DOLCE LAVITOLA A PANAMA - NON ERA MICA UN IMBUCATO SULL’AEREO DI STATO. NO, VALTERINO ERA LA VERA EMINENZA GRIGIA DELLE DUE VISITE DI STATO. NELLA SUA DELEGAZIONE A MAGGIO 2010 IL MINISTRO DEGLI ESTERI, FRANCO FRATTINI. A GIUGNO, INVECE, IL PRIMO MINISTRO SILVIO BERLUSCONI E IL SOTTOSEGRETARIO PAOLO BONAIUTI - Due missioni in un mese, un record…

Ferruccio Sansa per Il Fatto

Panama: due visite di Stato di Valter Lavitola in un mese. Nella sua delegazione a maggio 2010 il ministro degli Esteri, Franco Frattini. A giugno, invece, il primo ministro Silvio Berlusconi e il sottosegretario Paolo Bonaiuti.

Chissà, forse a Palazzo Chigi qualcuno sperava che quei viaggi sull'aereo presidenziale fossero dimenticati. E invece il governo panamense, magari immaginando di mostrare così la sua devozione agli amici italiani, ha reso disponibili su Internet decine di filmati dedicati alle due missioni. E poi fotografie, notizie, di tutto.

Emerge un quadro sorprendente: Lavitola non era un imbucato sull'aereo di Stato. No, era la vera eminenza grigia delle due missioni. Le prime, come sottolinea lo stesso Frattini, in 106 anni di storia della Repubblica di Panama.

Ma andiamo con ordine. Ieri Il Fatto ha pubblicato e messo online le immagini del viaggio di Berlusconi e Lavitola (più nutrita e variegata delegazione) a Panama il 29 e 30 giugno 2010. Ma dagli archivi emerge una seconda storia: un mese prima c'era stato un altro viaggio di Stato, guidato almeno ufficialmente, dal titolare della Farnesina. È lo stesso ministro degli Esteri, coccarda al petto, a spiegare nel discorso ufficiale gli scopi della visita: Frattini è stato insignito di una delle massime onorificenze della Repubblica panamense.

Non solo: ci sono accordi da siglare e preparare, dalle infrastrutture alla cultura e l'università. Frattini parla della "grande amicizia che lega Panama e l'Italia", ricorda i legami strettissimi tra le due popolazioni. Il presidente panamense, Ricardo Martinelli inalbera un sorriso a trentadue denti (è facile capire perché) ed elenca i regali dell'Italia a Panama.

Berlusconi da quelle parti è una specie di Babbo Natale: ospedali, scuole, centinaia di borse di studio, ecc. Gli italiani, poi, doneranno anche 6 navi da guerra per pattugliare le coste contro i narcos. In ballo ci sono grandi appalti, come quello di Impregilo per il Canale di Panama. Due missioni in un mese, un record.

Ma la vera anomalia emerge passando in rassegna le immagini dei solerti fotografi governativi. Ecco la festa in onore di Frattini. Prima immagine: Lavitola, con la cravatta nel taschino perché tanto lui è di casa, parla amabilmente con il ministro degli Esteri panamense (a sua volta insignito di una prestigiosa onorificenza italiana).

È soltanto l'inizio: di nuovo Lavitola dà una pacca sulla spalla a Frattini mentre parla con il collega centramericano. Ancora: ecco Lavitola (stavolta con cravatta), Frattini e il presidente Martinelli (origini italiane, un piccolo impero nella grande distribuzione) che discorrono amabilmente.

Quindi, dopo svariati altri clic con Lavitola, ecco il clou, la tavolata dei vip: il presidente Martinelli, il suo ministro degli Esteri e i pezzi grossi della delegazione italiana, cioè Frattini e Lavitola.

Insomma, il vero protagonista degli incontri pare essere lui: Valter Lavitola. Molto più che un comprimario, come oggi qualcuno vorrebbe far credere. Di qui una legittima domanda: al di là del passaggio ottenuto sull'Airbus di Stato - e quindi a spese del contribuente - a che titolo Lavitola accompagnava Frattini?

La conferma del ruolo di primissimo piano dell'amico del premier arriva un mese dopo, quando arriva Berlusconi. Dalla scaletta dell'aereo presidenziale i primi a scendere sono il Cavaliere e Lavitola. Il faccendiere distribuisce pacche sulle spalle e strette di mano alle autorità locali. Poi, alla firma del trattato commerciale, è nelle primissime file, a un passo da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Di qui nacque l'accordo per combattere l'evasione fiscale e contribuire alla sicurezza di Panama, che costerà allo Stato italiano 6 navi da guerra gentilmente donate al governo amico (un cadeau da 35 milioni di euro). Il tutto a corollario del contratto siglato da Finmeccanica (il colosso statale chiamato in causa dalle inchieste delle procure di Napoli e Bari) per il pattugliamento elettronico delle coste panamensi (interessate Selex, Agusta e Telespazio). Valore 165 milioni di euro. A Lavitola potrebbe finire una provvigione di 8 milioni.

Ma al di là del folklore, dei passaggi in aereo, del ruolo da chiarire di Lavitola nell'affare Fimeccanica e nei rapporti con Panama, le immagini potrebbero creare nuovi grattacapi a Berlusconi. Anche quella famosa frase scappata al premier in un'intercettazione telefonica, "resta dove sei" (cioè all'estero, lontano dai pm), assume un valore diverso vedendo quanto stretto sia il legame tra i due.

Del resto a confermare quell'amicizia arriva anche la testimonianza di Alfredo Pezzotti, fedelissimo maggiordomo di Berlusconi (non certo un suo nemico). Ai pm napoletani ha detto: "Conosco Lavitola da due anni. Ho avuto modo di conoscerlo per il rapporto di frequentazione che ha con il presidente. Lavitola veniva a trovarlo ogni tanto... per quanto ho potuto constatare i loro rapporti erano cordiali. Sicuramente Berlusconi gli dava del tu".

Vero, come ha detto Niccolò Ghedini, "il presidente verso tutti coloro che vengono toccati da vicende giudiziarie, naturalmente per un riflesso condizionato, ha una solidarietà istintiva", ma oggi sarà forse imbarazzato dai rapporti con Lavitola che, seguendo il suo consiglio, è rimasto dov'era. E oggi è latitante.

 

 

IL PRESIDENTE DI PANANA, FRATTINI E LAVITOLAIL PRESIDENTE DI PANANA, FRATTINI E LAVITOLAIL PRESIDENTE DI PANANA E LAVITOLALAVITOLA E BERLUSCONI INSIEME A PANAMALA RAGAZZA CHE ACCOMPAGNO' BERLUSCONI A PANANA, IN PRIMO PIANO POZZESSEREPIERFRANCESCO GUARGUAGLINI GHEDINI VERDINI E CICCHITTO

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