giorgia meloni corte dei conti

È GUERRA TOTALE TRA MAGISTRATI E GOVERNO – LA CORTE DEI CONTI CONVOCA UNA CONFERENZA STAMPA E LANCIA LA BATTAGLIA FINALE CONTRO LA RIFORMA VARATA DALL’ESECUTIVO CHE MINA L’INDIPENDENZA DELL’ORGANISMO: DAL GOVERNO “UN’INGERENZA INDEBITA. SI È ARROGATO UN DIRITTO CHE NON HA DA COSTITUZIONE E LO HA FATTO CON UN ATTO DI PREPOTENZA” – L’ULTIMO TERRENO DI SCONTRO SONO LE NOMINE PER DIECI POSTI VACANTI DI PRESIDENTI DI SEZIONE DELLA CORTE. TRE DI QUESTE RIGUARDANO GIUDICI CHE HANNO SOLLEVATO PERPLESSITÀ SUL PROGETTO DEL PONTE SULLO STRETTO. LE POLTRONE SONO BLOCCATE DA OLTRE CINQUE MESI E CONTESTATE DALL'ESECUTIVO CHE HA AVANZATO “RICHIESTE DI CHIARIMENTI”

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “la Stampa”

 

Corte dei conti 22

La riforma del governo sulla Corte dei Conti presenta aspetti di «una deriva autoritaria». Tra i magistrati contabili lo pensano in tanti e le toghe continuano a manifestare forte preoccupazione.

 

Oggi il Consiglio dei ministri si prepara a dare il via libera al decreto attuativo della legge approvata lo scorso 27 dicembre e le toghe tentano una carta disperata. L'Associazione magistrati Corte dei conti, proprio nelle ore della discussione in Aula, convoca una conferenza nella sede della stampa estera, a Roma, per ribadire timori e perplessità e soprattutto per chiedere alla premier Giorgia Meloni uno spazio di dialogo.

 

GUIDO CARLINO 2

Ultimo terreno di scontro sono le nomine per dieci posti vacanti di presidenti di sezione della Corte (tre di queste riguardano giudici che hanno sollevato perplessità sul progetto del Ponte sullo Stretto), bloccate da oltre cinque mesi e contestate dall'esecutivo che ha avanzato «richieste di chiarimenti».

 

I magistrati contabili parlano di «ingerenza indebita.

Per la prima volta – dicono – il governo si è arrogato un diritto che non ha da Costituzione e lo ha fatto con un atto di prepotenza, creando un precedente».

 

[…]

 

La questione delle nomine è strettamente collegata alla riforma Foti che, tra i vari aspetti, prevede una riorganizzazione delle procure contabili e una riduzione dei posti da presidente. Il governo la presenta come «una razionalizzazione delle figure apicali», per le toghe è un «attacco all'indipendenza dei magistrati che svolgono indagini su sperperi e malaffare». Non solo questione di numeri, dunque.

 

Corte dei conti 2

E quando il sottosegretario Alfredo Mantovano ha scritto al presidente della Corte dei Conti Guido Carlino chiedendo se la «giustizia contabile avesse bilanciato l'interesse alla copertura dei posti vacanti con l'opportunità di non ostacolare l'obiettivo» della legge Foti, ha ricevuto come risposta frasi che ricordano «le prerogative della magistratura contabile», la normativa vigente e l'indipendenza del Consiglio di presidenza.

 

[…]

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano

«Le norme attuative della legge Foti sono destinare a minare l'indipendenza della magistratura contabile», sostengono dal Movimento 5 Stelle. «Il copione è noto: fare passare in silenzio provvedimenti che riguardano i controlli sulla spesa pubblica». La Cgil ritiene la riforma «sbagliata e pericolosa» e chiede al governo «di fermarsi e di aprire un confronto».

 

Numerosi gli aspetti che preoccupano la magistratura contabile al centro della delega oggi in discussione: i cambiamenti in materia di danno erariale, il procuratore generale della Corte dei Conti avrà poteri decisivi di indirizzo delle attività delle procure regionali e potrà avocare a sé i fascicoli aperti in difformità alle sue linee, i procuratori regionali perdono la qualifica di presidente e si delinea un nuovo percorso per il disciplinare.

 

CORTE DEI CONTI

La norma, poi, prevede che i giudici contabili non possano esigere, come risarcimento del danno dal funzionario che ha sprecato denaro pubblico, più del 30%. «Le procure della Corte dei conti sono un presidio di legalità posto a difesa dei cittadini e della corretta spesa pubblica – e se si indeboliscono, come fa l'ultima riforma, si fa un danno ai cittadini», tuona, dal palco del premio Mimosa d'oro a Favara (Agrigento), la magistrata Paola Briguori.

 

Il braccio di ferro tra il governo e la Corte dei conti va avanti da un anno. E le toghe, con amara ironia, sottolineano la scelta delle date, che ricade sempre in prossimità delle ferie: «La riforma è stata approvata addirittura il 27 dicembre, adesso l'esame del decreto è previsto il 4 agosto. A pensar male..».

GUIDO CARLINO Corte dei conti 21

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