“IL PNRR NON E’ UNO STRUMENTO BASATO SUI COSTI MA SUI RISULTATI. AVREI BISOGNO DI CHIARIRE MEGLIO LE DICHIARAZIONI DI GIORGETTI...” - IL COMMISSARIO UE ALL'ECONOMIA VALDIS DOMBROVSKIS, INTERPELLATO A DUBLINO, MOSTRA PRUDENZA SULLA DECISIONE DEL GOVERNO ITALIANO DI COPRIRE LA SPESA PER IL TAGLIO DEL BOLLO AUTO CON “RISPARMI” DEL PNRR: "C'E' MARGINE PER GESTIRE LA LIQUIDITA'. GLI STATI CONCORDANO I PNRR CON UNA SERIE DI INVESTIMENTI E RIFORME E NOI VALUTIAMO SE SIANO STATI EFFETTIVAMENTE REALIZZATI..."
DOMBROVSKIS, 'PAGAMENTI DEL PNRR POSSONO NON ESSERE ALLINEATI AI COSTI'
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
(ANSA) - BRUXELLES, 19 SET - "C'è un certo margine in termini di gestione della liquidità" nell'uso dei fondi del Pnrr: "non è uno strumento basato sui costi, ma sui risultati". Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis, interpellato a Dublino, sull'ipotesi che la spesa per il taglio del bollo auto sia coperta con risparmi del Pnrr. "Gli Stati concordano i Pnrr con una serie di investimenti e riforme e noi valutiamo se siano stati effettivamente realizzati". Se raggiunti "vengono erogati". "Il flusso dei pagamenti può quindi non essere perfettamente allineato con il flusso dei costi o della spesa nello Stato membro", ha spiegato.
Al commissario Dombrovskis era stato chiesto esplicitamente un chiarimento sulle parole ieri del ministro Giancarlo Giorgetti, secondo il quale l'esenzione dal bollo per auto e moto per il 2027 sarà finanziata, almeno in parte, con i risparmi realizzati dal Paese sui prestiti del dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Pnrr, sottolineando che non sono più fondi Ue ma fondi italiani di cui lo Stato può disporre come crede.
"E' tecnicamente corretto?" gli è stato chiesto. Dopo aver confermato che ci puo' essere un disallineamento tra il flusso delle erogazioni e quello dei costi effettivamente sostenuti, Dombrovskis ha anche aggiunto: "Forse dovrei esaminare più attentamente le esatte dichiarazioni del ministro Giorgetti - ha affermato -. Ma esiste un certo margine in termini di gestione della liquidità a questo riguardo, perché non si tratta di uno strumento basato sui costi, bensì di uno strumento basato sui risultati".
VALDIS DOMBROVSKIS - GIANCARLO GIORGETTI
DOMBROVSKIS, 'SUGLI ASSET RUSSI APERTI A DIVERSE OPZIONI'
(ANSA) - DUBLINO, 19 SET - La Commissione è pronta a valutare "diverse modalità" sull'eventuale uso degli asset sovrani russi immobilizzati nell'Ue per facilitare un accordo tra gli Stati membri. Lo ha detto il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis, rispondendo a una domanda sulle ipotesi tornate al centro del dibattito, tra cui quella di collocare gli asset in un veicolo speciale europeo. "Da parte della Commissione Ue siamo stati molto chiari. Abbiamo presentato una proposta legislativa concreta già lo scorso anno e ora siamo pronti a sostenere queste discussioni, anche valutando diverse modalità e facilitando la possibilità di arrivare a decisioni".
"Gli asset russi immobilizzati non hanno fatto parte delle nostre discussioni durante la riunione Ecofin - ha precisato Dombrovskis -. In termini generali, innanzitutto sappiamo che, per quanto riguarda il prestito di sostegno che abbiamo concesso all'Ucraina, l'Ucraina ha l'obbligo di rimborsare questo prestito soltanto se e quando la Russia pagherà le riparazioni, il che porta ovviamente alla domanda: che cosa succede se la Russia non paga le riparazioni?
E, in questo caso, nel regolamento sul sostegno all'Ucraina, ci siamo esplicitamente riservati il diritto dell'Unione di utilizzare quegli asset sovrani russi. Quindi direi che molto probabilmente dovremo comunque tornare su queste discussioni", ha spiegato il commissario. "Nel frattempo, effettivamente, diversi Stati membri dell'Ue e anche un numero piuttosto elevato di membri del Parlamento europeo hanno, in un certo senso, riavviato questa discussione". Nei giorni scorsi quattro Paesi hanno chiesto alla Commissione una proposta sull'uso degli asset russi e 120 membri del Parlamento europeo si sono rivolti all'esecutivo comunitario e alla Presidenza del Consiglio dell'Ue con una simile richiesta.