conte di maio

A DISTRUGGERE CONTE CI STA PENSANDO LUIGI DI MAIO: COME DAGO-RIVELATO IL NUOVO INCUBO DI GIUSEPPI SONO LE MANOVRE SEGRETE DI LUIGINO SUL QUIRINALE - CONTE VORREBBE MARIO DRAGHI AL QUIRINALE CON L'OBIETTIVO DI TORNARE AL VOTO. LUIGINO INVECE NON DISDEGNA IL BIS DI SERGIO MATTARELLA. E SI CONFRONTA CON SALVINI, RENZI E FRANCESCHINI – CONTE E’ GIA’ LOGORATO DALLE CRITICHE AL REDDITO E DAL DISASTRO ANNUNCIATO ALLE AMMINISTRATIVE. DI MAIO E' PRONTO A SFILARGLI LA LEADERSHIP... – VIDEO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/movimento-cinque-grane-ndash-conte-molto-preoccupato-281997.htm

 

 

Da liberoquotidiano.it

 

conte di maio

Un inizio con grane per Giuseppe Conte. Il neo leader del Movimento 5 Stelle a poche settimane dal suo insediamento non deve fare solo i conti con le contestazioni e i ricorsi, ma anche con l'ex capo politico grillino. Stando a un retroscena di Dagospia il fu presidente del Consiglio sarebbe preoccupato per le manovre di Luigi Di Maio, impegnato nella trattativa con gli altri leader per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica.

 

Una partenza da incubo. Per Giuseppe Conte il primo mese da leader dei Cinque stelle è da cancellare. Contestazioni e ricorsi spazzano via i sogni dell'avvocato di Volturara Appula. Mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio prova a sfilargli la trattativa con gli altri leader per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica. Il ministro degli Esteri - scrive Dago - "lavora, in segreto, per estromettere Conte dalla 'trattativa vera' per l'elezione del futuro capo dello Stato". Da una parte c'è dunque Conte che vorrebbe Mario Draghi al Quirinale con l'obiettivo di tornare al voto.

conte di maio

 

 

 Tra i motivi, con ogni probabilità, il timore di vedere i numeri dei sondaggi calare maggiormente. Dall'altra Di Maio che non disdegna il bis di Sergio Mattarella. Non sono solo i nomi a creare tensione tra Conte e Di Maio ma anche gli interlocutori. Conte parla con Massimo D'Alema, Goffredo Bettini ed Enrico Letta mentre il numero due M5s punta a rinsaldare i rapporti con Matteo Salvini. Frequenti sarebbero anche i contatti con Matteo Renzi e Dario Franceschini. Una partita, dunque, apertissima che il ministro non vuole assolutamente perdere. Per l'avvocato di Volturara Appula ci sono stati tempi migliori. Come detto prima l'ex presidente del Consiglio si è visto travolgere da numerosi ricorsi. Tra i motivi, "il mancato raggiungimento del quorum della metà degli iscritti per l'approvazione del nuovo statuto" e la "non iscrizione di Conte al M5S".

 

 

DI MAIO

Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

giuseppe conte e luigi di maio

La permanenza di Giuseppe Conte al vertice del Movimento 5 stelle potrebbe rivelarsi più complicata (e breve) del previsto. Il partito sembrava aver appena ritrovato il suo equilibrio con la sofferta incoronazione dell’ex presidente del Consiglio come nuovo leader dei Cinque stelle, ma l’autunno è pieno di insidie che rendono rischioso il percorso di Conte. Chi non fa niente per togliere di mezzo gli ostacoli sul suo cammino è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, la figura più ingombrante del Movimento accanto a Conte.

 

Il leader sta faticando sulle amministrative, appare incerto sul reddito di cittadinanza, soffre nei sondaggi e non riesce a dettare la linea sulla partita del Quirinale. E di fronte alle sue fatiche, Di Maio non lo affianca, non lo difende e aspetta che la tempesta passi, lasciando il suo rivale a terra. Per ora gli basta aspettare, può assistere all’autodistruzione del leader appena eletto dalla comoda posizione alla Farnesina, dove coltiva l’immagine del Movimento competente e tesse rapporti utili, soprattutto con palazzo Chigi.

 

di maio conte

Per il momento Conte è ancora considerato il salvatore del Movimento e nessuno vuole dar conto pubblicamente dei malumori, ma Di Maio può contare sul fatto che il vento girerà. Intanto, per rassicurare l’elettorato, il ministro dovrebbe a breve lanciare un tour elettorale. Non coprirà le stesse tappe che sta visitando il presidente, ma il messaggio è chiaro: non è mai sparito dalla scena e ha intenzione di restarci.

 

RISCHIO AMMINISTRATIVE

Anzi, secondo fonti parlamentari, Di Maio vorrebbe iniziare fare un bilancio della linea Conte già dopo le amministrative. Anche i Cinque stelle più critici nei confronti dell’ex premier gli concedono che stavolta il probabile fallimento del M5s al voto non è tutto da imputare al neoleader, arrivato a liste praticamente già chiuse e con pochi giorni da dedicare alla campagna elettorale.

