renzi bersani pd

DUCETTO DISPERATO: PUR DI FRENARE EMORRAGIA DI VOTI PRONTO AD ABBRACCIARE BERSANI (CHE NON CI STA) – RENZI: “NIENTE PREGIUDIZIALI SULLE ALLEANZE”. MA MDP RESPINGE L’OFFERTA – ANDREA ORLANDO BOCCIA IL TANDEM GRASSO-BOLDRINI: “ABBIAMO CREATO DUE MOSTRI” 

 

Laura Cesaretti per il Giornale

 

RENZI BERSANI

Sarà l' aria frizzante delle elezioni ormai alle porte, ma per una volta il Pd non si scontra al suo interno e dà un sostanziale via libera collettivo alla linea del segretario. Dopo quattro ore di riunione, Matteo Renzi esce dalla Direzione dem (a porte chiuse, come è ormai consuetudine) soddisfatto: «Abbiamo tolto di mezzo molti alibi». La sua linea passa quasi all' unanimità, con una manciata di astensioni tra cui quella del ministro Orlando, che però «apprezza». E commenta duramente l' attivismo di Laura Boldrini e Pietro Grasso: «abbiamo creato due mostri».

prodi dalema

 

Gli anatemi che arrivano dai soliti Bersani e D' Alema («Le chiacchiere stanno a zero, Renzi non è più credibile, o abiura Jobs Act o non ci parliamo neanche») non lo stupiscono né lo inquietano più di tanto: il leader del Pd sa bene, come spiega un suo fedelissimo, che «Mdp e l' operazione Grasso sono nati con un solo programma politico: togliere voti al Pd, per far perdere Renzi e vincere i suoi avversari: che siano Berlusconi e Salvini o Grillo e Di Maio per loro conta relativamente».

 

BONINO PISAPIA

Dunque, tentare di fare un «centrosinistra largo» con dentro gli scissionisti di Mdp è un progetto che nessuno, nel Pd, può seriamente perseguire. Se non retoricamente, come fa il nostalgico Gianni Cuperlo: «Dobbiamo crederci, ricucire. Se lo faremo tu uscirai da questa storia come il segretario che non ha interrotto un' esperienza».

 

L' obiettivo di Renzi però è un altro: «togliere ogni alibi» agli scissionisti, dicendosi disposto a riaccoglierli a braccia aperte, e gettare ponti invece a quella parte della sinistra più disposta a dialogare con il Pd, a cominciare da buona parte del movimento di Giuliano Pisapia, che è profondamente diviso al suo interno sui rapporti con lui. «Chi vorrà rompere lo dovrà fare in modo trasparente e chiaro perché da noi non troverà alcuna sponda», avverte il segretario, restituendo il cerino ai bersanian-dalemiani.

ROMANO PRODI E ENRICO LETTA

 

Ai quali manda messaggi volutamente bonari: «Anche con le persone da cui siamo stati divisi - dice - c' è più sintonia che con gli avversari storici, non solo perché governiamo insieme in 14 regioni ma perché molte cose le abbiamo fatte insieme». Non sarà dunque il Pd, insiste, «a mettere veti e paletti alla coalizione». Se vogliono rompere, se ne prendano la responsabilità, «noi siamo aperti al confronto». Senza però, sottolinea, «abiurare» alle scelte del suo governo, dal Jobs Act alle altre riforme «che hanno rimesso in moto» il paese: «Sulla rivendicazione del passato non faremo alcun passo indietro». E intanto incassa il sostegno di Enrico Letta, che dice «Mi aggiungo a Veltroni e Prodi contro la spaccatura del centrosinistra».

GIANNI CUPERLO COL MINI MEGAFONO

 

Il Pd però guarda ad altri: «Credo che sia cruciale che sia coinvolta l' area moderata, così come i Verdi, Idv e i Radicali con i quali c' è una discussione non scontata né chiusa. Poi vogliamo il dialogo a sinistra, in primis con Campo progressista (Pisapia, ndr), cui lanciamo parole di dialogo e disponibilità».

 

Proprio ieri, prima della Direzione, Renzi ha incontrato una delegazione dei Radicali, guidata da Emma Bonino e Benedetto Della Vedova. Si è discusso di ius soli e testamento biologico, che sono due riforme che stanno molto a cuore ai pannelliani, che hanno registrato la disponibilità del Pd a «fare il possibile» per approvarle entro la fine della legislatura. E l' ipotesi di una lista boniniana «Forza Europa» alleata al Pd ieri sera sembrava aver preso più quota, tanto che si è discusso anche delle difficoltà tecniche per presentarla, visto che il Rosatellum - molto criticato da Bonino - imporrebbe la raccolta di almeno 50mila firme.

 

anna falcone tomaso montanari

Intanto mettere insieme gli anti Pd si rivela un' operazione assai complessa: ieri si è spaccata persino la cosiddetta «corrente del Brancaccio», che pure è costituita da due soli individui: il critico d' arte Montanari e la ex Psi Falcone. Causa divergenze interpersonali (e scarsità di posti in lista), hanno disdetto l' assemblea che avrebbe dovuto sancire la loro candidatura in Mdp, dichiarando «impossibile» l' unità della sinistra.

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - "BIBI" CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI". IN BASE ALLA RISPOSTA, CAPIREMO FINALMENTE CHI COMANDA. SE ISRAELE NON SI PLACA, VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (COMPLICE QUALCHE EPSTEIN FILE). SE SMETTE DI COLPIRE BEIRUT, VUOL DIRE CHE ANCHE NETANYAHU, COME IL RESTO DEL MONDO, È IN BALIA DELLA VOLUBILITÀ DI DONALD...

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…