MA È IL SENATO O VILLA ARZILLA? - PALAZZO MADAMA APRE LE SELEZIONI PER CINQUE CARDIOLOGI E ALTRETTANTI ANESTESISTI PER IL SUO AMBULATORIO (SCHIACCIARE PULSANTI IN AULA È UN LAVORO USURANTE?) - MEJO DI UNA SUPERCLINICA: APERTO TUTTO L’ANNO, 24 ORE SU 24, A USO ESCLUSIVO DEI SENATORI - SOLO PER LE PRESTAZIONI SANITARIE INTEGRATIVE DEGLI ONOREVOLI E RISPETTIVI PARENTI SPENDIAMO 10 MLN € L’ANNO…

Thomas Mackinson per il "Fatto quotidiano"

La via crucis del ri-candidato si fa più stretta e incerta che mai. Una corsa al cardiopalma, roba da rimanerci secchi. Sarà per questo che il presidente del Senato, Renato Schifani ha deciso di rafforzare il presidio di cardiologi e infermieri presso l'Ambulatorio di Palazzo Madama.

Sotto l'albero di Natale, il 18 dicembre, è arrivata una delibera dell'ufficio di presidenza che apre ufficialmente le selezioni per cinque specialisti in cardiologia e cinque in anestesia e rianimazione. Non tirocinanti di primo pelo ma laureati con almeno 105/110 ed esperienza professionale minima di cinque anni per i medici e di quattro per gli infermieri.

QUELLO del Senato, del resto, è un ambulatorio di tutto rispetto: aperto tutto l'anno, 24 ore su 24, gratuito e a uso esclusivo degli inquilini del palazzo. E lì per legge da ben 27 anni: in origine, spiegano da Palazzo Madama, doveva garantire ai senatori non residenti a Roma l'assistenza sanitaria dei loro colleghi della Capitale, ma col tempo il miniambulatorio è diventato ‘maxi'.

La platea dei pazienti si è infatti allargata a deputati, ex parlamentari, dipendenti del Senato e dei gruppi, mentre il personale conta oggi un medico e quattro infermieri in pianta stabile, più altri 26 camici bianchi retribuiti a prestazione per assicurare i turni h 24. E così sono lievitati anche i costi: nel 2011, ultimo dato disponibile, sono arrivati a 650mila euro. Non è difficile crederlo, visto che per quasi trent'anni il presidio è stato aperto anche quando il palazzo era semideserto e gli inquilini in vacanza, nei week end, perfino a Natale e ad agosto.

SOLO qualche mese fa il Consiglio di Presidenza ha deciso di chiuderlo dalle 13 di sabato alle 8 del lunedì, durante i festivi infrasettimanali e nei giorni di ferie. Ma niente panico. Quando l'ambulatorio è chiuso l'assistenza medica è assicurata da una società esterna (Medical Care) a un costo di 20mila euro l'anno. A Palazzo Madama spiegano che non sono soldi buttati perché nel presidio medico si lavora a pieno regime: in un anno si effettuano 13mila prestazioni, più 700 soccorsi, in maggioranza di tipo cardiologico.

Un dato sorprendente se rapportato al numero dei senatori e alla platea dei potenziali marcatori di visita. In un giorno di normale attività parlamentare al Senato, infatti, entrano più o meno 2.500 persone. Forse lavorare in Parlamento è più usurante di quanto si pensi e questo potrebbe spiegare anche quei 7,7 milioni di euro chiesti da senatori (e parenti) per prestazioni sanitarie integrative.

I deputati non sono da meno. I servizi sanitari d'emergenza alla Camera sono assicurati da un ambulatorio con personale medico-infermieristico rinforzato da un servizio distaccato dall'Asl di Roma e da una convenzione diretta con il Policlinico Gemelli. Un presidio che conta su una trentina di camici bianchi tra interni ed esterni che costa 1,4 milioni di euro l'anno.

LA CONVENZIONE per i presidi di palazzo Montecitorio e dei palazzi Marini, in corso dal 2007, conta quattro medici dirigenti e due unità di personale infermieristico che prestano servizio per 36 ore la settimana. Tutti ben retribuiti. Un medico alla Camera costa 60 euro lorde l'ora che diventano 90 dopo le 22, il sabato e nei giorni festivi. A fine anno il camice bianco a Montecitorio porta a casa 90-100 mila euro. E sono in quattro. Gli infermieri, prendono 44 mila euro l'anno più maggiorazioni e sono in due. Ma vanno poi aggiunti i turnisti esterni e i 435mila euro per la convenzione con il Policlinico.

Il conto finale è così salato da spiazzare gli stessi beneficiari del servizio (che in teoria dovrebbero godere di ottima salute, visti i 10 milioni di rimborsi sanitari dello scorso anno). Rita Bernardini (Pd), ad esempio, il 12 ottobre scorso ha chiesto al Collegio dei Questori di optare per uno dei due servizi. Il parere è stato accolto e protocollato ma non si sa se sortirà qualche effetto. L'emergenza sanitaria in Parlamento, a quanto pare, continua.

 

 

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