 

La strategia che doveva ampliare l’elettorato del Movimento verso nuove categorie, soprattutto al nord, si è però già rivelata fallimentare: il lancio della campagna oltre il Po non ha dato i frutti sperati, soprattutto a Milano, dove il candidato del Pd, Beppe Sala, ha rifiutato cordialmente un apparentamento coi Cinque stelle al primo turno. Non ha aiutato la lettera scritta da Conte al Corriere della Sera, nella quale è risultato poco convincente e impreciso.

MATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEI

 

Date le circostanze, la soglia che determina il successo del Movimento alle amministrative coincide ormai con l’obiettivo di arrivare primi alle elezioni di Napoli. L’ostacolo non è insormontabile: due anni fa, alle europee, il M5s aveva sfiorato il 40 per cento.

 

Quella per il capoluogo campano è la corsa su cui l’ex premier punta di più, anche se in un tour che raccoglie 4-5 tappe al giorno sta cercando di farsi vedere anche nel resto del paese. Ma nella campagna colpisce la disaffezione di deputati e senatori, che non appaiono totalmente convinti della strategia del leader. Ovviamente una parola di Di Maio potrebbe cambiare la situazione, ma l’inquilino della Farnesina se ne guarda bene.

 

STRUTTURA INTERNA

A diverse settimane dall’insediamento, poi, i gruppi non hanno ancora avuto nessuna notizia sulla nuova struttura interna del Movimento, un’ulteriore ragione di scontento su cui i maggiorenti potrebbero mediare, ma attualmente nessuno ha interesse da esporsi in tal senso, men che meno Di Maio.

 

luigi di maio giuseppe conte

Le nomine del leader erano attese a stretto giro dalla sua incoronazione, ma ancora non sono filtrate decisioni né date in cui potrebbero esserci notizie. Nonostante ciò, diversi parlamentari hanno già ricevuto messaggi di avvertimento per quanto riguarda i versamenti al partito. Chi non è in regola con i contributi rischia imprecisate ripercussioni in termini di visibilità.

 

Lo scontento dei gruppi per il momento non precipita in un’opposizione concreta: si vuole ancora dare il beneficio del dubbio a un leader appena arrivato dopo un faticoso passaggio di consegne. Ma soprattutto, senza la certezza che la legislatura duri fino al 2023 e dopo il taglio dei parlamentari, tutti vogliono rimanere in buoni rapporti con chi compilerà le prossime liste elettorali.

 

LE MODIFICHE AL REDDITO

luigi di maio giuseppe conte

Di Maio, che non è disposto a lasciar decidere Conte del suo destino, sa bene che oltre al voto di ottobre il leader rischia grosso anche sul reddito di cittadinanza. I Cinque stelle sono quotidianamente attaccati su questo fronte, ma il leader si limita a divincolarsi dalle accuse con timide aperture a imprecisate modifiche. In realtà sulla sua scrivania è pronto un documento redatto dai parlamentari che raccoglie le idee per migliorare la misura di bandiera del Movimento e, una volta superato il voto, Conte prenderà spunto da lì per confrontarsi con le proposte di modifica del Comitato scientifico dedicato del ministero del Lavoro.

 

Ora però, per non perdere consensi nelle zone in cui il reddito è stato un catalizzatore di voti, Conte non si può esporre e si perde in una disordinata difesa della norma.

 

Si è poi aggiunta giusto lunedì sera un’ulteriore complicazione al lavoro dell’avvocato: Lorenzo Borrè, il legale che da anni segue le cause degli espulsi dal Movimento, ha presentato insieme a una serie di attivisti un ricorso contro l’elezione di Conte. Oltre ad altre irregolarità, contestano al leader di non essere iscritto a Rousseau al momento del voto e quindi non esser stato eleggibile. Pur non godendo delle simpatie di espulsi ed ex, Di Maio è un iscritto della prima ora e non deve temere nessuna obiezione legale al suo ruolo.

giuseppe conte luigi di maio

 

A offuscare ulteriormente la stella di Conte ci sono i sondaggi, che per il Movimento continuano a muoversi intorno al 15 per cento. Il partito non ha ottenuto dalla presenza del leader lo sprint che ci si attendeva, almeno per ora. «Ancora è presto per dirlo, ma se si mettono in fila tutte queste questioni il gradimento di Conte potrebbe precipitare, soprattutto tra i parlamentari», ragiona un deputato lombardo.

 

Nel migliore dei casi, il presidente arriverebbe parecchio logorato alla partita per la presidenza della repubblica a febbraio, su cui non ha ancora detto una parola né ha coinvolto il Movimento, mentre Di Maio ha già iniziato a fare trattative per conto suo.

 

Gli interessi dei due non convergono: Conte spera che si vada al voto presto, mentre Di Maio vorrebbe arrivare alla scadenza naturale della legislatura con Mario Draghi a palazzo Chigi.

 

Potrebbe essere quindi febbraio il momento in cui le tensioni accumulate si scaricheranno sul partito.

 

 

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

 

luigi di maio giuseppe conte by oshogiuseppe conte beppe grillo luigi di maio lUIGI dI MAIO E GIUSEPPE CONTE IN LIBIA

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