DOPO AVER TIRATO LA VOLATA A BEPPEMAO, ANCHE TRAVAGLIO SCARICA I “GRULLINI”

Marco Travaglio per il "Fatto quotidiano"

Fino a due mesi fa, all'indomani della candidatura di Rodotà al Quirinale e del conseguente suicidio del Pd che si riconsegnò nelle mani del suo peggior nemico (Napolitano) e del sottostante governo-inciucio Letta-Berlusconi, tutti i partiti lavoravano indefessamente per il Movimento 5Stelle.

Dopo averlo creato dal nulla, ignorando tutte le battaglie di Grillo e dei suoi ragazzi e rinchiudendosi nel sarcofago in attesa che passasse ‘a nuttata, l'avevano pasciuto e ingrassato demonizzandolo e facendolo linciare da tv e giornali al seguito.

E con le presidenziali e il governo-vergogna l'avevano trasformato nel punto di riferimento della base del Pd in dissenso coi vertici che avevano resuscitato un'altra volta un Caimano morto e sepolto. Poi, proprio mentre l'inciucio confermava platealmente dieci anni di campagne grillesche contro "Pdl e Pdmenoelle", il nastro s'è riavvolto a ritroso. Complice, certo, la disinformazione e la memoria corta degl'italiani. Ma soprattutto colpa del M5S che, da lepre inafferrabile, s'è trasformato in inseguitore trafelato.

E ha preso a lavorare indefessamente per i partiti, facendo dimenticare tutte le magagne della politica politicante che a febbraio avevano spinto 9 milioni di italiani a mandarla al diavolo. Un suicidio di massa coronato dalla geniale operazione Gambaro. Intendiamoci: cacciare, o far cacciare dalla "rete", una senatrice che ha parlato male di Grillo, manco fosse la Madonna o Garibaldi, è demenziale, illiberale e antidemocratico in sé.

E non solo perché serve su un piatto d'argento agli eterni Gattopardi e ai loro camerieri a mezzo stampa la miglior prova di tutte le calunnie che hanno sempre spacciato per dogmi di fede. Non è nemmeno il caso di esaminare l'oggetto del contendere, cioè le frasi testuali pronunciate dalla senatrice nell'intervista incriminata a Sky, perché il reato di lesa maestà contro il Capo è roba da Romania di Ceausescu. Certo, affermare che il guaio del movimento fondato e portato al successo da Grillo è Grillo, è una fesseria.

Certo, lo stillicidio di interviste in dissenso (le sole che interessino ai media italiani) per oscurare quanto di buono fanno i 5Stelle in Parlamento e di pessimo fanno i partiti, è fastidioso e altamente sospetto. Certo, senza Grillo e i suoi forsennati tour per l'Italia i 5Stelle non avrebbero preso un voto e le Gambaro non sarebbero state votate nemmeno dai parenti stretti. Ma il reato di cazzata non esiste e non deve esistere in un movimento che si dice democratico, anzi iperdemocratico.

Grillo aveva tutto il diritto di incazzarsi e di farlo sapere, ma la cosa doveva finire lì. Il cerino sarebbe rimasto nelle mani della Gambaro e dei 10-20 furbetti che trescano con i partiti dopo aver intascato i voti e i posti grazie a un movimento anti-partiti (tutti). E che se la sarebbero vista con i loro elettori. O, se davvero hanno dietro qualche progetto ribaltonista, sarebbero usciti prima o poi allo scoperto.

Lunedì bastava una dichiarazione, firmata da chi voleva, per ribadire gl'impegni assunti con l'elettorato. Mettere ai voti le fesserie di una senatrice (che, diversamente da Salsi e Mastrangeli non ha violato alcuna regola interna) invitandola al pubblico autodafé, è una versione da Asilo Mariuccia del socialismo reale.

Dopo aver trascorso i primi quattro mesi di vita parlamentare a guardarsi dalle presunte trappole dei partiti (che, così come sono ridotti, sono capaci al massimo di intrappolare se stessi), i "cittadini" hanno piazzato l'autotrappola perfetta. E ci sono cascati con tutte le scarpe.

D'ora in poi i dissenzienti senz'arte né parte, magari pilotati dai soliti compratori di parlamentari, hanno di fronte un'autostrada: gli basterà rilasciare un'intervista critica al giorno per finire tutti dinanzi al tribunale del popolo, o della rete, e guadagnarsi l'insperata fama di nuovi Solgenitsin, con piedistallo e aureola di martiri. Al confronto, la partitocrazia più inetta, corrotta e antidemocratica dell'universo profumerà di Chanel numero 5. Un capolavoro.

 

VIGNETTA BENNY TRAVAGLIO INGINOCCHIATO DAVANTI A GRILLO grillo travaglio abbraccio lapBEPPE GRILLO E MARCO TRAVAGLIO - Copyright Pizzigrillini Federica Salsi MARINO MASTRANGELI LA SENATRICE GRILLINA ADELE GAMBARO

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