ekrem imamoglu erdogan

“E’ UN GOLPE” – SCOPPIA LA PROTESTA DOPO L'ARRESTO DEL SINDACO DI ISTANBUL EKREM IMAMOGLU, PRINCIPALE OPPOSITORE DI ERDOGAN, ACCUSATO DI CORRUZIONE E FAVOREGGIAMENTO DEL TERRORISMO PER IL PRESUNTO FINANZIAMENTO DI ORGANIZZAZIONI “LEGATE” AL PARTITO CURDO RIVOLUZIONARIO (PKK) - MIGLIAIA IN PIAZZA, L’OPPOSIZIONE SPARA ALZO ZERO CONTRO ERDOGAN ("IL DITTATORE DI CUI ABBIAMO BISOGNO", CIT. DRAGHI), LA LIRA TURCA CROLLA (MENO 12%) COSÌ COME LA BORSA DI ISTANBUL – IMAMOGLU È IL NEMICO NUMERO UNO DI ERDOGAN, TRA POCHI GIORNI SAREBBE ARRIVATO L’ANNUNCIO UFFICIALE DELLA SUA CANDIDATURA ALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI TURCHE DEL 2028, QUELLE IN CUI ERDOGAN NON DOVREBBE POTER CORRERE…

1 - IN MANETTE IL RIVALE DI ERDOGAN MIGLIAIA IN PIAZZA

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

 

Ekrem Imamoglu SI PREPARA ALL ARRESTO

(...) Se la politica è sempre più questione di immagine, l’arresto del sindaco di Istanbul Imamoglu segna un punto a zero nella partita tra opposizione e partito di governo. La sfida sarà lunga: le elezioni presidenziali sono in programma solo fra tre anni. Domenica però il congresso del Chp, il partito repubblicano all’opposizione, avrebbe dovuto scegliere il proprio sfidante in vista del 2018. Non c’erano dubbi che sarebbe stato Imamoglu.

 

La diretta social della cravatta all’alba di ieri ha scosso la Turchia. La lira ha perso valore (meno 12%) così come la Borsa di Istanbul (dal 5 al 7% nel corso della giornata). Con il sindaco della megalopoli sul Bosforo sono stati arrestati quasi altri 100 membri del partito repubblicano, tutti accusati di una miriade di reati finanziari legati alle loro attività amministrative.

 

La più grave, che coinvolge proprio Imamoglu, riguarda il presunto finanziamento di organizzazioni politiche «legate» al partito curdo rivoluzionario (Pkk). Lo scambio soldi-voti sarebbe avvenuto proprio per garantire l’elezione a sindaco di Imamoglu. Nell’ultima campagna elettorale il rivale di Erdogan aveva di fronte un peso massimo del partito Akp del presidente e ha ugualmente stravinto. Sembra chiaro che per batterlo bisognava mettere in campo altre tattiche.

 

ekrem imamoglu 5

Le prigioni turche si sono riempite di oppositori negli ultimi tempi. Una famosa manager del mondo dello spettacolo è stata arrestata in gennaio per aver partecipato a proteste di piazza nel 2013, dodici anni fa. Così come il leader di un partito anti migranti, un ex segretario del partito curdo considerato legale e un ex attivista dei diritti umani. A favore degli ultimi due si è pronunciata inutilmente la Corte europea per i diritti umani.

Per timore di proteste di piazza, il governatore della regione di Istanbul ha vietato qualsiasi assembramento per quattro giorni. Nonostante ciò in migliaia hanno manifestato sotto la sede del partito repubblicano chiedendo la liberazione degli arrestati. Davanti all’università altre proteste con la reazione della polizia.

 

È continuata anche la battaglia virtuale su Internet. Collaboratori di Imamoglu hanno montato i video con le dichiarazioni di sostegno arrivate dall’estero e le hanno postate su X con un messaggio di ringraziamento del sindaco.

erdogan assemblea generale onu

 

«Sono determinato e mi affido non solo ai 16 milioni di abitanti di Istanbul, ma agli 86 milioni di abitanti della Turchia», ha scritto il sindaco su un’altra piattaforma social evidentemente gestita all’esterno del carcere. Il segretario del partito repubblicano ha accusato Erdogan di golpe.

 

«Il presidente è stato sul treno della democrazia fino a che gli è servito, ora è sceso ed è tra quelli che vogliono farlo deragliare».

 

2 - OTTIMISTA E DECISO, IL SINDACO DI ISTANBUL CHE PAGA IL PREZZO DEL PROPRIO SUCCESSO

Monica Ricci Sargentini per il “Corriere della Sera” - Estratti

ekrem imamoglu 4

 

«Tam Yol Ileri», «Avanti tutta», è lo slogan che appare sul profilo X di Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul che ieri è stato clamorosamente arrestato con l’accusa di corruzione e favoreggiamento di organizzazioni politiche «legate» al Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan di Abdullah Öcalan.

 

E la tenacia è di certo una delle doti principali di questo politico dall’aria tranquilla, che alza la voce solo nei comizi quando, nella concitazione del momento, si arrotola le maniche della camicia e si toglie la cravatta per sentirsi più vicino alla sua gente. È lui il «nemico numero uno» di Recep Tayyip Erdogan, l’unico che è riuscito a battere i candidati dell’Akp per ben tre volte, umiliando il presidente turco nella sua amata Istanbul, la città in cui è cresciuto, vendendo snack al pane di sesamo prima di entrare in politica negli anni ’70.

ekrem imamoglu 7

 

Imamoglu era un perfetto sconosciuto quando si candidò per la prima volta nel 2019 ma già allora si era capito che la sua ascesa poteva essere fermata solo per via giudiziaria. Ci hanno provato nel 2022 quando è stato condannato in primo grado a due anni e mezzo di carcere per insulti a quei membri del Supremo Consiglio Elettorale che avevano annullato la sua prima elezione a sindaco della megalopoli turca, costringendolo a un nuovo voto. Una sentenza per la quale si attende ancora il verdetto della Corte d’appello.

 

(….)

ekrem imamoglu 3

Tra pochi giorni sarebbe arrivato l’annuncio ufficiale della sua candidatura, nelle file del Chp, alle elezioni presidenziali turche del 2028, quelle in cui Erdogan, secondo la Costituzione, non dovrebbe poter correre (sarebbe il quarto mandato) ma che potrebbero essere convocate in anticipo per aggirare la norma. Ed ecco l’imboscata: a sorpresa martedì scorso l’università di Istanbul ha annullato il diploma universitario di Imamoglu sostenendo che alcuni documenti del suo percorso di studi — era il 1990, il sindaco studiava management — sarebbero stati falsificati.

 

erdogan assemblea generale onu

È la pietra tombale sulle sue ambizioni politiche perché la laurea è un requisito richiesto dalla legge per candidarsi alla presidenza della Repubblica. Il sindaco, combattivo come sempre, si era dichiarato pronto a ricorrere all’autorità giudiziaria, anche se, aveva aggiunto, «non ho speranze che venga presa una decisione corretta». Nemmeno 24 ore dopo è scattato l’arresto.

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