anna ascani renzi letta boschi

NUOVE STELLE RENZINE - ELICOTTERO O NO, AL FORUM AMBROSETTI ANNA ASCANI C'ERA. LA LETTIANA ANTI-RENZI È DIVENTATA UNA DELLE FAVORITE DI MATTEUCCIO, E STA OSCURANDO LA STELLA DI MARIA ELENA BOSCHI, IN PUNIZIONE PER LE SCORRIBANDE A FORMENTERA CON 'ER MUTANDA'

Fabrizio d’Esposito per il “Fatto Quotidiano

 

anna ascanianna ascani

In ordine rigorosamente alfabetico, viene prima di Boschi, intesa come Maria Elena. A come Ascani. A come Anna, il nome di battesimo. La più giovane deputata del Pd, classe 1987. Anna Ascani è la sorpresa renziana di questo convulso fine settimana del premier, tra ribelli bersaniani e Marchionne, Formula Uno e Bono Vox, industriali e “bestie” fascioleghiste.

 

In tutto questo bailamme di slide e comizi e abbracci, l’ufficio stampa di Palazzo Chigi, l’altro giorno, ha trovato il tempo di smentire ad horas una maligna voce rilanciata dal solito Dagospia. E cioè che la Ascani si trovasse a bordo dell’elicottero presidenziale atterrato a Cernobbio per il fuffoso seminario Ambrosetti. Di qui lazzi e frizzi che dal governo hanno tentato subito di stoppare. Fino a un certo punto.

 

anna ascani dqanna ascani dq

ENFANT PRODIGE ALLEVATA DA ENRICO LETTA

Perché elicottero o meno, Ascani a Cernobbio c’era e questo è stato il sigillo all’ascesa della nuova fiamma del pensiero che arde nel giglio magico del presidente del Consiglio. Non che sia la benvenuta per tutti gli altri renziani della prima, della seconda e della terza ora, questa bruna deputata nata in Umbria, a Città di Castello. Anzi.

 

Raccontano un paio di fedelissimi, spiazzati: “Matteo la considera molto vivace e intelligente e lei ha iniziato ad andare in tv proprio su sua indicazione. Però è una scelta per certi versi incomprensibile perché Ascani è stata una delle lettiane più dure contro di noi”. Proprio così. Fino a due anni fa, la nuova pupilla renziana era infatti ritenuta l’enfant prodige del lettismo, nel senso di Enrico, il moderato che ha perso Palazzo Chigi per un eccesso di serenità.

 

RENZI E LETTARENZI E LETTA

LA SCINTILLA SULLA SCUOLA E “LA GITTATA DI FANGO”

Tra le tante dichiarazioni antirenziane di Ascani di un tempo ce n’è una particolarmente profetica. Risale al famoso canto con cui i bambini di una scuola di Siracusa accolsero nel 2014 l’appena nominato premier. Le piccole ugole dei redivivi balilla intonarono con gioia: “Facciamo un salto, battiam le mani. Ti salutiamo tutti insieme, presidente Renzi”.

 

LETTA E RENZI LETTA E RENZI

L’allora deputata lettiana commentò sbigottita e arrabbiata: “La canzone dei bambini per Renzi è una pagina indegna. Trovo che l’episodio della canzone cantata a Renzi sia sconcertante ed offensivo verso i bambini e le loro fami glie ”. Parole profetiche perché la scuola è il terreno su cui è cresciuto il sentire comune di “Anna ” e “Matteo”. Al punto che il premier l’ha spedita a trattare coi professori incazzati per la riforma della cosiddetta “buona scuola”.

 

La scintilla che ha scatenato l’incendio intellettuale è stata questa. Del resto, Ascani, laureata in filosofia è una novella insegnante. Quando fece l’abilitazione e superò i test, si scatenarono altre malelingue e lei fu costretta a difendersi su Facebook con un lunghissimo post che cominciava così: “Adesso basta, ho assistito a una gittata di fango che non si riserva a mafiosi, corrotti o ladri. Una gittata di fango indirizzata a me, che sono persona onesta, pulita, seria”. Sarà tutto vero per carità e Ascani sarà prof con grande merito, ma “gittata” significa distanza e col fango non c’entra nulla.

 

Il gelo di Maria Elena a Formentera

MARIA ELENA BOSCHI E ENRICO mugnai FOTO CHIMARIA ELENA BOSCHI E ENRICO mugnai FOTO CHI

Figlia di un democristiano di provincia, di nome Maurizio e già vicesindaco di Città di Castello, a vent’anni Anna Ascani si candidò alle primarie del Pd nell’ottobre 2007 nelle liste a sostegno di Enrico Letta, quando questi sfidò, perdendo, Walter Veltroni per la segreteria.

 

Sei ann dopoi, la rampante umbra si piazzò terza alle parlamentarie di Perugia per scegliere i “nominati” alle Politiche del 2013. Prese ben 5.463 preferenze e per soli 22 voti soffiò il seggio sicuro a Valeria Cardinali che si rivolse invano a Roma per il riconteggio e il controllo dei verbali.

 

Lettiana nel senso più hard del termine, per quanto hard possa essere stato il lettismo, oggi viene descritta così dai suoi ex colleghi di corrente: “Anna ha utilizzato Enrico per fare carriera, non è la sola”. Il rapporto politico col premier è diventato intenso da un mese a questa parte e lei, sotto sotto, culla il sogno di sostituire in un rimpasto l’impopolare Stefania Giannini all’Istruzione.

maria elena boschi francesco bonifazi a formentera  maria elena boschi francesco bonifazi a formentera

 

Di qui la freddezza, come rivelano attenti renzologi di Palazzo, che proprio da un mese sembra calata tra Renzi e Maria Elena Boschi. La ministra prediletta ha accelerato la sua tendenza ad autonomizzarsi e alcune sue uscite, tipo quella sulle unioni civili, non sono state all’insegna della prudenza. Senza dimenticare le vacanze estive a Formentera, in compagnia del figlio di un ex An, paparazzato in slip e già soprannominato “Er Mutanda”.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…