trump derrick de kerckhove

“MA QUALE LIBERTÀ DI PAROLA? NON ESISTE PIÙ, GLI STATI UNITI STANNO DIVENTANDO UNA REPUBBLICA DELLE BANANE” – IL SOCIOLOGO DERRICK DE KERCKHOVE, EREDE DI MARSHALL MCLUHAN, PARLA DI "DERIVA AUTORITARIA" DI TRUMP – “GLI AMERICANI VENGONO LICENZIATI A DESTRA, SINISTRA E CENTRO, SOLO PER LE OPINIONI CHE ESPRIMONO, UNA MAIL, UN MESSAGGIO SUI SOCIAL. È UNA FARSA: L’UNICA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE RIMASTA È QUELLA DI ELOGIARE TRUMP. L’AUTOCRAZIA C’È GIÀ, È EVIDENTE. E SE NON VERRÀ FERMATO PRIMA, TRUMP CERCHERÀ DI CONSOLIDARLO CANDIDANDOSI AL TERZO MANDATO, VIETATO DALLA COSTITUZIONE…”

 

Paolo Mastrolilli per repubblica.it - Estratti

 

«Ma quale libertà di parola? È chiaro che non esiste più, gli Stati Uniti stanno diventando una repubblica delle banane». Comincia così Derrick de Kerckhove, allievo prediletto ed erede di Marshall McLuhan, per poi finire anche peggio: «La deriva autoritaria è già cominciata. Il problema semmai è capire se esiste una maniera efficace per resistere».

donald trump alla finale degli us open

 

 

Come giudica quanto sta accadendo, dopo l’omicidio di Kirk?

«Gli americani vengono licenziati a destra, sinistra e centro, solo per le opinioni che esprimono, una mail, un messaggio sui social. È una farsa: l’unica libertà di espressione rimasta è quella di elogiare Trump».

 

 

Non c’era il Primo emendamento della Costituzione a proteggerla?

«Quanto accade è frutto di una lunga storia nel trascurare la frase “We the people”, con cui comincia la Costituzione. Soprattutto il Partito democratico ha dimenticato il popolo, creando le condizioni per la rabbia che ha favorito l’elezione di Trump nel primo mandato.

 

Lui è stato molto abile a sfruttarla, soprattutto con la comunicazione, attraverso i social. I democratici poi hanno avuto l’occasione di fermarlo con Biden, ma hanno fallito l’obiettivo, accelerando rabbia e risentimento. Lui ha sfruttato molto bene la debolezza degli avversari, ottenendo quello che loro ritenevano impossibile, ossia la rielezione».

DERRICK DE KERCKHOVE

 

E adesso?

«Avendo ripreso il potere, Trump lo usa per completare gli obiettivi mancati nel primo mandato. Governa con la paura, all’interno dei confini americani e all’esterno, dove usa l’economia come strumento di ricatto. La rapidità e la brutalità con cui si muove ha scioccato persino i suoi avversari».

 

L’attacco alla libertà di parola è solo uno degli strumenti per erodere le istituzioni democratiche?

«Certo, a partire da come sfrutta il sistema giudiziario, i militari nelle strade delle città, persino la sanità. Sta avendo successo nell’ignorare completamente la Costituzione».

 

Qualche esempio?

«I soldati vanno impiegati per combattere le guerre fuori dai confini nazionali. L’ordine pubblico compete alla polizia. Trump però sta riuscendo a normalizzare ogni comportamento autocratico».

DERRICK DE KERCKHOVE

 

Anche fuori dagli Stati Uniti?

«Ovunque. La sua tattica è l’intimidazione e tutti si piegano, ad eccezione di Cina e Russia. Avete visto come si è inchinato il premier britannico Starmer. In Europa l’unico che resiste è il francese Macron. A Gaza facilita una guerra immorale».

 

Perché gli americani non reagiscono?

«Si sono lasciati ipnotizzare: non guardano più alla realtà, non li interessa. Hanno accettato il lavaggio del cervello e sono contenti di credere a qualsiasi narrazione di Trump».

 

Vede il pericolo di un governo autocratico negli Usa?

«C’è già, è evidente. E se non verrà fermato prima, Trump cercherà di consolidarlo candidandosi al terzo mandato, vietato dalla Costituzione».

 

donald trump alla finale degli us open 3

È possibile fermarlo e come?

«Qualche speranza si intravede nella resistenza dei repubblicani. È molto debole e gli estremisti Maga resteranno fino in fondo al fianco dell’imperatore, come la vecchia guardia con Napoleone 

 

(...)

Altrimenti?

«Non è la mia soluzione preferita, e credo sia la meno probabile, ma non escluderei disordini interni, perché una volta che schieri i soldati nelle città, è difficile prevedere le reazioni».

 

Cosa suggerisce di fare per contrastarlo nella comunicazione?

«Ho trovato interessante e incoraggiante la proiezione della foto di Trump con Epstein a Windsor. Ha una percezione surreale di se stesso e tiene molto all’immagine, quindi demolirla è un’azione efficace per irritarlo, destabilizzarlo e contrastarlo. Anche con l’ironia, spesso più devastante della logica, soprattutto con persone boriose come lui».

donald trumpdonald trump fa il saluto militare

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