LA DEMOCRAZIA SECONDO PUTIN: SI VOTA PER LUI, PUNTO E BASTA – IN RUSSIA DA OGGI I RUSSI SONO CHIAMATI ALL’ELEZIONI FARSA DELLA DUMA: "MAD VLAD" HA FATTO BANDIRE YABLOKO, IL PARTITO PACIFISTA, E A DIVERSI CANDIDATI, ANCHE TRA I COMUNISTI, È STATA VIETATA LA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI. IL RESTO LO FARÀ UN MECCANISMO DI PRESSIONE AMMINISTRATIVA GIÀ COLLAUDATO: L’OBIETTIVO È UN PARLAMENTO DI GUERRA, COMPOSTO DA UOMINI CHE NON METTERANNO VETI SUL CONFLITTO IN UCRAINA – E L’OPPOSIZIONE? UN DISASTRO: SPACCATA TRA CHI INVITA LA POPOLAZIONE A NON ANDARE A VOTARE E CHI CHIEDE DI SCEGLIERE IL MENO PEGGIO...
1 - RUSSIA AL VOTO IN TEMPO DI GUERRA LO ZAR CANCELLA GLI ULTIMI OPPOSITORI E PREPARA UNA DUMA IN DIVISA
Estratto dell’articolo di Anna Zafesova per “la Stampa”
ELEZIONI IN RUSSIA - VLADIMIR PUTIN
Apparentemente, sono le elezioni dall'esito più scontato della Storia russa: il vincitore, il partito del presidente Russia Unita, è stato stabilito prima di fissare la data del voto. [...]
Tutti i candidati invisi al potere sono stati eliminati dalla competizione nella fase della campagna elettorale.
Il partito Yabloko, l'unico che si era espresso a favore della pace, è stato bandito con un verdetto della Corte Suprema russa, e i singoli candidati della lista si sono visti vietare la partecipazione anche alle elezioni amministrative. La stessa sorte è toccata anche a molti candidati comunisti, tutt'altro che pacifisti, ma più critici verso il potere di quanto il Cremlino possa tollerare.
Al resto, ci dovrebbe pensare un meccanismo di pressione amministrativa ben collaudato, che ha già inviato a governatori, sindaci, direttori, rettori e primari indicazioni precise su come fare votare i loro sottoposti.
Un impegno necessario a produrre un risultato elettorale importante per il Cremlino. Si tratta infatti non solo delle prime elezioni in tempi di guerra, ma le prime nei territori occupati dell'Ucraina, dichiarati nel settembre 2022 come annessi alla Federazione Russa.
La legittimità del voto in queste zone occupate militarmente, dalle quali buona parte della popolazione è fuggita e quella rimasta è stata più o meno costretta a chiedere un passaporto russo, è prossima allo zero.
Ma il voto per la Duma non verrà monitorato da osservatori internazionali riconosciuti, e a Putin serve in questo momento una "legittimazione" agli occhi dell'opinione pubblica interna.
Quello che dovrebbe uscire dai tre giorni elettorali sarà infatti un Parlamento di guerra, che non solo approva senza discutere – come ha fatto la Duma uscente – qualunque legge repressiva o aumento delle spese militari, ma è composto in buona parte da uomini in divisa.
Secondo l'agenzia Rbk, Russia Unita prevede di portare in aula almeno 40-50 reduci della "operazione militare speciale", il 12% dei parlamentari che conta di ottenere (il partito del potere spera in almeno 320 seggi). In totale, il numero dei reduci di guerra nella Duma potrebbe raggiungere i 100 parlamentari, su un totale di 450 eletti.
Un Parlamento [...] che avrà come compito principale quello di accompagnare la militarizzazione definitiva della società e dell'economia, a cominciare da una mobilitazione che molti commentatori russi e occidentali ritengono imminente.
ELEZIONI RUSSE - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
[...]
L'unica cosa che potrebbe andare storta in questo piano sono gli elettori. La guerra non è più popolare, e i disagi che provoca – dagli attacchi dei droni ucraini all'oscuramento di internet, la censura, l'inflazione, la mancanza di benzina e la mobilitazione strisciante già in corso nelle regioni russe, lontano da Mosca – hanno reso estremamente popolare qualunque discorso di distensione.
Voci di corridoio moscovite sostengono che Yabloko sia stato cancellato dalla scheda elettorale dopo che i sondaggi avevano iniziato ad assegnarli consensi a due cifre [...]
L'opposizione russa in esilio intanto si divide tra chi propone di boicottare il voto come illegittimo, e chi conta di usarlo per provare a promuovere candidati almeno relativamente non allineati al Cremlino.[...]
2 - QUEL «TUTTI CONTRO TUTTI» TRA GLI OPPOSITORI DELLO ZAR
Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”
Andate avanti così, fatevi del male.
L UOMO CHE SUSSURRAVA AI NAVALNY - MEME BY EMILIANO CARLI
Eccoci a raccontare l’altra faccia della medaglia russa, ovvero la Babele delle opposizioni, che anche questa volta non perdono occasione per presentarsi divise alla meta. Come far sentire la voce della protesta alle elezioni per la Duma che sono cominciate oggi e dureranno fino a domenica?
Quelli di Jabloko, l’unico partito pacifista russo, escluso dalla competizione a un mese dalle urne, ritengono giusto recarsi ai seggi e invalidare la scheda, per mandare un segnale alle autorità. [...]
Gli esponenti dell’opposizione russa all’estero e i loro ego propongono soluzioni alternative. Se Andrej Buzin, ex presidente dell’associazione Golos (voto o voce in russo) che monitorava tutte le elezioni precedenti e ora è stata messa al bando, sposa l’invito di Jabloko, invece Yulia Navalnaya, moglie del compianto Alexej Navalny, unisce per la prima volta le forze con il suo «nemico» Maksim Katz e invita al voto utile contro i rappresentanti della Russia Unita di Vladimir Putin. A mezzogiorno in punto del 20 settembre, sulla scia del «Mezzogiorno contro Putin», come avvenne alle presidenziali del 2024.
La scelta deve andare sui candidati e sui partiti che «sostengono meno degli altri la guerra in Ucraina». Peccato che non ce ne sia uno, ma sono dettagli.
Ecco che però arriva il «Forum della Russia Libera», di cui Garry Kasparov è uno dei fondatori, che considera il voto di settembre una «farsa» ed esorta alla diserzione delle urne, esprimendosi in modo molto critico sia contro il «Voto intelligente» che contro l’iniziativa del «Mezzogiorno», definita «pura coreografia».
Il mite presidente di Jabloko, Nikolaj Rybakov, perde la pazienza [...] «il voto per gli altri partiti di sistema significa sostegno a chi ha approvato le leggi repressive e ha appoggiato la guerra», e definisce l’appello di Navalnaya e Katz «umanamente vile».
«Loro» conclude «stanno all’estero e vi manipolano». La replica non si farà attendere, e sarà altrettanto dura. Tutti contro tutti. Che disastro.
elezioni in russia
vladimir putin dopo le elezioni
vladimir putin
elezioni locali in russia 2





