istituto comprensivo via trionfale vallombrosa via cortina d'ampezzo roma lucia azzolina

AZZO, CHE COPIONA LA AZZOLINA! - IL DOCENTE MASSIMO ARCANGELI, CHE HA SCOPERTO LA TESI COPIATA DELLA MINISTRA, HA FATTO IL CONTO: ''SONO BEN 1.542 LE PAROLE RESE ILLEGITTIMAMENTE SUE IN QUELL'ELABORATO, PRESE DA ALTRI LAVORI NON CITATI. E HA MENTITO QUANDO HA DETTO CHE NON SI TRATTAVA DI UNA TESI - SONO CONSAPEVOLE DELLE CONSEGUENZE CHE QUESTO MIO ULTERIORE ARTICOLO POTREBBE AVERE PER ME, PER LA MIA VITA PRIVATA E PROFESSIONALE. MA IL CORAGGIO…''

 

Massimo Arcangeli per “il Giornale

 

lucia azzolina 4

Un giorno, navigando in rete, sono incappato in tre elaborati di Lucia Azzolina pubblicati su www.tesionline.it, due tesi di laurea e una tesi prodotta per la Scuola di specializzazione per l' insegnamento secondario della Toscana (Ssis), frequentata dalla neoministra a Pisa fra il 2008 e il 2009. Mi sono subito reso conto, a una rapida lettura delle tre pagine introduttive del lavoro (disponibili gratuitamente), che qualcosa non quadrava.

 

Un brano, ben noto agli addetti ai lavori, non era correttamente citato (niente virgolette, nessun rinvio in nota) e non era neanche elencato nella bibliografia finale. Ho così esaminato con cura quelle tre pagine, finendo per scoprire che la metà all' incirca di quel che vedevo scritto non era farina del sacco di Lucia Azzolina. Ne è scaturito il mio primo articolo per Repubblica, cui va tutto il merito di aver reso il caso di dominio pubblico e di averne accompagnato i successivi sviluppi (a quel primo pezzo ne sono seguiti infatti altri due, per il sito del giornale, nei quali ho potuto dar conto dei risultati dell' analisi condotta sull' intero testo).

 

Le parole rubate

CONTE AZZOLINA

Sono ben 1.542 le parole finora accertate che Lucia Azzolina ha fatto illegittimamente sue in quell' elaborato (Un caso mentale lieve associato a disturbi depressivi). Il lavoro, di 41 pagine, si compone di 8.648 parole (la neoministra ha dunque scopiazzato in una percentuale del 17,831%) e tutti i passi contenenti quelle «rubate» dall' onorevole non sono stati riportati fra virgolette e non sono accompagnati da note di rinvio alle fonti, del tutto assenti nella bibliografia finale (qualche sigla sparsa qua e là non fa testo). Stiamo parlando di 32 brani copiati di sana pianta da lavori altrui, ed è inutile provare a sostenere che si tratterebbe di definizioni circolanti nel settore, al punto da poter essere di uso comune.

 

Azzolina vs Madia

lucia azzolina 12

Il Decreto Ministeriale del 26 maggio 1998 («Criteri generali per la disciplina da parte delle università degli ordinamenti dei Corsi di laurea in scienze della formazione primaria e delle Scuole di specializzazione all' insegnamento») recitava all' art. 2, comma 8: «L' esame per il conseguimento del diploma di laurea o di specializzazione comprende la discussione di una relazione scritta relativa ad attività svolte nel tirocinio e nel laboratorio.

 

Della relativa commissione esaminatrice fanno parte sia docenti universitari sia insegnanti delle istituzioni scolastiche interessate che abbiano collaborato alle attività del corso di laurea o della scuola» (il decreto specificava anche che i regolamenti didattici dei singoli atenei potevano «disporre che la relazione di cui al comma 8» potesse essere «integrata da uno specifico lavoro di tesi»).

 

Il lavoro che ha consentito alla neoministra Azzolina di abilitarsi è dunque un documento ufficiale, indispensabile per il conseguimento del titolo. Sul frontespizio c' è scritto «Tesi» ed è riportato anche il nome dello psichiatra (Gianluca D' Arcangelo) che ha seguito l' onorevole prima della discussione collegiale finale.

