vladimir putin e la mela avvelenata - by edoardo baraldi

LE ELEZIONI IN RUSSIA SONO UNA FARSA, MA IL CONSENSO DI PUTIN IN PATRIA È REALE – DENIS VOLKOV, DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI SONDAGGI INDIPENDENTE LEVADA: “NON C’È DUBBIO CHE IL CONSENSO DI VLADIMIR PUTIN SIA INTORNO ALL’80%. È COSÌ DAL FEBBRAIO 2022. PRIMA DELL’OPERAZIONE MILITARE SPECIALE, METÀ DEI RUSSI ERA FAVOREVOLE A UNA SUA RICANDIDATURA, METÀ ERA CONTRARIA. DOPO IL 24 FEBBRAIO 2022, I SOSTENITORI DI UN NUOVO MANDATO DI PUTIN AL CREMLINO SONO SALITI DAL 45% AL 75%, POI AL 78% E INFINE ALL’80%. L’UNICA INCOGNITA ERA L’AFFLUENZA…”

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

 

DENIS VOLKOV - LEVADA CENTER

A Denis Volkov viene da sorridere. «Non capisco perché il Cremlino abbia escluso candidati come Ekaterina Duntsova o Boris Nadezhdin. Non sarebbe cambiato nulla. Da due anni il consenso di Vladimir Putin è stabile sopra l’80%. Il risultato alle urne corrisponde agli esiti delle nostre indagini sociologiche».

 

Se lo dice lui c’è da credergli: 39 anni, dal 2021 è a capo del Centro Levada, l’unico istituto di sondaggi indipendente, autonomia che sconta con il marchio di infamia di “agente straniero”.

 

Volkov è abituato a vedersi contestata la veridicità dei sondaggi perciò […] come prima cosa mette in chiaro: «Non abbiamo alcun motivo di dubitare dei nostri sondaggi. Spesso viene detto che il nostro tasso di risposte è basso. Non è vero. È intorno al 30%, in linea con i criteri di qualità internazionali».

 

BORIS NADEZHDIN

C’è chi dubita comunque di risposte date in un Paese impegnato in un conflitto e in una dura repressione.

«Che cos’è l’opinione pubblica? L’opinione pubblica non è soltanto la somma di individui isolati. La gente non vive, non pensa, non agisce in un vuoto, ma sotto la pressione dei pari, dei media e dei governi perché ci si conformi. Pressione che si somma al bisogno dell’individuo di conformarsi. Conduciamo sondaggi dal 1988 e possiamo registrare le tendenze andando indietro nel tempo, ad esempio in periodi di conflitto. E i dati di oggi e del 2014, quando iniziò il conflitto in Ucraina, sono molto simili».

 

Le percentuali di voto quindi non sono gonfiate?

risultati elezioni russe 2024

«Non c’è dubbio che il consenso di Vladimir Putin sia intorno all’80%. È così dal febbraio 2022. Prima dell’Operazione militare speciale, metà dei russi era favorevole a una sua ricandidatura, metà era contraria. Dopo il 24 febbraio 2022, i sostenitori di un nuovo mandato di Putin al Cremlino sono saliti dal 45% al 75%, poi al 78% e infine all’80%. Ma se si calcola questa percentuale soltanto tra chi è pronto ad andare a votare sale all’85%. Nulla di insolito, dunque.

 

L’unica incognita era l’affluenza. Ma eravamo certi che il dato avrebbe superato quello del 2018 perché l’intensa campagna di Putin per portare la gente alle urne ha funzionato. Grazie anche a elezioni su tre giorni e al voto a distanza. Certo, quando si chiede quanto quest’ultimo sia affidabile, la risposta varia: chi si fida del governo, si fida del voto digitale e il contrario».

 

Quant’è alto il sostegno per l’Operazione militare speciale in Ucraina?

vladimir putin dopo le elezioni

«Ci sono diversi livelli di sostegno. Ci sono uomini molto aggressivi che sostengono che la Russia debba arrivare fino al confine ucraino con la Polonia. Sono il 20% e sono il nocciolo duro del 45-50% di popolazione che sostiene solidamente l’esercito russo in Ucraina. Poi c’è un altro 30% il cui sostegno è più debole […]. Gente che pensa che la guerra sia un male, ma che si affida a Putin perché “sa come agire”. La maggior parte dei russi […] vede il conflitto in Ucraina come parte dell’eterno confronto tra Russia e Occidente».

 

L’effetto bandiera ha consolidato il tasso di gradimento di Putin?

elezioni in russia

«Ha iniziato ad aumentare già con l’escalation della retorica alla fine del 2021: dal 63% di novembre è arrivato al 70% di fine febbraio ed è salito fino all’80-83%. Successe lo stesso nel 2014 e anche in America durante la guerra in Iraq. È la reazione patriottica a un conflitto internazionale. Ma, come osservarono i sociologi americani negli anni ’90, è anche il frutto del consenso creato dai media. Sugli eventi di politica internazionale, la gente si affida all’informazione mainstream. E in Russia è totalmente dominata dallo Stato».

 

Com’è possibile che questi dati siano rimasti stabili in due anni?

BORIS NADEZHDIN

«Un ruolo importante lo gioca l’economia. Grazie all’indicizzazione di pensioni e salari e all’ampliamento dei benefit sociali, c’è stata una grande redistribuzione della ricchezza. In più mezzo milione di russi hanno lasciato il Paese e un’altra mezzo sono stati reclutati o si sono arruolati come volontari. In totale oltre un milione di russi sono venuti a mancare all’economia il che, insieme all’industria militare a pieno regime, ha significato più occupazione e salari più alti. […] Un altro fattore importante è che la maggioranza della popolazione non è coinvolta direttamente nel conflitto in Ucraina. Può vivere la sua vita normalmente. L’unico grande shock è stato la mobilitazione parziale, ma è stato superato».

 

Le sanzioni occidentali sembrerebbero avere avuto un effetto opposto a quello sperato…

vladimir putin

«Proprio così. C’è persino gente che pensava sin dall’inizio che fossero un bene, perché dopo anni di dipendenza dall’Occidente il governo avrebbe finalmente investito in infrastrutture e industrie nazionali. L’effetto più evidente delle sanzioni è stato l’aumento dell’inflazione. La gente lo ha avvertito, ma l’inflazione è considerata un aspetto cronico dell’economia russa. Per quanto riguarda i brand occidentali che hanno abbandonato il Paese, solo una piccola percentuale della società li consumava. […]».

 

Che peso hanno nella società le code che abbiamo visto alla tomba di Aleksej Navalny o ai seggi per il Mezzogiorno contro Putin?

«Quella dei russi contro il governo e il conflitto in Ucraina è un’altra percentuale molto stabile: intorno al 20-25%. Metà di loro, quella liberale, simpatizzava per Navalny. L’altra metà è allineata col Partito comunista o con il Partito liberaldemocratico, un’opposizione né liberale né filo-occidentale. […]».

BORIS NADEZHDIN

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’