“È UN’UMILIAZIONE” – LA BASE MAGA INSORGE CONTRO TRUMP DOPO IL MEMORANDUM D’INTESA CON L’IRAN CHE SANCISCE L’INCAPACITÀ DI WASHINGTON NON SOLO DI PRODURRE UN CAMBIO DI REGIME A TEHERAN MA ANCHE DI SCONGIURARE UN IRAN NUCLEARE - IL SEGRETARIO DI STATO RUBIO SCEGLIE IL SILENZIO E LASCIA PARLARE IL VICEPRESIDENTE JD VANCE, CRITICO VERSO NUOVE AVVENTURE MILITARI, MA CHE RISCHIA DI ESSERE IL CAPRO ESPIATORIO - “SE LE COSE NON FUNZIONANO DARÒ LA COLPA A JD”, AVEVA DETTO TRUMP ALLA FIRMA DELL’INTESA - IL “CALIGOLA DELLA CASA BIANCA” È RIUSCITO A UNIRE ISOLAZIONISTI E INTERVENTISTI NELLA STRONCATURA DEL PIANO DI PACE. IN VISTA DEL PROBABILE DISASTRO DEL MIDTERM, ANCHE JD VANCE E RUBIO RISCHIANO DI FINIRE DIVORATI DA TRUMP, IL “CRONO” DELLA CASA BIANCA, ORMAI IN CADUTA LIBERA...
Mattia Ferraresi per editorialedomani.it - Estratti
donald trump jd vance marco rubio
Il segretario di Stato e di molte altre cose, Marco Rubio, da giorni tace e lascia parlare il vicepresidente, JD Vance, in qualche modo felice di intestarsi un memorandum d’intesa – non è un accordo o un trattato, i dettagli andranno negoziati nei prossimi 60 giorni, come sempre – che lui racconta come pace conquistata e i suoi detrattori come vergognosa resa.
Rubio tace perché chiaramente è in estremo imbarazzo nello scorrere i 14 punti che sanciscono l’incapacità dell’amministrazione non solo di produrre un regime change, ma anche di scongiurare un Iran nucleare o di riproporre su scala più vasta l’operazione fatta in Venezuela.
(...)il vicepresidente critico verso il coinvolgimento in nuove avventure militari deve arrangiarsi con quello che Donald Trump gli concede.
jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran
«Se le cose non funzionano darò la colpa a JD», ha detto Trump alla firma dell’intesa a Versailles, e soltanto chi ha passato gli ultimi anni su Plutone può credere che sia davvero una battuta. Aveva detto una cosa simile a Rubio durante lo Stato dell’Unione, quando la faccenda che aveva in mente in quel momento era il controllo del canale di Panama: «Rubio è al comando. Buona fortuna, Marco. Adesso sappiamo a chi dare la colpa se va tutto male».
Trump ama mandare continuamente in nomination i concorrenti del suo reality, e per mesi ha umiliato Vance mandandolo in giro a giustificare le azioni dell’amministrazione che tutti sapevano disapprovava o a fare cose politicamente dannose, tipo attaccare il papa, mentre Rubio si godeva l’accumularsi di titoli e responsabilità e veniva invitato agli incontri di arti marziali miste tanto cari al presidente.
DONALD TRUMP FIRMA INTESA CON IRAN
Ora Trump ha affidato al vicepresidente il compito di fare il frontman dell’intesa con l’Iran, responsabilità a doppio taglio visto che Vance è la colomba dell’amministrazione ma allo stesso tempo l’accordo si sta delineando come un’umiliazione storica. Rubio sta in disparte, circondato dagli amici falchi arrabbiati per la missione incompiuta a Teheran e per la marcia indietro da una vendetta che l’America aspetta da quasi cinquant’anni.
L’ex speechwriter di Bush Marc Thiessen ha chiamato l’intesa il «piano di pace di Vance», l’opposto di un complimento dal suo punto di vista, e il senatore Ted Cruz dice che dare «miliardi di dollari a quei pazzi in Iran non è una buona idea». Le voci degli interventisti si sono levate in questi giorni in maniera sempre più decisa per condannare la decisione di Trump.
IL REGALO DEGLI IRANIANI A TRUMP
Il trambusto all’interno di quello che resta della coalizione Maga avrà degli effetti che saranno misurati alle elezioni di midterm di novembre, dove tutti i sondaggi prospettano una batosta significativa per il partito del presidente più impopolare da quando esistono i sondaggi. Ma si intravedono sempre più chiaramente anche effetti di lungo periodo della gestione ondivaga delle varie anime che compongono l’apparato repubblicano.
Con la decisione di entrare in guerra contro l’Iran, Trump ha spezzato definitivamente il rapporto con la corrente che lo aveva sostenuto innanzitutto nel nome del disimpegno dagli scenari internazionali e del riorientamento delle priorità verso gli americani dimenticati. Il ruolo di Israele nel convincere la Casa Bianca ad attaccare il regime ha anche scatenato le passioni antisioniste e antisemite che abitavano dormienti nella pancia di questa tribù politica.
donald trump jd vance marco rubio
Con la decisione di concludere la guerra contro l’Iran, però, Trump rischia di spezzare anche il rapporto con la corrente che lo aveva sostenuto in nome di una continuità sostanziale con la vecchia visione dell’America come potenza civilizzatrice, bastione di valori universale, arbitro di tutte le controversie del mondo e all’occorrenza pure di quelle interplanetarie.
La dialettica Rubio-Vance è la sintesi di questa oscillazione fra le varie anime del partito, dinamica che lascia gli osservatori a fissare un pendolo che ora si muove verso uno, ora verso l’altro. Forse la sintesi più semplice è anche quella più trumpiana: tutti gli eredi, immaginati o designati, sono destinati a essere divorati dal bizzoso monarca in parabola discendente.
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donald trump - guerra in iran
DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN
TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN
