SVENDOPOLI SOTTO IL CUPOLONE – MARCHINI ATTACK! IL COMUNE DI ROMA È UN PESSIMO PADRONE DI CASA: INCASSA 52 EURO AL MESE PER APPARTAMENTO MA NE PAGA 370 AI PRIVATI QUANDO È LUI L’INQUILINO – E ORA MARINO PREPARA UNA MAXI-SVENDITA

1.SPRECHI IN COMUNE, LE CASE DEL CAMPIDOGLIO IN AFFITTO A 52 EURO

Sergio Rizzo per il “Corriere della Sera”

 

IGNAZIO MARINO GIANNI ALEMANNO ALFIO MARCHINI A DOMENICA LIVE IGNAZIO MARINO GIANNI ALEMANNO ALFIO MARCHINI A DOMENICA LIVE

Le dimensioni del problema sono in tre numeri. Per affittare uffici e appartamenti destinati alle carenze abitative, nonché per gestire il patrimonio immobiliare comunale, il Campidoglio ha speso lo scorso anno 138,9 milioni di euro: incassando 27,1 milioni (dato 2013) di canoni per i propri beni affittati ai privati. Perdita secca, 111,8 milioni l’anno. Quaranta euro per ogni cittadino, neonati e vegliardi compresi. Sono le cifre impressionati di un pozzo senza fondo, ma che non dicono neppure tutto del modo assurdo con cui è stato gestito dalla notte dei tempi l’immenso patrimonio immobiliare della Capitale.

 

Le maxi-spese del Comune

un selfie col sindaco marinoun selfie col sindaco marino

Per capire le difficoltà che si parano davanti a chiunque voglia invertire la rotta facendo cessare innanzitutto lo scandalo indicibile degli affitti irrisori, come ha promesso l’attuale amministrazione, bisogna infatti scendere nelle profondità di questo abisso. Quei 27,1 milioni sono il rendimento di 43.053 beni immobili: ognuno dei quali frutta al Comune in media 52 euro e 46 centesimi al mese. Fermo restando che è persino difficile dire quanto davvero rimanga nelle casse comunali.

 

Nei 138,9 milioni di spesa sono compresi i cinque sborsati per la manutenzione degli ascensori e i nove che incassava la società Romeo per altre manutenzioni e gestioni amministrative tramite due diversi contratti, uno dei quali ora cessato e l’altro in attesa di gara. Non ci sono invece nel conto i molti milioni spesi per le bollette dell’acqua, né l’Imu seconda casa che il Campidoglio paga per sue diverse proprietà in centri extracomunali come Albano Laziale o Guidonia. Parliamo in questo caso di almeno sei milioni l’anno. 

La campagna di denuncia di Marchini sugli autobus La campagna di denuncia di Marchini sugli autobus

 

Il caso Armellini

In compenso per 4.801 abitazioni affittate dai privati, 1.042 dei quali riconducibili a quell’Angiola Armellini che secondo le Fiamme Gialle invece l’Ici non la pagava, il Campidoglio ha tirato fuori nel 2013 la bellezza di 21 milioni 349.652 euro. Mediamente, 370 euro e 57 centesimi al mese per ciascuna di esse: sette volte quello che incassa per i propri appartamenti.

 

Ed è ancora niente, tuttavia, in confronto a certe vette raggiunte dai Centri di assistenza abitativa temporanea, ossia l’emergenza dell’emergenza, per cui il Comune era arrivato a pagare, tenetevi forte, anche quattromila euro al mese per appartamento. Una follia. Tanto più, stanno facendo scoprire i controlli avviati per stroncare gli abusi, che gran parte degli assegnatari non ha neppure i requisiti per stare lì.

 

Gli immobili commerciali

ALFIO MARCHINI ALFIO MARCHINI

Il problema, poi, non riguarda soltanto le case. Roma ha 598 immobili non residenziali e spende 50,9 milioni per affittare uffici. Il sito comunale informa che nel 2014 sono stati risparmiati 2,1 milioni. E che molti contratti sono stati rimessi in discussione, come del resto quelli relativi agli usi residenziali: operazione che dovrebbe portare da 42 a 27 milioni l’esborso per l’emergenza abitativa più emergenziale.

