prodi boschi renzi

ALTRO CHE ULIVO, QUESTA E' CICUTA! - DOPO IL SILURO DI MARIA ELENA BOSCHI ("PRODI È ACCECATO DAL RISENTIMENTO PERCHÉ NEL 2015 RENZI GLI HA PREFERITO MATTARELLA AL COLLE"), ARRIVA LA REPLICA DI ROMANO PRODI: "NON SAPEVO CHE NEL 2015 ERO CANDIDATO. UNA CANDIDATURA SEGRETISSIMA. ERO RIMASTO AI 101…" - L'AMAZZONE PRODIANA, SANDRA ZAMPA SENTE PUZZA DI PARACULISMO: "BOSCHI NON FA CHE RIPETERE QUESTA STORIA DEL RISENTIMENTO, GIÀ ESPOSTA DA RENZI: QUESTO ANTI-PRODISMO NON SARÀ PER CASO UNA PATENTE PER ESSERE ACCETTATI IN AREE POLITICHE CHE DETESTANO IL PROFESSORE?"

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/maria-elena-boschi-spiega-perche-rsquo-enrico-letta-vuole-voto-291539.htm

 

renzi prodi 11

PRODI A BOSCHI: “IO CI VEDO BENE NEL 2015 NEMMENO ERO CANDIDATO”

Fa.Ma. per "la Stampa"

 

In questi giorni la memorialistica sul Quirinale è un genere di gran moda, ma ogni tanto spunta un aneddoto “un po’ così”, al confine tra vero e verosimile. Romano Prodi - dall’epoca dei famosi “101” - è uno dei soggetti preferiti del genere “aneddoti apocrifi” e ieri all’ennesima puntata il Professore l’ha presa a ridere. Di buona mattina, un amico bolognese lo ha chiamato e gli ha chiesto: «Romano ci vedi bene?».

 

maria elena boschi

E lui: «Benissimo, perché?». L’amico: «Elena Boschi sostiene che sei accecato dal risentimento perché Renzi a suo tempo scelse Mattarella invece che te!». Prodi è scoppiato a ridere: «Ma dai! Non sapevo che nel 2015 ero candidato. Una candidatura segretissima. Ero rimasto ai 101, quelli erano veri….».

 

Al di là delle sue chiacchierate private e mattutine, è del tutto inutile chiedere al Professore cosa ne pensi di quel sentimento che Elena Boschi gli ha attribuito. Chi ha parlato con lui, come Sandra Zampa, già portavoce di Prodi e componente della segreteria del Pd, pensa che l’unico caso degno di riflessione sia un altro: «Tra Renzi e i renziani sta affiorando un tipo di racconto diverso dal passato, che hanno mutuato da altri: ripetere una non-verità più volte in modo che qualcosa resti e delegittimi le critiche degli altri. In queste settimane Prodi sta avanzando una serie di critiche personali anche severe a Renzi, ma tutte politiche e allora come gli si risponde? Attribuendo le critiche ad un risentimento e non a ragioni politiche».

renzi prodi

 

Resta un dubbio che Sandra Zampa però suggerisce come possibilità: «Boschi non fa che ripetere questa storia del risentimento, già esposta da Renzi: questo anti-prodismo non sarà per caso una patente per essere accettati in aree politiche che detestano il Professore?». Certo, il ruolo di Renzi nelle elezioni presidenziali è sempre stato al centro di polemiche e talora anche di ricostruzioni fantasiose. Una di queste attribuisce proprio a Renzi un ruolo centrale nella celebre congiura dei “101”, quella che nell’aprile del 2013 portò all’affossamento dell’unica vera candidatura al Quirinale di Romano Prodi.

sandra zampa romano prodi foto di bacco

 

Ma il ruolo di killer di Renzi è una fake news dura a morire. La sera del 18 aprile, dopo che si era consumato il flop di Franco Marini, il Pd stava cambiando cavallo e Matteo Renzi lascia Firenze e arriva a Roma. Convoca i «suoi» 35 parlamentari al ristorante Eataly e gli comunica: «Si vota Prodi». Uscendo, a chi gli chiede se dopo aver fatto cadere Marini, si senta il vincitore della giornata, il sindaco replica: «No. Vince l’Italia se domani sarà eletto un presidente di grande rilie vo internazionale».

renzi prodi

 

In quel momento Renzi controllava 35 grandi elettori su 1009, una percentuale irrilevante per eleggere ma soprattutto per affondare Prodi. Allora, qualcuno dei renziani, pochi, non votarono il Professore e diversi anni dopo proprio Renzi, con una eloquente prova di stile, lo ha spifferato: «Dario Nardella fu uno di questi…». E nel 2015? Allora si trattava di sostituire Giorgio Napolitano, reduce da un inedito bis.

sandra zampa foto di bacco (1)

 

Nelle trattative che precedono le votazioni decisive, la forte minoranza del Pd trova con Forza Italia un accordo sul nome di Giuliano Amato. Ma un presidente della Repubblica deciso sull’asse D’Alema-Berlusconi sarebbe troppo per chiunque ne resti escluso, figurarsi per Matteo Renzi, che in quel momento è premier e segretario del Pd. E’ in quel contesto - nel quale nessuno parla o pensa a Prodi - che Renzi lancia Sergio Mattarella. E porta a termine un contropiede destinato a passare alla storia come un’operazione politica esemplare.

maria elena boschi alla leopolda 2sandra zampaprodi renzi

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...