 

Si tratta perciò di una tesi a tutti gli effetti. A confermarmelo è stato Stefano Malvagia, al tempo il funzionario coordinatore, con un contratto a tempo determinato (ora indeterminato), della segreteria della Ssis Toscana, fra le eccellenze del settore. La Ssis Toscana, con sede operativa a Pisa, agiva secondo quanto previsto dall' art. 2, comma 6.e del Decreto Ministeriale del 26 maggio 1998.

luigi di maio lucia azzolina

 

«Si richiedeva la stesura di un lavoro che integrasse la sezione laboratoriale o di tirocinio», mi ha riferito telefonicamente il funzionario, «con un' introduzione teorica». Sull' argomento, definendolo una semplice relazione di tirocinio, Lucia Azzolina ha dunque mentito. Negli anni, ha anche aggiunto Stefano Malvagia, «quando ci è riuscito di farlo con gli strumenti di cui disponevamo, abbiamo respinto diversi studenti proprio per i plagi riscontrati, anche arrivando a negare l' abilitazione, e in qualche occasione abbiamo perfino registrato (per la sede di Firenze) casi di passaggi di intere tesi da abilitati nei cicli precedenti ad abilitandi nel ciclo in svolgimento».

 

Gli altri brani copiati

Devo a un post su Faceboook di Lorenzo Galliani se sono riuscito a scoprire, in aggiunta a quello da lui segnalato, altri luoghi significativi nei quali la neoministra ha riprodotto brani altrui senza indicare le fonti (dirette o indirette) dei suoi prelievi, anche in questo caso assenti nelle rispettive bibliografie.

 

Galliani, nel suo post, ha riconosciuto in un intervento pubblicato sul blog di un professore di Gorizia, Antonio Vecchia (morto nel maggio del 2016), la fonte di un passo della tesi magistrale discussa dalla neoministra nell' anno 2007-2008 all' Università di Catania (il titolo: Rousseau e Voltaire: il terremoto di Lisbona). Gran parte del pezzo uscito su quel blog, aggiornato l' ultima volta il 12 ottobre 2003 (https://digilander.libero.it/AntonioMariaVecchia/index.html?fbclid=IwAR0Tf8j5KrOR8S8uckZaqKy9vcs1LcEFIWoxvOStpp3hSTAYOf5c3yV9fLU ), era già presente in un articolo in rivista del 2006 (Walter Joffrain, Quando la terra trema, «KOS», giugno 2006).

Al luogo scovato da Lorenzo ne ho aggiunti altri otto, cinque dei quali individuati nella laurea di primo livello dell' on. Azzolina, Rousseau politico: dai due Discorsi al Contratto sociale (anno accademico 2003-2004), discussa sempre all' Università di Catania.

MASSIMO ARCANGELI

 

Ce ne sarebbe anche un decimo, segnalato da un articolo del Fatto Quotidiano del 21 gennaio scorso (questa la fonte, stavolta citata in bibliografia: Roberto Gatti, L' enigma del male. Un' interpretazione di Rousseau, Roma, Studium, 1996), ma non ho potuto controllare.

 

Tutte le fonti, forse a eccezione di una (online e non datata, e per la quale ho chiesto agli interessati ma sono in attesa di una risposta), sono anteriori alle due tesi redatte dall' onorevole Azzolina. La relazione presentata per la Ssis e le due tesi catanesi si possono peraltro acquistare sul sito www.tesionline.it per 30,50 euro. L' autrice incassa per ogni copia venduta, a partire dalla seconda, 12,25 euro lordi.

 

Sono consapevole delle conseguenze che questo mio ulteriore pezzo sulla vicenda che vede coinvolta la ministra Azzolina potrebbe avere per me, per la mia figura, per la mia vita privata e professionale.

 

massimo arcangeli sciacquati la bocca

Mando però ogni giorno a memoria la parola coraggio, e se il coraggio non lo facciamo uscire quando conta, in un' ottica di servizio pubblico e di ricerca della verità, allora tutto diventa inutile. Diviene privo di senso battersi per un' idea o un ideale, quando davvero serve, se non ci si sacrifica, se non si pospongono le pur legittime esigenze, opportunità o aspirazioni personali ai superiori interessi collettivi.

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?