conte camaleconte

È TORNATO CAMALE-CONTE! – PEPPINIELLO APPULO SMORZA I TONI, LASCIA CHE SIA ELLY SCHLEIN A SPARARLA GROSSA (“LA DEMOCRAZIA È A RISCHIO”) MENTRE LUI, DA DEMOCRISTIANO QUALE È, SI ALLARGA E CERCA LA MEDIAZIONE. PRESENZIA ALL’EVENTO DEI “CIVICI” DI ONORATO, SI INTESTA LA PIAZZA PER RANUCCI, FA PROPOSTE PER LA MANOVRA – DE ANGELIS: “IL GRANDE DISEGNO NON C’È, PERÒ C’È UN GIOCO DI CONTE, TUTTO INTERNO AL CENTROSINISTRA. SÌ, QUELL’IDEA (PALAZZO CHIGI) GLI È RIVENUTA IN TESTA. SE SI DOVESSERO FARE LE PRIMARIE, SE LA GIOCA CON LA CARTA DELL’ESPERIENZA DI CHI QUEL MESTIERE LO HA FATTO. E POI, LO SANNO ANCHE PARECCHI NEL PD, ‘CON GIUSEPPE, ALLA FINE CI SI PARLA E CI SI METTE D’ACCORDO’. CON LA SEGRETARIA È SEMPRE PIÙ COMPLICATO…”

Estratto da “Lo spigolo”, la newsletter di Alessandro De Angelis per www.lastampa.it

 

giuseppe conte al senato con pochette a 3 punte

Se provi a dire a Conte che, in fondo, si è moderato, ti attacca una filippica di mezz’ora sul fatto che no, non lo è per nulla. Che resta radicale sui principi e suoi valori – carta canta, lo ha scritto anche nel codice interno, molto etico – e che il tema è come tradurre quei principi e quei valori in politiche, eccetera eccetera.

 

E forse ha pure ragione […]. Però, qualcosa è cambiato nella postura: la pochette è tornata perfettamente stirata, la voce ha abbassato i decibel, si muove nel fitto labirinto del compromesso partitico, è sceso dall’arrocco con abilità manovriera.

 

Giusto o sbagliato, si è messo a fare un po’ di politica. Vuoi vedere che gli è rivenuta in mente l’idea di tornare dove è stato sfrattato in un modo che, direbbe il sommo poeta, “ancor l’offende”?

 

giuseppe conte sigfrido ranucci manifestazione viva la stampa libera

[…] qualche indizio c’è sempre. Ops, eccone uno. Sulla Libia (Memorandum) ha presentato una mozione autonoma rispetto al Pd, peraltro molto ragionevole, coerente con quel che diceva, appunto, quando era a palazzo Chigi e che, allora, sosteneva anche il Pd.

 

Ovvero: radicale revisione, non cancellazione. Il che tradotto significa: mica li possiamo accogliere tutti, bisogna trovare un modo per coniugare diritti e sicurezza, sennò facciamo harakiri, lasciando la parola sicurezza alla destra. E sul tema, si sa, ci si gioca la ghirba alle elezioni.

 

GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

Pochi giorni dopo, altro indizio, eccolo a sorpresa all’iniziativa dei sindaci del centrosinistra al Parco dei Principi, mentre salutava l’assessore di Roma Alessandro Onorato, animatore dell’evento (e della mitica gamba di centro), con un bacio sulla guancia. Beh, parco dei Principi, bacetto (come i democristiani del sud di una volta), e, ca va sans dire: “Dobbiamo dialogare”.

 

Elly Schlein mica c’era. Anche qui: ha capito che, per vincere bisogna allargare. E se si trova dalle parti del centro qualcuno che prende qualche voto e non abbia la faccia di Renzi, vivaddio ben venga.

 

Giriamo pagina e lo troviamo nella piazza convocata per dare solidarietà a Sigfrido Ranucci. Tutto molto corretto e ragionevole: condanna, difesa dell’informazione, invito a smetterla con le querele temerarie, zero fischi agli esponenti di destra che si sono presentati. Insomma, andiamo al punto.

 

giuseppe conte gaetano manfredi alessandro onorato silvia salis progetto civico italia foto lapresse

Mica ha giocato a essere più radicale di Elly Schlein. Anche perché, dopo quelle parole pronunciate ad Amsterdam sul nesso tra l’allarme democratico e le bombe, clima e mandanti, era pressoché impossibile.

 

Ultimo appunto, alla Camera in occasione delle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. E ci risiamo, caspita: Elly Schlein alza la voce, Conte la abbassa. […] Lei sembra la studentessa che ha occupato l’Aula magna, lui il Professore che vuole tenere la lezione.

 

GIUSEPPE CONTE CON IL LIBRICINO 3 ANNI DI TASSE ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

Aveva pure il libricino in mano, esibito all’attenzione della Meloni: eh no, presidente, qui ha aumentato il balzello e l’effetto è depressivo. Pure se uno toglie il volume, il corpo ha un suo linguaggio: io a palazzo Chigi ci sono stato e so di cosa parlo.

[…]

 

Vabbè comincia a essere chiaro il nuovo cambio di postura. Metteteci pure che ha fatto ingurgitare ai suoi un indagato nelle Marche, una carica di cacicchi in Campania, un governatore in Toscana di cui era stato all’opposizione, roba che in altri tempi avrebbe agitato la questione morale come una clava. Stavolta la invoca Chiara Appendino, e in fondo a lui fa pure comodo, perché in un partito personale non insidia il manovratore ma copre pur sempre un’area.

 

ELLY SCHLEIN AL CONGRESSO DEI SOCIALISTI EUROPEI AD AMSTERDAM

Conclusione. Qui il grande disegno non c’è, però c’è un gioco di Conte, tutto interno al centrosinistra. Sì, quell’idea (palazzo Chigi) gli è rivenuta in testa. Se tante le volte si dovessero fare le primarie, se la gioca con la carta dell’esperienza di chi quel mestiere lo ha fatto. E poi, lo sanno anche parecchi nel Pd, “con Giuseppe, alla fine ci si parla e ci si mette d’accordo”. Pare che con la segretaria sia diventato sempre più complicato.

MEME SU GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN - BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAgiuseppe conte manifestazione viva la stampa liberagiuseppe conte contro salvini in senatoroberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettini

FOTOMONTAGGIO DI GIUSEPPE CONTE COME LUKASHENKO CON PUTIN

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