fini berlusconi gianfranco elisabetta tulliani

“È STATO UN PROCESSO POLITICO” – GIANFRANCO FINI PARLA DOPO LA SENTENZA DI CONDANNA A 2 ANNI E 8 MESI PER AVER AUTORIZZATO LA VENDITA DI “QUELLA MALEDETTA CASA A MONTECARLO” – “LA DELEGITTIMAZIONE E’ ARRIVATA SOPRATTUTTO DA AMBIENTI DI DESTRA. POI IO HO VOTATO CONVINTAMENTE PER GIORGIA MELONI – BERLUSCONI? NON CI SIAMO PIÙ NÉ VISTI NÉ SENTITI. MA QUANDO È MORTO, HO SCRITTO QUELLO CHE PENSAVO, AL DI LÀ DEI RAPPORTI PERSONALI: ERA UN UOMO DI GRANDE UMANITA'” – LA SENTENZA “ILLOGICA” E PERCHE’ PUO’ RISULTARE INNOCENTE IN APPELLO

LASCIAI LA POLITICA, LO RIFAREI

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

GIANFRANCO FINI ELISABETTA TULLIANI

Si può parlare per ore con Gianfranco Fini, ma non dirà mai quello che ha deciso di non dire. E quindi, poco dopo la sua condanna a due anni e 8 mesi per aver autorizzato la vendita di «quella maledetta casa a Montecarlo», non c’è un’accusa ai giudici: «No, non è stata una sentenza politica. È stato un processo politico, questo sì. Perché io ero il leader di un partito, ho avuto alti incarichi, e per la cornice politica in cui quei fatti si svolsero e proseguirono».

 

Che differenza c’è?

«Non c’è stato accanimento. Sono stato assolto per tutti i casi di accusa che implicavano il reato di riciclaggio».

 

Quindi cosa pensa di questa condanna?

ELISABETTA TULLIANI FINI

«È stato un processo paradossale con una sentenza illogica. Paradossale perché è durato 10 anni tra il primo avviso di garanzia e questa sentenza, e nel frattempo dal giudizio è uscito per prescrizione l’imprenditore Corallo, che diede a Giancarlo Tulliani i soldi per comprare l’appartamento. E ne è uscito il suo factotum, Laboccetta, che non ha ripetuto in aula le sue dichiarazioni contro di me».

 

Lei è stato condannato perché autorizzò la vendita. Perché è una sentenza «illogica»?

«Perché sono stato assolto da tutti i reati collegati agli effetti di quella vendita. Per tutti i fatti che la Procura mi addebitava, è stato deciso che o non costituissero reato, o non li avevo commessi. Quindi quale sarebbe la mia colpa?

Non aver previsto nel 2008 quello che sarebbe poi successo nel 2015?».

 

I giudici avranno pensato che, trattandosi della sua compagna, di suo cognato e di suo suocero, lei sapesse?

elisabetta tulliani e gianfranco fini

«Ma io non sapevo. Non esiste una prova, una dichiarazione, un fatto che testimoni l’opposto. Se ci fosse stata, la condanna doveva essere per tutti i capi di imputazione. Ma non c’è nulla. C’è anche la dichiarazione di Elisabetta Tulliani che lo attesta, oltre a quella dello stesso fratello Giancarlo, pur latitante.

Attendo le motivazioni. E naturalmente conto che in appello arrivi quell’assoluzione piena che già c’era stata quando in un primo procedimento sugli stessi fatti venni prosciolto».

 

Come avete vissuto in famiglia questi anni?

«È stato doloroso. Al processo e in privato, quando Elisabetta mi ha detto: “Se continuo a difendere mio fratello finisco per danneggiare te. E non lo farò”».

 

Lei avrebbe potuto rompere i rapporti con la sua compagna, «salvarsi». Non l’ha mai fatto.

«Io sono convinto che anche lei sia stata vittima del comportamento del fratello.

fini tulliani

Sono fratelli, è difficile entrare nelle dinamiche così strette. Lei ha sofferto per quello che ha fatto Giancarlo, e ha sofferto per me. In un rapporto, anche se provi dolore, prevale quello che percepisci. E io so che lei è stata sincera quando mi ha parlato. Poi, tutti possono sbagliare».

 

Teme l’arresto per i suoi familiari?

«Ma no. Essendo venuta meno l’ipotesi di riciclaggio transnazionale, questo processo può andare in prescrizione in uno o due anni».

 

Lei ha smesso di fare politica attiva negli ultimi anni: a causa del processo?

«Sì e no. Ho sempre pensato che la compagna di Cesare dovesse essere al di sopra di ogni sospetto. Mi dava intima sofferenza chi magari mi accusava conoscendomi — Storace lo fece, ora siamo tornati amici — e chi ha cavalcato la tigre della delegittimazione, e lo hanno fatto soprattutto in ambienti di destra. Poi io ho votato convintamente Meloni, e convintamente ho deciso di lasciare la politica attiva».

 

(...)

gianfranco fini silvio berlusconi

Il suo grande avversario, a tratti nemico, fu Berlusconi, i cui giornali cavalcarono lo scandalo della casa. Vi siete mai chiariti?

«No, non ci siamo più né visti né sentiti. Ma quando è morto, ho scritto quello che pensavo, al di là dei rapporti personali: era un uomo di grande umanità. Le nostre madri si spensero nello stesso periodo: mi fu molto vicino».

 

Come esce Gianfranco Fini da questa giornata?

«Cito le parole del mio avvocato Sarno, che con Grimaldi ringrazio molto: “A un cliente qualsiasi avrei detto abbiamo stravinto, ma siccome sei Fini sono furioso, perché ne va di mezzo la tua onorabilità”. Ma io sono certo che arriverà presto il momento della verità».

 

«ACCUSA DEBOLE È INNOCENTE, SARÀ DIMOSTRATO IN APPELLO»

Il.Sa per il “Corriere della Sera”

 

silvio berlusconi gianfranco fini

Michele Sarno, avvocato di Gianfranco Fini, siede protettivo accanto all'ex presidente della Camera. Nel corso della discussione che si era tenuta quindici giorni fa aveva giocato una carta che certamente calerà anche per il ricorso in appello.

 

Quella della inconsapevolezza dell'ex leader di Alleanza Nazionale: «Il "non poteva non sapere" appare estremamente debole» aveva spiegato.

 

L'allora presidente della Camera, aveva detto, si era messo da subito a disposizione dei magistrati, non appena aveva conosciuto il perimetro delle accuse: «Fini — ricorda - chiede di essere ascoltato dal pm che indaga appena ricevuto l'avviso di garanzia. Vuole spiegare. E si produce in ben due interrogatori.

 

silvio berlusconi gianfranco fini giorgia meloni

Si difende nel processo e non dal processo, come solo chi è innocente fa». leri, dopo la sentenza arrivata in seguito a una camera di consiglio durata circa due ore, ha cercato di tutelare Fini dall'assalto dei cronisti. «Eravamo e siamo convinti della sua innocenza che ci pare sia stata sufficientemente dimostrata».

fini berlusconigianfranco fini silvio berlusconi

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