filippo penati

È MORTO FILIPPO PENATI, EX PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MILANO E SINDACO DI SESTO SAN GIOVANNI. AVEVA 67 ANNI, ERA MALATO DA TEMPO - INSEGNANTE DI EDUCAZIONE TECNICA POI ASSICURATORE, IL NONNO ERA MORTO A MATHAUSEN DOVE ERA STATO DEPORTATO DOPO GLI SCIOPERI A SESTO NEL 1944 - NEL 2012 FU RINVIATO A GIUDIZIO PER CONCUSSIONE E CORRUZIONE IN MERITO A PRESUNTE TANGENTI PER I LAVORI ALL’AREA EX FALCK. NEL 2014 LA CASSAZIONE HA DICHIARATO LA PRESCRIZIONE DEI REATI

MORTO FILIPPO PENATI

 (ANSA) - E' morto nelle scorse ore Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano e sindaco di Sesto San Giovanni. Nato a Monza nel 1952, Penati era malato da tempo.

 

 

 

BIOGRAFIA DI FILIPPO PENATI

Da www.cinquantamila.it, sito a cura di Giorgio Dell'Arti

 

FILIPPO PENATI

Monza 30 dicembre 1952. Politico (Pd). Presidente della Provincia di Milano (dal 2004 al 2009). Candidato nel 2010 alla presidenza della regione Lombardia, fu sconfitto da Roberto Formigoni. Quindi consigliere regionale dal 2010 al 2012. Dall’85 al 1993 fu assessore al Bilancio e all’Urbanistica al Comune di Sesto San Giovanni, nel 1994 e 1998 fu eletto sindaco. «Falce e martello è un simbolo che appartiene al Novecento, oggi non ha più alcuna ragione di esistere».

 

FILIPPO PENATI

• «Occhiali, barba, ex insegnante di Educazione tecnica poi assicuratore, padre operaio alla Breda e nonno – Filippo pure lui – morto a Mauthausen dove era stato deportato dopo gli scioperi a Sesto nel 1944. Anche il suo privato è senza scosse: sposato con Rita, due figli (Simone e Ilaria - ndr), ama leggere, il Milan da prima che arrivasse Berlusconi e la musica, classica e jazz in uguali dosi. Le vacanze sono sempre a Piazza Torre in vall’Imagna. La sua carriera è tutta interna al partito, prima comunista e poi Ds, prima alla guida della federazione metropolitana e poi nella direzione nazionale».

FILIPPO PENATI

 

• «Presidente post-ideologico. Nel centrodestra oggi lo chiamano Davy Crockett, assediato com’è nel Fort Alamo di palazzo Isimbardi dalla marea di amministrazioni azzurre o verde padano (...) Nel Pd milanese è l’unico che dispone della virtù rara di parlare anche a chi è fuori dalla cerchia stretta della politica» (Marco Cremonesi).

 

• Molto criticato per l’acquisto del 15 per cento dell’autostrada Milano-Serravalle Scrivia (pagato 238 milioni, 8,83 euro per azione, un pacchetto che il venditore Marcellino Gavio aveva messo insieme diciotto mesi prima a 2,9): «La Provincia deteneva già una quota di Milano-Serravalle quando ho avuto l’onore di prenderne la guida. Ho voluto allora compiere lo sforzo di assumerne il controllo, con il fermo obiettivo di valorizzarla per farla diventare aggregatore anche di risorse private».

FILIPPO PENATI

• Ha fatto discutere la sua posizione sui rom: «Espulsione o carcere per i delinquenti, accompagnamento alla frontiera per chi in Italia non ha mezzi di sussistenza». Gad Lerner gli ha dato del leghista di sinistra: «È il metodo della vecchia politica. Ti appiccicano etichette e scagliano contro di te anatemi senza confrontarsi sul merito».

 

• Poco ortodosso anche sul problema della moschea di viale Jenner a Milano: appoggiando le proteste della Lega, ha proposto che i musulmani che pregano sulla strada vengano multati per intralcio del passaggio. «I casi sono due. Se quello è un posto pericoloso, il ministro dell’Interno dovrebbe provvedere a chiuderlo. Se invece pericoloso non è, bisogna trovare una soluzione. Vera: perché da lì il centro se ne deve andare. Su questo dubbi non ce ne sono». E sulla sicurezza: «Ben vengano i soldati, senza illudersi però che 300 uomini in più risolvano il vuoto delle nostre periferie».

 

• Il 20 luglio 2011 è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Monza per concussione e corruzione in merito a presunte tangenti che avrebbe preteso per far avanzare i lavori di riqualificazione dell’area ex Falck di Sesto San Giovanni: questo è ciò che raccontano due imprenditori Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina. Il Gip ha respinto la richiesta d’arresto che era stata formulata dalla Procura nei suoi confronti, pur riconoscendo «gravi indizi di reato».

 

FILIPPO PENATI

Penati, da subito, ha proclamato la sua «totale estraneità ai fatti che mi sono addebitati», decidendo di autosospendersi dal Pd e di uscire dal gruppo consiliare regionale, per «scindere nettamente la mia vicenda personale dalle questioni politiche» e «per non creare problemi e imbarazzi al Partito», dichiarando anche l’intenzione di rinunciare alla prescrizione. Un anno dopo, il 1º ottobre 2012, i pm di Monza hanno chiesto il rinvio a giudizio.

 

Nel frattempo, a seguito delle dimissioni di quasi tutti i consiglieri, il 26 ottobre 2012 si è sciolto il Consiglio regionale lombardo e si è andati a elezioni anticipate. Il 27 febbraio 2014 la Corte suprema di Cassazione ha dichiarato il non luogo a procedere per la sopraggiunta prescrizione del reato, cui Penati – a differenza di quanto diversamente dichiarato due anni prima – non ha rinunciato.

• Ha annunciato il suo definitivo ritiro dalla politica e il ritorno all’insegnamento.

 

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