LE DOMANDE SEGRETE DEI PM DI NAPOLI AL BANANA: I QUESITI MESSI A PUNTO ALL’OTTAVO PIANO DELLA TORRE DELLE MANETTE – NON SOLO TARANTINI: I PM SONO ANSIOSI DI CHIEDERE AL BANANA DEI RAPPORTI TRA LAVITOLA E FINMECCANICA – CURIOSITA’ ANCHE SULLA VACANZA A PROCIDA DI VALTERINO, RIVELATA DA DAGOSPIA: COSA NE SAPEVA BERLUSCONI? – DA LAVITOLA A LAMONICA – CHI PAGAVA LA CASA DI TARANTINO A ROMA? AH SAPERLO…

Enzo Ciaccio per Lettera 43

SILVIO, DOMANDE INDECENTI PERCHÉ I PM VOGLIONO SENTIRE IL CAV.
http://www.lettera43.it/foto/25646/1/silvio-berlusconi.htm

Silvio Berlusconi è volato a Bruxelles per impegni istituzionali che, secondo il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro, «si è andato volutamente a cercare». E così è saltato l'interrogatorio, fissato per martedì 13 settembre, da parte dei magistrati napoletani che vogliono ascoltare il premier come parte lesa nell'inchiesta sulla presunta estorsione ai suoi danni da parte dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini (che lunedì 12 settembre è stato interrogato per la terza volta nel carcere di Poggioreale), della moglie Angela Devenuto (agli arresti domiciliari) e del giornalista-editore Valter Lavitola (latitante).

«L'appuntamento è solo rinviato», hanno assicurato Giandomenico Lepore, capo della Procura di Napoli, e i pubblici ministeri che indagano sulla presunta estorsione.

I PM: «NECESSARIO ASCOLTARE IL CAV». E hanno aggiunto: «Ascoltare Berlusconi, che è parte lesa, appare un'esigenza assolutamente necessaria. Stabiliremo insieme con i suoi legali una nuova data per l'incontro, altrimenti procederemo a fissare di nostra iniziativa un calendario che preveda una griglia di possibilità». La convocazione coatta? «È presto per parlarne».

Ma sullo sfondo, resta impellente una domanda: quel denaro versato dal premier (500 mila euro più numerose rate da 20 mila euro fino a un totale ipotizzato che supererebbe gli 850 mila euro) è davvero da ritenersi, come sostiene Berlusconi, il frutto della generosità del premier «verso un amico in difficoltà» oppure è il prezzo preteso da Tarantini e da Lavitola per non «inguaiare» Berlusconi sulla storia delle ragazze escort accompagnate a Palazzo Grazioli?

I MAGISTRATI ATTENDONO IL MEMORIALE. Intanto se Tarantini ha sostenuto il terzo interrogatorio alla presenza dei suoi legali Alessandro Diddi e Ivan Filippelli che hanno ribadito anche per lui la richiesta degli arresti domiciliari, già concessi alla moglie, ci si chiede quando sarà ascoltato Berlusconi.

I magistrati di Napoli hanno fatto sapere che il memoriale che il presidente del Consiglio vuole inviare il 13 settembre, «sarà letto con estremo interesse», ma «il documento non azzera l'esigenza di ascoltare dalla voce del premier alcune risposte», ritenute inderogabili per poter decidere «i successivi sviluppi dell'inchiesta, compresa la questione della competenza territoriale».

Fra i mille interrogativi posti dalle intercettazioni, ci si chiede però quali siano le domande cui Lepore e i suoi collaboratori tengano di più. E quali le risposte che il Cav, nonostante l'abilità dei suoi legali, farebbe forse fatica a mettere insieme.

L'ELENCO TOP SECRET DELLE DOMANDE RISERVATE AL PREMIER
L'elenco proibito delle domande che scottano è ovviamente top secret: gli stessi magistrati inquirenti ne hanno discusso fra loro sottovoce, all'interno delle riservatissime riunioni tenute all'ora di pranzo all'ottavo piano del palazzo che ospita gli uffici del procuratore Lepore e del procuratore aggiunto Francesco Greco.

Ma, al di là dei soldi erogati (per generosità o per ricatto?), altri quesiti sono facilmente deducibili.

Per esempio da dove abbia avuto origine il rapporto, che dalle intercettazioni telefoniche appare così intimo ed esclusivo, tra il premier e un personaggio come Lavitola, molto più giovane di lui, che mai ha ricoperto, né ricopre, incarichi di rilievo a livello politico o istituzionale e nemmeno a livello manageriale o aziendale.

