UNA COALIZIONE SENZA FUTURO – MA DOVE VA QUESTO “CAMPO LARGO” CHE NON HA UNO STRACCIO DI POSIZIONE COMUNE? SE NE STANNO ACCORGENDO NEL PD, DOPO LA RISOLUZIONE CON CUI SCHLEIN, CONTE E AVS DICONO NO AL RIARMO – LORENZO GUERINI SOFFRE: “SENZA UN LAVORO SUI PUNTI POLITICAMENTE PIÙ SENSIBILI ANDRÀ SEMPRE PEGGIO” – ENZO AMENDOLA: “QUELLA CON GLI ALLEATI È UNA DINAMICA CHE DOBBIAMO GOVERNARE, ALTRIMENTI CI FACCIAMO MALE TUTTI” - DEBORA SERRACCHIANI: “CONTE HA PROBLEMI INTERNI, DEVE RASSICURARE I SUOI, SENTE IL FIATO DI DI BATTISTA SUL COLLO E INIZIA A SCALCIARE. CI DOBBIAMO ABITUARE…” - DAGOREPORT: NEL PD CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN”
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Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”
GIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEIN
Si son visti nella solita osteria a un passo da Campo de' Fiori, stavolta senza testimoni. […] la segretaria del Pd e il capo dei Cinquestelle alla fine decidono di vedersi. Per ribadire, uno, che occorre accelerare sui gazebo; l'altra, per tenere il punto perché «non funziona così».
Una distanza che Conte non fa neppure la fatica di nascondere, incrociando poco dopo i cronisti a Montecitorio: «Sull'Ucraina in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il Movimento ripetiamo da quattro anni, non sono cambiate. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico», sibila. Quanto al rapporto con Schlein, «nessun problema personale. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco», rivendica.
E che «la dialettica» sia piuttosto vivace — sebbene al Nazareno abbiano subito attivato gli estintori, parlando di «clima disteso, i due leader hanno fatto il punto sui prossimi passi» — lo dimostra il parto tormentato sulla risoluzione congiunta in vista delle comunicazioni che oggi il ministro dell'Economia terrà in Parlamento sullo scostamento di bilancio. […] Pd 5S e Avs hanno sottoscritto un testo col quale si impegna il governo […] a non autorizzare nessuna spesa aggiuntiva in armi. Il nodo è il Safe, il prestito europeo per la difesa, primo pilastro del Rearm Eu che vede gli ex grillini e i rossoverdi contrari, mentre i dem sono sempre stati più aperturisti.
conte schlein bonelli fratoianni
Un passaggio che, in tempo reale, fa infuriare i riformisti: «Non sappiamo se quella appresa dalle agenzie sia la stesura definitiva. Vedremo se la notte porterà consiglio perché quella che si legge non è condivisibile», notificano. Facendo agitare la segretaria, che si era convinta di aver trovato la via per ricucire, e irritare Conte. Il quale da Capalbio in serata graffia: «Ho lasciato Roma che stavamo lavorando a una bozza condivisa, ma vedo che i riformisti del Pd non sono d'accordo e non capisco perché, visto che avevamo scritto solo che lo scostamento va fatto esclusivamente per famiglie e imprese, non per le spese militari».
Scintille che ora minacciano la riconciliazione. Spia di un clima incandescente, testimoniato dagli sguardi preoccupati dei piddini in Transatlantico. «Io l'ho detto più volte: senza un lavoro sui punti politicamente più sensibili andrà sempre peggio», riflette Lorenzo Guerini.
«Quella con gli alleati è una dinamica che dobbiamo governare, altrimenti ci facciamo male tutti», fa eco Enzo Amendola. «Conte ha problemi interni, deve rassicurare i suoi, sente il fiato di Di Battista sul collo e inizia a scalciare. Ci dobbiamo abituare», sospira rassegnata Debora Serracchiani. Non proprio il viatico migliore per una coalizione che si candida alla guida del Paese.


