QUELLA SOTTILE LINEA ROSSA FRA OBAMA E PUTIN - DOPO L’ACCORDO SULL’IRAN, IL PRESIDENTE USA ELOGIA IL CREMLINO MA ORA IL VERO BANCO DI PROVA SARÀ LA SIRIA - COSA SUCCEDERA’ CON LO SCUDO USA ANTI-MISSILE IN EUROPA DELL’EST?

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

barack obama vladimir putinbarack obama vladimir putin

Se una settimana in politica è un tempo lungo, in politica estera a volte può essere lunghissimo. Ancora giovedì scorso, davanti alla Commissione esteri del Senato, il generale Joseph Dunford, designato a guidare lo Stato maggiore interforze dell’esercito Usa, aveva definito la Russia «un pericolo esistenziale» per gli Stati Uniti, nulla di meno che «allarmante».

 

Poi, nella notte tra lunedì e martedì, a Vienna è stato raggiunto l’accordo sul nucleare iraniano, che sterilizza per quasi 15 anni le capacità atomiche di Teheran e segna un grande successo della diplomazia multipolare. 
 

Il giorno dopo, nell’intervista concessa a Thomas Friedman del New York Times , Barack Obama ha addirittura elogiato Vladimir Putin, per il ruolo positivo svolto nel negoziato che ha portato all’intesa: «La Russia è stata d’aiuto. Onestamente, non ne ero sicuro viste le forti differenze che stiamo avendo sull’Ucraina. Putin è riuscito a tenere separati i due argomenti, in un modo che mi ha sorpreso. Non avremmo avuto successo, senza la volontà di Mosca di stare insieme a noi e agli altri membri del 5+1 nell’insistere per un accordo forte». 
 

putin obama putin obama

Ma non è tutto. Nell’intervista il presidente ha anche ricordato che il leader del Cremlino lo aveva chiamato di recente per discutere della Siria, aggiungendo che si apre la possibilità di una «seria conversazione» sul destino di Bashar Assad. Poche ore dopo, è stato lo stesso Obama a telefonare a Putin, per uno scambio di vedute che secondo la versione del Cremlino «ha sottolineato il ruolo del dialogo russo-americano per garantire sicurezza e stabilità nel mondo». 
 

obama e putin in vestito tradizionale cineseobama e putin in vestito tradizionale cinese

Naturalmente è presto per dire, se la dinamica positiva innescata dall’intesa di Palazzo Coburg si tradurrà in una vera cooperazione tra Washington e Mosca su altri scenari di crisi, a cominciare da quello siriano, dove «la priorità non è più l’appoggio del Cremlino ad Assad, quanto la sconfitta dell’Isis», come ci spiega Gary Samore, che fino al 2013 ha fatto parte del team Usa ai negoziati nucleari. 
 

Non c’è dubbio però che l’accordo viennese mostri in filigrana la sua potenzialità di game changer , di svolta, anche nei rapporti tra Russia e Stati Uniti: «Dove c’è interesse nazionale condiviso — spiega Bill Drozdiak, esperto di affari europei alla Brookings — sia Putin che Obama sanno guardare oltre lo scambio di accuse sull’Ucraina». 
 

Il che non significa che Washington ora possa o voglia all’improvviso accettare passivamente i «fatti compiuti» imposti dal Cremlino in Ucraina, dall’annessione della Crimea alla presenza di truppe ibride nelle regioni russofone ribelli. O ignorare gli atteggiamenti aggressivi della Russia nei confronti dei baltici o di altri Paesi dell’ex Patto di Varsavia. Ma, sia pure in un contesto diverso da quello della Guerra fredda, il governo americano sembra come allora ricordare la lezione che anche nei momenti più difficili, il filo del dialogo con Mosca non va mai reciso e può essere prezioso nella gestione di emergenze e crisi regionali. 
 

Siria OBAMA E PUTIN Siria OBAMA E PUTIN

Al punto da non esitare a sanzionare pubblicamente i dissensi interni. Subito dopo le dichiarazioni di Dunford, infatti, il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, ha detto che John Kerry «non è d’accordo» con la definizione della Russia come «pericolo esistenziale», nonostante le divergenze attuali. Toner ha spiegato che il segretario di Stato considera invece sì esistenziale la minaccia proveniente dalla «rapida crescita di gruppi estremisti come l’Isis». La stessa Casa Bianca ha precisato che i commenti di Dunford «esprimono vedute personali e non riflettono la posizione del team di sicurezza nazionale del presidente». 
 

Obama PutinObama Putin

L’accordo iraniano pone in ogni caso un altro dilemma strategico a Barack Obama. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è stato velocissimo nel ricordare che nel celebre discorso di Praga, nel 2009, il presidente americano aveva dichiarato che «se il pericolo iraniano venisse eliminato, ci sarebbe una più solida base di sicurezza e l’argomento più forte per costruire una difesa anti-missile in Europa cadrebbe».

 

«Ci aspettiamo una reazione dai colleghi americani su questo tema», ha detto malizioso Lavrov. Certo era il tempo del reset verso Mosca. Al Cremlino sedeva il falso Dmitri, lo zar pro-tempore Medvedev. L’Ucraina non era ancora un Paese dilaniato. E Putin non gonfiava i muscoli. Resta che l’argomento ha una sua fondatezza. Un’altra dimostrazione che le conseguenze dell’intesa di Vienna sono immense e vanno molto al di là della proliferazione nucleare e della stessa regione mediorientale. 

OBAMA PUTIN TOP SECRET OBAMA PUTIN TOP SECRET

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…