 

Il Comune dice che la spesa complessiva per il patrimonio immobiliare dovrebbe scendere dai 138,9 milioni del 2014 a 99,5 nel 2015, a 83 nel 2016,a 72 nel 2017. Auguri. Poi c’è il piano di dismissioni avviato dall’amministrazione guidata da Ignazio Marino. Che sta facendo discutere non poco in consiglio comunale soprattutto a causa dello sconto previsto per gli inquilini che decidessero di comprare.

 

La legge fantasma

Il Comune argomentava l’esistenza di una legge, che però non si è mai trovata. L’unico riferimento erano le modalità utilizzate dieci anni fa per le disastrose dismissioni degli enti previdenziali. E il consigliere radicale Riccardo Magi non si è fatto scappare l’occasione per proporre con suoi emendamenti di abolire quel beneficio, riservando agli inquilini solo il diritto di prelazione sul prezzo risultante da una gara. Anche perché fra i 600 immobili da mettere in vendita ce ne sono parecchi assai appetitosi, in strade prestigiose del centro storico come Via dei Coronari, e quartieri dove le quotazioni non sono proprio modeste come Trastevere o Prati. La storia spesso poco edificante delle cessioni di immobili pubblici deve consigliare estrema prudenza. Auguri bis. 

 

 

MARCHINIMARCHINI

2. MARCHINI: COSÌ MARINO DEPREZZA IL PATRIMONIO

Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

«ROMA ha un patrimonio enorme mal gestito e invece di valorizzarlo, dopo due anni di nulla, la giunta Marino decide di svenderlo per togliersi il problema. Un suicidio o forse incoscienza mista ad incompetenza».

Alfio Marchini, rampollo di una grande famiglia di costruttori, di patrimonio se ne intende: quello suo personale è il più alto del Campidoglio.

 

INGEGNERE, la maggioranza ha deciso di correggere la delibera sul patrimonio e di cancellare lo sconto agli inquilini delle case in centro, è soddisfatto?

«Non è sufficiente. Quella delibera va cambiata ancora. Vendere i gioielli di famiglia per bruciare il ricavato nella spesa corrente senza abbattere i debiti è una follia. Serve solo a comprare tempo prima del fallimento».

 

Addirittura?

MARINO BUZZI NIERIMARINO BUZZI NIERI

«Ma certo. Il Comune, anziché dismettere, dovrebbe adeguare i canoni: così si garantirebbe un introito extra di circa 25 milioni/anno e potrebbe accendere dei mutui da ripagare in quindici anni con gli affitti. Manterrebbe la proprietà degli immobili e non li svenderebbe al minimo di mercato degli ultimi vent’anni. Inoltre, avrebbe la cassa per la manutenzione della città ormai al collasso».

 

L’assessore Cattoi dice però che il Campidoglio non è un’agenzia immobiliare e prendersi cura del patrimonio costa.

«E quindi svendono quelli occupati e affittano nuovi uffici per 1,5 milioni quando ce ne sono tanti di proprietà vuoti? La verità è che manca una strategia e si continua a rincorrere le emergenze. Così ci portano tutti a sbattere».

 

la destra marcia a roma contro marinola destra marcia a roma contro marino

Marino però questa situazione l’ha ereditata.

«Senta, dubito che se uno zio le lasciasse una casa in via dei Coronari lei aspetterebbe due anni per chiedere l'adeguamento del canone all'inquilino e poi, per farsi ancora più male, deciderebbe di vendergliela con un bello sconto del 30%?».

 

Che però non c’è più, verrà eliminato.

«Non basta. Ora sarebbe cosa giusta e saggia vendere solo gli immobili residenziali e periferici, che richiedano importanti investimenti per la manutenzione».