I pubblici ministeri probabilmente vorranno anche sapere su che cosa si basi la fiducia del Cav nelle capacità e nella fedeltà del direttore de L'Avanti!, che si spinge fino al punto da consentirgli di investire di nascosto una parte dei soldi (400 mila euro su 500 mila) destinati a Tarantini «per evitare che siano sprecati».

LAVITOLA, CONSULENTE MISTERIOSO. Inoltre non è escluso che i magistrati vorranno anche conoscere che cosa Berlusconi sappia del ruolo di presunto «consulente» che Lavitola avrebbe svolto, e svolgerebbe, in Italia e all'estero, tra società di Stato e Paesi esteri e addirittura con Finmeccanica in un turbinìo di angoli bui, affari, favori e scambi ritenuti dagli inquirenti quanto meno poco chiari.

Da spiegare ai pubblici ministeri ci sarebbero anche le lunghe chiacchierate notturne tra il premier e Lavitola e il fatto che queste avvenissero attraverso una carta telefonica panamense.

Ma non è tutto. Per fare chiarezza, Berlusconi dovrebbe spiegare perché non ha consigliato a Lavitola di rientrare subito in Italia per chiarire ai magistrati i misteri del denaro destinato a Tarantini e invece trattenuto nelle sue tasche.

Quale, allora, la più impellente motivazione che ha impedito al premier di sollecitare il rientro di uno come Lavitola che, indagato o no, sarebbe stato comunque un testimone prezioso e nevralgico per la conferma delle proprie tesi confutate dai magistrati?

IL GIORNALISTA CHE AMA PROCIDA. E ancora, chissà che cosa conosce il Cav della recente vacanze del direttore de L'Avanti!, che secondo molte testimonianze locali, confermate anche dal sito Dagospia.com, avrebbe trascorso sull'isola di Procida tra il 17 e il 23 agosto scorso, cioè fino a pochissimi giorni prima che fosse emessa l'ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

Il giornalista, che conosce bene l'isola in quanto il papà, psichiatra, l'ha frequentata per anni con la famiglia, avrebbe fatto i bagni presso un noto lido a Marina di Chiaiolella e partecipato perfino a una gara di tango argentino, di cui si dichiara esperto.

LA BENEFICENZA SENZA LIMITI AL MANAGER DELLE PAPI GIRL
Insomma, sono tanti i ‘perché' proibiti a cui i magistrati di Napoli vogliono dare risposta. C'è da chiarire, inoltre, il senso poco comprensibile di una beneficenza senza limiti erogata dal premier proprio a vantaggio di chi, come Tarantini, gli avrebbe procurato guai e fastidi portandogli però a casa stuoli di ragazze disponibili senza mai informarlo - così il Cav ha sostenuto - che fossero escort a pagamento.

E, di contro, c'è da comprendere come sia stato possibile che Tarantini si aspettasse (e pretendesse) tanta generosità proprio da colui che aveva messo seriamente nei guai.

Ma l'elenco delle domande dei magistrati non è finito. I magistrati vogliono sapere anche chi pagasse l'appartamento dove abitavano Tarantini e famiglia, in uno dei quartieri più eleganti di Roma sebbene, come ha detto il premier, «fossero ormai ridotti in povertà e con due famiglie a carico più la madre vedova». E ammesso che i pubblici ministeri credessero che l'affitto fosse di 2 mila euro al mese, come ha ammesso l'imprenditore barese, si dovrebbe individuare chi avrebbe pagato gli altri 4 mila, visto che le quotazioni di mercato in quella zona fissano a 6 mila il canone mensile per gli appartamenti.

LA FUGA DI LA MONICA IN SENEGAL. Oltre al caso Tarantini, i magistrati vorrebbero pure sapere che cosa sa Berlusconi di Enrico La Monica, il maresciallo calabrese dei Ros (coinvolto nell'inchiesta Bisignani), amico di Lavitola e che, prima che scattassero i provvedimenti giudiziari a suo carico, come il direttore de L'Avanti!, è riuscito a fuggire in Senegal.

Prima delle domande, il quesito riguarda l'interrogatorio di Berlusconi, su cui ormai si accettano scommesse: si presenterà dai magistrati di Napoli, oppure riuscirà a evitarlo dopo il forfait annunciato per martedì 13 settembre?

C'è chi non esclude che il premier, nel caso in cui non riuscisse più a posticipare l'incontro con i pubblici ministeri, potrebbe allora provare a rifiutarsi di rispondere ai magistrati in quanto, rifacendosi ai procedimenti in atto a Bari e a Milano, risulta già coinvolto «in procedimenti connessi».

 

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