ultimo «highlander» della vecchia guardia.

SCAJOLA ARRESTATO jpegSCAJOLA ARRESTATO jpeg

 

Sia come sia, un rigido cordone sanitario è stato steso intorno a quei quattro, che salgono a sei calcolando Alfonso Papa e Marco Milanese. Dell’Utri l’ha visitato a giugno nel supercarcere di Parma la solita irruenta «Pitonessa» Santanchè. Qualche volta si è fatto vivo un deputato che era stato dipendente di dell’Utri in Publitalia, Massimo Palmizio.

 

Per il resto l’ex padre fondatore di Forza Italia ha visto i familiari e l’avvocato, Giuseppe Di Peri. Riceve una quantità di lettere alle quali risponde con cura maniacale, ma sempre da gente umile, non dai politici di rango che fingono di non averlo mai conosciuto (tra l’altro la corrispondenza è tutta registrata).

NICOLA COSENTINO jpegNICOLA COSENTINO jpeg

 

Da Cosentino, chiuso a Secondigliano, è andato 3 volte il deputato «azzurro» Luca D’Alessandro. Ha pure presentato un’interrogazione alla Camera. Ma gli altri se ne guardano bene, anche in considerazione dei pessimi rapporti intercorsi tra l’ex sottosegretario carcerato e Francesca Pascale, fidanzata di Silvio. Alcuni, come il senatore campano Nitto Palma, teorizzano che «non dobbiamo fare nulla, meno la politica si impiccia e meglio è per Cosentino».

 

Scajola, nel partito, risultava antipatico per il carattere burbanzoso. Berlusconi l’aveva marginalizzato quando si era venuto a sapere della casa acquistata «a sua insaputa», vicenda dalla quale l’ex ministro è stato appena prescritto. Resta in piedi l’accusa di aver favorito Amedeo Matacena (latitante a Dubai) per intercessione della moglie Chiara Rizzo.

galan lascia il carcere 1galan lascia il carcere 1

 

Scajola spera che molto presto gli rendano la libertà. Inganna l’attesa passeggiando nel giardino pensile di Villa Ninina a Imperia, in compagnia ideale di Giancarlo Galan (altro personaggio che paga una buona dose di arroganza)

 

L’ex Doge trascorre le giornate avanti e indrè nel parco della sua Villa Rondella, secondo l’accusa acquistata coi soldi del Mose. Ha patteggiato 2 anni e 10 mesi, conta di essere affidato tra qualche mese ai servizi sociali. Proprio come il suo mentore Berlusconi. In comune hanno l’avvocato difensore, Niccolò Ghedini. Ma è l’ultimo filo che ancora li lega.

 

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...