1. DOPO IL CLAMOROSO CEFFONE RIFILATO IERI A NAPOLITANO, ECCO LE MOSSE DI MONTI PER DARE LO SCHIAFFO CONCLUSIVO A RE GIORGIO E PROIETTARE SE STESSO DI NUOVO A PALAZZO CHIGI OPPURE, SE VA MALE, A CAPO DELLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO 2. SE MONTI SOSPINGE AL TERZO POSTO BERLUSCONI, PUÒ GIOCARSI LA PARTITA ALTERNATIVA AL PD, ALTRIMENTI DOVRÀ PER FORZA TORNARE A CANOSSA DA RE GIORGIO E ACCONTENTARSI DELLO STRAPUNTINO CON VISTA EUROPEA CHE GLI OFFRIRÀ BERSANI 3. MA QUANTI VOTI PORTANO I MORTI VIVENTI CASINI, FINI, MONTEZEMOLO, FORMIGONI, FRATTINI CHE STANNO PER DIVENTARE MONTIANI? QUASI NESSUNO, ANCHE PERCHÉ GLI UMORI DEL PAESE OSCILLANO TRA GRILLO E UN ASTENSIONISMO OLTRE IL 50% COME IN SICILIA 4. GLI ITALIANI NON CREDERANNO PER LA QUARTA VOLTA ALLE SIRENE DEL CAV. MA SI TRATTA DI UNA OBIEZIONE SUBITO ANNULLATA DA: VOTERANNO MONTI IL TASSATOR SCORTESE?

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Oggi alle 17 Giorgio Napolitano farà conoscere il suo pensiero in modo più (si spera) compiuto di quanto i quirinalisti (Geremicca escluso) abbiano potuto far trapelare sull'incontro di ieri con il premier Mario Monti, dal quale, purtroppo per l'Italia, ha avuto un clamoroso no su tutta la linea, staremmo per dire un clamoroso ceffone se non ci facesse velo il rispetto istituzionale e il fatto che le ragioni del Colle sono le stesse di chi a ha a cuore non solo l'indipendenza ma anche il decoro del nostro caro Paese.

Ma cosa ha in mente davvero Monti, al di la' delle reticenze obbligate dei media che scommettono su di lui dimostrando ancora una volta la propria lontananza dai problemi dei cittadini?

Ecco, in chiaro e in estrema sintesi, i suoi ragionamenti e le sue mosse per dare lo schiaffo conclusivo a Re Giorgio e proiettare se stesso di nuovo a palazzo Chigi oppure, se va male, alla presidenza della Commissione Esteri del Senato. Al posto di Lamberto Dini, suo più recente predecessore tecnico che tento' la via politica. E, ovviamente, a vita.

Monti Mario vuole essere il capo del Ppe in Italia, l'omologo della Merkel in Germania. Il suo obiettivo "alto" e' realizzare l'alternanza nel nostro paese secondo gli schemi europei: da una parte il Ppe, dall'altra il Psoe. Per realizzare questo obiettivo (l'altro ovviamente e' noto e si lega direttamente a cose banali come vanità e ambizioni) ha bisogno che si realizzino alcuni condizioni. Ecco le principali:

1. Monti deve innanzitutto azzerare le pretese, francamente assurde, di Casini, Fini, Mastella, Formigoni, Frattini, Italia futura (o futuribile), eccetera, eccetera, eccetera. In pratica, di tutti i riciclati, riciclabili e quant'altro che lo vedono come unica o ultima spiaggia per le loro praticamente finite carriere politiche.

2. Poi, ed e' il punto fondamentale, le liste che faranno direttamente o indirettamente capo a lui devono classificarsi almeno al secondo posto. In particolare, dovranno battere qualsiasi lista collegata a Berlusconi Silvio, altrimenti (qualsiasi cosa dica la Merkel) volenti o nolenti il capo del Ppe in Italia resta lui. Tertium non datur.

Certo, direte, Berlusconi sta con Monti: come, facendo la campagna sull'abolizione dell'Imu? Le prospettive del Ppe in Italia, quello di Berlusconi e quello di Monti, sono già divaricate e lo saranno sempre di più. Tutto si gioca sui numeri. L'unica obiezione possibile e' questa: gli italiani non crederanno per la quarta vola alle sirene del Cav. Ma si tratta di una obiezione subito annullata dall'altra: voteranno Monti il Tassator Scortese? Rispondere di sì significa sottovalutare le difficoltà degli italiani e dilatare il ruolo della cosiddetta classe dirigente consapevole, europeista e (aggiungiamo noi) masochista. Cosa che non e'.

Concludendo, mentre con la scusa di dare una mano a Grillo Monti aiuta le liste che faranno capo a lui e che non hanno gruppi parlamentari a presentarsi alle elezioni con il decreto che sta per approvare il Consiglio dei ministri, tutto si gioca ancora e sempre sui numeri che usciranno dalle elezioni: se Monti riesce a sospingere al terzo o quarto posto Berlusconi, può giocarsi la partita alternativa a Pd, altrimenti con percentuali piccole dovrà per forza tornare a Canossa da Re Giorgio (lo stesso che egli ha tradito o che si e' sentito da lui tradito, il che e' lo stesso) e accontentarsi dello strapuntino che gli offrirà Bersani, ovviamente con vista europea. Ma quanti voti portano i morti viventi che stanno per diventare montani? Quasi nessuno, anche perché gli umori del Paese oscillano tra Grillo e un astensionismo oltre il 50 per cento come in Sicilia.

 

GIORGIO NAPOLITANO E MARIO MONTIANGELA MERKEL E MARIO MONTIPIERFERDINANDO CASINI GIANFRANCO FINI CLEMENTE MASTELLA jpegROBERTO FORMIGONI MANI ALZATE FRANCO FRATTINI

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