OCCUPY CANTERBURY! - IL NUOVO CAPO DELLA CHIESA ANGLICANA E’ JUSTIN WELBY, EX UOMO D’AFFARI ALLE DIPENDENZE DEL CAPITALISMO INTERNAZIONALE, OGGI FUSTIGATORE DELLA CITY CHE INNEGGIA A “OCCUPY LONDON” - AL PRESIDENTE DELLA BARCLAYS DISSE IN FACCIA: “MA VOI BANCHIERI PERCHÉ SIETE COSÌ TANTO AVIDI? PERCHÉ VI ARRICCHITE SPECULANDO COI SOLDI DEGLI ALTRI?” - GIA’ NEL 1997 SPIEGAVA IN UN SAGGIO LA STRUTTURA E L'INGANNO DEI FUTURES E DEGLI SWAPS…

Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"

Di quale pasta sia fatto il nuovo capo spirituale degli anglicani lo si era capito un giorno della scorsa estate quando il presidente della Barclays, sir David Walker, presentandosi con un certa baldanza davanti ai Lord si trovò investito da una domanda che era una sciabolata al cuore: «Ma voi banchieri perché siete così tanto avidi? Perché vi arricchite speculando coi soldi degli altri?».

Justin Welby, all'epoca era il vescovo della diocesi di Durham ed era pure uno dei rappresentanti nella Camera alta a Westminster della Chiesa d'Inghilterra. Tutti sapevano che il cinquantaseienne figlio di un commerciante di whisky nonché amico della famiglia Kennedy e di Jane Portal, una delle segretarie di Winston Churchill, aveva (e ha) il dente avvelenato con i padroni e con padrini della City.

Ma che un tipo così, nonostante gli studi a Eton e Cambridge (storia), nonostante l'educazione doc, nonostante il suo passato di perfetto «business man», lanciasse pubblicamente la sua sfida al numero uno di un colosso del credito come Barclays, pochi pensavano che potesse accadere.

E ancora meno erano quelli che, essendo vacante la cattedra di arcivescovo di Canterbury dopo l'uscita di Rowan Williams, puntavano sull'ascesa di questo signore al soglio massimo anglicano. E, invece, la Crown Nominations Commission, dopo tanto dibattere nella cristianità inglese, alla fine ha chiamato proprio lui: sarà dunque «il fustigatore» della City a comandare (dopo sua maestà, che ne è il vertice simbolico) il gregge dei fedeli.

Chi l'avrebbe mai azzardata, quel giorno dell'estate olimpica, una previsione simile? Scherzi del destino. Nella capitale mondiale della finanza la Chiesa d'Inghilterra sceglie di essere governata da un uomo (sposato e padre di cinque figli) e da un vescovo-lord che della riforma bancaria e della necessità di controlli rigidi su ciò che i «maghi» dei tassi e dei mercati combinano nel segreto delle loro «stanze di guerra», fa il suo moderno vangelo. E non per improvvisa ispirazione divina ma perché Justin Welby la conosce bene la City e conosce bene i «peccati (sue parole) che le grandi company commettono». Ha lavorato nel Miglio Quadrato e ha servito il capitalismo internazionale.

Già, storia interessante quella del neo arcivescovo di Canterbury. «La chiamata di Dio» (sempre sue parole) l'ha avvertita tardi. Dopo la laurea e i dottorati di ricerca, Justin Welby, non ancora presule, aveva trovato impiego nelle aziende petrolifere (alla Elf francese ella Enterprise Oil Plc). Ne era diventato un manager, viaggiava fra Londra, Parigi e l'Africa, nelle aree di estrazione nel Niger («ho visto molti colleghi arrestati per corruzione»), era diventato un apprezzato «trader» dei famigerati titoli derivati. Poi nel 1987 la tragedia che gli cambiò la vita: muore la sua bambina. Il dolore, la riflessione, l'ordinazione nella Chiesa d'Inghilterra.

Justin Welby ha cominciato subito a predicare contro le brame della finanza allegra e ladrona, osservata tanto da vicino: in un saggio del 1997, dal titolo «L'etica dei derivati» già spiegava la struttura e l'inganno dei futures, degli swaps, dei contratti «pronti contro termine», e concludeva: «Sono strumenti potenti, necessitano di monitoraggi severi». Una voce mai arrivata ai piani alti della City: ben 10 anni prima che la finanza venisse travolta dalle sue stesse diaboliche creature.

Il nuovo arcivescovo di Canterbury adesso risfodera i suoi insegnamenti. Può farlo: top manager e top bankers spregiudicati sono nel mirino. Inneggia al movimento «Occupy London», gli antagonisti che si accamparono davanti a St Paul: «Hanno ragione, in questa finanza c'è davvero molto che non va bene». Il censore più pericoloso la City lo trova in casa. E non può prenderlo sotto gamba.

 

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