 

E degli altri che si fa?

la destra marcia a roma  contro marinola destra marcia a roma contro marino

«Si dia un termine perentorio di 90 giorni al gestore privato del patrimonio comunale perché ci dia una proposta tecnica complessiva, sulla quale la politica possa scegliere. Ma soprattutto si stabilisca che il compenso del gestore sia a success fee, legato cioè ai risultati. Basta regali».

 

Che pericoli intravede?

«Ho già avvisaglie di un mercato parallelo dei soliti furbi che usano gli attuali inquilini, spesso poco abbienti, come schermo per comprare oggetti di pregio a valori ridicoli ».

 

Che vuol dire “soliti furbi”?

«Il sottobosco affaristico romano e anche i maggiori investitori internazionali con cui ho parlato, e si stanno leccando i baffi, non sono certo felici della mia opposizione».

 

E se la maggioranza dovesse andare avanti?

il corteo marino vatteneil corteo marino vattene

«Ci rivolgeremo alla magistratura perché verifichi se chi ci governa ha creato un danno alla collettività. È l'ultima cosa che vorrei, perché sarebbe una sconfitta della politica. Ma lo farò, per tutelare i romani e il loro patrimonio».

 

3. SVENDOPOLI IN COMUNE

Giovanna Vitale per “la Repubblica - Roma”

 

il corteo marino vattene il corteo marino vattene

Si insedierà oggi la task force anti-furbetti, capitanata dall’assessore alla Legalità Alfonso Sabella, per fare piena luce sulla dismissione dei 751 immobili di proprietà comunale in discussione in Aula Giulio Cesare. «Il sindaco Marino mi ha chiamato sabato e mi ha chiesto di svolgere un’istruttoria che conto di concludere entro un mesetto», spiega l’ex pm. «Sulla base dei dati in nostro possesso, cercheremo di capire se fra le case in vendita ci sono situazioni di illegalità, in particolare sotto due profili», prosegue l’assessore. «Uno è il subaffitto e relative speculazioni; l’altro riguarda le occupazioni sine titulo». Che rappresentano la stragrande maggioranza dei casi: l’84% del totale, ha calcolato la Lista Marchini.

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Fenomeno fra le cause, sebbene non l’unica, della gigantesca evasione: 8 milioni di canoni mai versati. Ai quali bisogna aggiungere i 17,5 milioni di bollette non pagate. «Un danno erariale che si aggira intorno al 25 milioni, ma potrebbe essere ancora maggiore», denuncia Alessandro Onorato: «Ora Marino e Nieri facciano un’operazione trasparenza e tirino fuori l’elenco completo degli immobili comunali». Il sospetto è che il marcio, scovato su questa prima tranche in vendita, possa riguardare tutte le proprietà del Campidoglio.

ignazio marino e il dalai lama che sbadigliaignazio marino e il dalai lama che sbadiglia

 

Tant’è che «se accertati, l’amministrazione è pronta a chiedere il risarcimento alla Romeo, la società che ha gestito il patrimonio fino a dicembre tollerando abusivi e morosi», dice il capogruppo del Pd Fabrizio Panecaldo. «E non solo alla Romeo: va anche accertato se ci sono responsabilità da parte del Comune, nella persona di qualche direttore o ex direttore di dipartimento».

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Intanto oggi si saprà se il maxi-emendamento che cancella lo sconto del 30% nella città storica verrà approvato domani in Commissione Patrimonio oppure già stasera in giunta. Fra le modifiche in ballo, quelle suggerite dal radicale Magi: una per garantire lo stesso la prelazione agli inquilini delle case in centro, ma al prezzo uscito dall’asta; l’altra per offrire ai morosi la possibilità di mettersi in regola fino alla proposta d’acquisto. Non si tocca invece la clausola di salvaguardia voluta dal dem Pedetti: degli immobili assegnati agli ultra 75enni verrà venduta solo la nuda proprietà. «Per la prima volta si impedisce che un bene pubblico possa passare di padre in figlio, come accade da decenni ».

 

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