TRA GIAGUARI DA SMACCHIARE E “NON VOTATE CON IL CULO”, TRAPASSANDO “LEI VIENE? QUANTE VOLTE VIENE?”, E’ STATA LA SOLITA CAMPAGNA ALL’ITALIANA: BESTIALE! - GRILLO E L’APERTURA “ECUMENICA” A CASAPOUND - INGROIA AL CLOROFORMIO, PRENDEREBBE PIU’ VOTI CROZZA - L’EMPATIA DI RIGOR MONTIS COL SUO CANE? GUARDATE BENE LO SGUARDO DEL CANE - LE SUPERCAZZOLE DI VENDOLA E LE RISATINE DA MORIBONDO DI CULATELLO…

Andrea Scanzi per Il Fatto Quotidiano

È stata una campagna elettorale bestiale. Nel senso proprio del bestiario. Un campionario di gaffe, battute grevi, sdoppiamenti di personalità e promesse inattuabili. Quella più famosa ha travolto Oscar Giannino, che voleva fermare il declino, ma più che altro ha stoppato se stesso. Il "Grillo dei moderati" ha sbagliato, peraltro, in maniera plateale. E ha pagato, con molta più nettezza di chi ben altri scheletri nell'armadio avrebbe (e ha). Una raccolta completa è impossibile, un bignami-blob delle Elezioni 2013 si può fare.

"Restituirò l'Imu". Il concetto di bugia, in Silvio Berlusconi, è aleatorio. Non è la realtà a essere reale, bensì la sua proiezione immaginifica da Arcore. L'Italia è il Matrix e non ci sono pasticche magiche (anzi ci sono, ma non servono per aprire gli occhi). "Certo che è possibile restituire l'Imu. Sono d'accordo con gli svizzeri" (e magari pure coi lanzichenecchi). Quando agli svizzeri hanno riportato le parole di Berlusconi, per la prima volta hanno rimpianto di essere neutrali.

"I pensionati stiano tranquilli. Restituirò tutto". Dire ai pensionati di stare tranquilli è come consigliare a Crosetto di pettinarsi. Berlusconi, così facendo, si è inimicato pure le casalinghe di Voghera. I Caimani non sono più quelli di una volta. "Grillo non è andato in tivù perché sapeva che le telecamere avrebbero scoperto la sua natura intima di cattivissimo".

Berlusconi è l'unico che usa ancora la parola "cattivissima", desueta ormai pure all'asilo. È verosimile che, quando si arrabbia, Berlusconi pronunci parole come "cribbio" (effettivamente già usata) e "perdincibacco". Oppure, in un impeto di furia iconoclasta, strali irricevibili. Tipo "Uffa, perdindirindina".

"Lei viene? Quante volte viene? Con quale frequenza? Ah ah ah". In un posto minimamente normale, uno così lo avrebbero internato. Da noi lo applaudono. "L'opposizione ha la forfora, le puzza l'alito e non si lava. A me invece piace cantare e scherzare. Rispetto le donne e faccio complimenti veri". L'eleganza di Berlusconi non smette mai di accecare. Ancora. Benvenuti in Italia, anzi bentornati. Ah ah ah.

"Non c'è la ‘ndrangheta in Regione. Non ricordo nessuna sua delibera". Memorabile sintesi di Lara Comi a Servizio Pubblico. Dunque il ragionamento è: "Come ha votato la ‘ndrangheta in Lombardia? Ah, non ha votato? Bene. Quindi non c'è. Quindi siamo puliti. Viva Formigoni". Genio.

"Non votate con il culo". Così parlarono due noti intellettuali di Fratelli d'Italia, dimenticando che quella modalità di voto era forse l'unica in grado di eleggerli.
"Aboliamo i sindacati. Aboliamo Equitalia. Aboliamo La7". E poi l'euro. E poi i partiti. E poi i giornali. E poi quasi tutto. Il giorno in cui Grillo litigherà con se stesso, si farà un culo così.

"Siamo ecumenici, nessun problema se uno di CasaPound entra con noi". Non è essere ecumenici, Grillo. È confondere il superamento delle ideologie con la dimenticanza di quel che è stato il fascismo. "La legge sull'aborto è una sconfitta per tutte le donne". Serenella Fuksia, candidata grillina nelle Marche. Grillo se la segni: è già una Scilipoti in pectore.
"Fai i bagaji, disfa i bagaji". Ingroia, quando parla, ha sempre quella grinta sbarazzina di chi - per darsi una botta di vita - si beve una 7Up tutta d'un sorso. Non si ricordano sue rampogne minimamente memorabili, se non quelle al cloroformio della parodia di Crozza. Il quale, con la sua caricatura, lo ha caratterizzato così bene da eternarlo mediaticamente (rischiando però di demolirlo elettoralmente).

"No no, non mi candido". Giovanni Favia. Coerente. Sempre. "La Merkel non vuole il Pd. Me l'ha detto lei". La Merkel ha smentito un secondo dopo. Da quando si è messo a fare (ufficialmente) politica, Monti sembra Milingo quando scoprì il sesso. Ieri sobrio, oggi infoiato. Affetto da una sorta di Bunga Bunga elettorale. Qualcuno lo plachi.

"Il Pd dovrebbe silenziare la sinistra di Vendola". E pensare che, secondo molti (di sinistra), Monti era un tipo sobrio. Moderato. Addirittura tollerante. "C'è empatia tra me e questo cane". Macché. A giudicare dallo sguardo del cane, poi ribattezzato Empy nonostante lo sbigottimento di Greenpeace (e del cane), l'empatia rimane per Monti un Everest insormontabile.

"Il Movimento 5 Stelle è uguale al primo fascismo e non distante da Alba Dorata". Piercamillo Falasca, candidato montiano, sciorina una conoscenza spiccata della storia. E della realtà. In effetti Pizzarotti è uguale a Goebbels. Preciso, proprio. "Siamo l'unica forza nuova". L'ha detto Casini. Qui la battuta neanche serve. Il discorso più ricordabile di Gianfranco Fini negli ultimi sei mesi.

"Prerogative del genere umano anzi umanizzato, prerogative smarrite nei labirinti dell'individualismo celebrato dalla Lady di quel ferro liberista che ha percosso le nostre comunità di lavoro e di sentimento". Non è una frase recente, ma Nichi Vendola continua a esprimersi così. Più che narrare, lui supercazzola. Sempre.

"In Lombardia avete tre bei giaguari da smacchiare. Eh eh". Ogni volta che Bersani fa una battuta, una risata muore. Eh eh. "Vigileremo sui grillini in Parlamento". Attento che non avvenga il contrario, Bersani. "Grillo è un fascista del web. Populista e antipolitico come Berlusconi. Un pericolo per la democrazia". Quindi, Bersani? "Quindi è un interlocutore prezioso, in Parlamento faremo scouting dei grillini. Eh eh". Quel che piace di Bersani, oltre al carisma, è quella sua linearità granitica di pensiero. Eh eh. "Se ci accostano al Monte dei Paschi,li sbraniamo". Brrr. Paura, Bersani. "Eh, oh, non è che noi siam qui, ggghh mggh. Capito?". No, Bersani. Non abbiamo capito. E mica solo noi, mi sa.

 

ANGELA BRUNO ANGELA BRUNO berlusconi ragazza BEPPE GRILLO IN PIAZZA CASTELLO A TORINOBEPPE GRILLO DURANTE UN COMIZIOPIERLUIGI BERSANICROZZA IMITA INGROIAlara comiCASAPOUND jpegGIOVANNI FAVIAMARIO MONTI CON IL CANE ALLE INVASIONI BARBARICHE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?