DOPO LE DIMISSIONI, I DIPENDENTI DELL’ASL DI COSENZA SI SCHIERANO AL FIANCO DI GENTILE! - “CHE SCANDALO È UNA TELEFONATA FATTA PER TRATTENERE QUELLA PAGINA?” – CENSURARE VUOL DIRE “TRATTENERE”?

Conchita Sannino per ‘La Repubblica'

Avevano un bel dire, al bar "Due Palme", sulla centralissima via degli Alimeni, i fedelissimi del sistema Gentile. «Tonino, il sottosegretario? Non si dimetterà». Assicuravano alcuni lavoratori dell'Azienda sanitaria finita sotto i riflettori della Procura di Cosenza. E poi: «Che scandalo è una telefonata fatta per trattenere quella pagina?».

Poche ore dopo, la Cosenza che non è abituata alle sconfitte dei fratelli e dei rampolli Gentile è costretta a ricredersi. C'è un'inchiesta bis alla Procura di Cosenza, legata all'affaire Gentile. E c'è, per ora, un indagato eccellente. È Umberto De Rose, il potente imprenditore, già presidente di Confindustria Calabria e a capo anche di Fincalabra, l'uomo per il quale il diritto di cronaca era solo «‘nu pruritu ‘e culo».

È lui l'autore della clamorosa telefonata che, nella notte tra il 18 e il 19 febbraio scorso, prova in tutti i modi a imporre il bavaglio a L'Ora della Calabria, attraverso pressioni sull'editore Alfredo Citrigno e sul direttore del giornale Luciano Regolo, per cancellare quel servizio sul coinvolgimento di Andrea Gentile - figlio del ras del Ncd in Calabria Antonio, ormai sottosegretario per tre giorni - nell'indagine su truffe milionarie, prestazioni inesistenti e incarichi a sei zeri nell'Asp, l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

De Rose è stato iscritto da poche ore nel nuovo fascicolo, all'attenzione anche del procuratore capo Dario Granieri, con l'ipotesi di violenza privata, un atto scontato e anche a sua tutela. Il giornale, com'è noto, non uscì quel giorno. E De Rose giustificò la clamorosa coincidenza con un guasto improvviso alle rotative.

Ma su quella telefonata dai toni minatori - «Attento che si forma ‘u guverno e si dice che (Tonino Gentile, ndr) diventa sottosegretario » - dovrà rispondere ai magistrati. Era solo l'ultimo diaframma quella conversazione? Era un tentativo di difendere la nomina imminente di Gentile e anche una modalità diffusa di gestione?

Dietro quei modi spicci e quelle conversazioni da padre-padrone, infatti, rischia di emergere ora il "cancro" della Sanità cosentina fatta di spartizioni tra amici, controlli pressoché inesistenti e perfino di rassicuranti relazioni di commissari prefettizi. Un sistema che sembrava intoccabile.

Quaranta milioni drenati dalle casse della Sanità pubblica, solo negli ultimi due anni, per arbitrati, transazioni e centinaia di consulenze sospette. Una partita di giro in cui non si escludono tangenti "mascherate" per politici e imprenditori.

L'ombra di un comitato d'affari, tra politici, funzionari pubblici e professionisti, radicato come sanguisuga nel cuore dell'Azienda sanitaria provinciale, s'affaccia dagli atti dell'inchiesta che travolge - politicamente - la dinasty dei Gentile, e costringe alle dimissioni il più sotterraneo ed abile dei fratelli, Antonio detto Tonino, sottosegretario per soli tre giorni, coordinatore del Ncd e capo di una macchina da guerra elettorale guidata (pur con qualche contrasto familiare) insieme al fratello Pino, potente assessore regionale del cerchio magico del governatore Beppe Scopelliti.

È l'istruttoria che macchia la carriera di suo figlio, Andrea, il penalista, rampollo finora in ombra, ma precipitato nell'elenco degli inquisiti del pm Domenico Assumma: con le ipotesi di associazione per delinquere, truffa, abuso e falso ideologico. In particolare Andrea è accusato di avere incassato e aver emesso fatture per 50mila euro, da parte dello studio del super avvocato amico dell'Asp, Nicola Gaetano.

Ma, stando a quanto scrivono gli specialisti della Guardia di Finanza nella loro informativa di 12 mesi fa, il Gentile jr incassa quei soldi senza quasi averne titolo: a fronte di prestazioni che vengono definite dagli inquirenti «generiche, incoerenti, non motivate». Sette incarichi in tutto.

Ma c'è molto di più, a scavare nella palude che stanno attraversando gli investigatori, e che ha già prodotto la sospensione del vertice dell'Asp, Gianfranco Scarpelli. All'avvocato delle consulenze sanitarie d'oro, infatti, risulta che solo in due anni sono stati consegnati qualcosa come un milione di euro per vari incarichi.

Denaro pubblico che non è mai ovviamente passato per gare, ma solo attraverso affidamenti diretti. E l'altra sorpresa è che, stando ai primi riscontri della Finanza, quel denaro non sembra più nella disponibilità diretta del superprofessionista. Dove sono finiti, dunque, quei soldi? E perché una parte finora minima di quel tesoretto è andato a Gentile jr? L'avvocato Gaetano, anch'egli coinvolto nell'associazione per delinquere ipotizzata dal pm, ovviamente respinge ogni accusa. Ma restano molte ombre. E soprattutto restano anomalie inquietanti di gestione, specie nel settore delle Asl o delle Asp, nelle aree del sud.

Una storia, quella cosentina, che sempre di più somiglia a quella Sanitopoli beneventana che colpì al cuore, solo due mesi fa, un altro esponente del Ncd, l'ex ministro Nunzia De Girolamo. Stessa ipotesi di associazione per delinquere, stesso mercato delle prestazioni. Aperto solo agli amici.

 

antonio gentile antonio gentile jpegLORA DELLA CALABRIA PRIMA PAGINA CENSURATA LUCIANO REGOLO l ora della calabria andrea gentile figlio di antonio sottosegretario nel governo renzi

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”