elly schlein giuseppe conte luigi zanda

ELLY, CAMBIA MESTIERE! – LUIGI ZANDA MOLLA UN CALCIONE ALLA SCHLEIN: “LA FRASE SULLA DEMOCRAZIA ITALIANA A RISCHIO È STATA INFELICE. IL PD NON DEVE FARE SCONTI, MA MAI ABBASSARE IL LIVELLO DELLA POLEMICA A UN BOTTA E RISPOSTA. SE ALLA CONDIVISIONE POLITICA DI GRANDI CULTURE SOSTITUIAMO UN MOVIMENTISMO DOZZINALE, IL PD NON HA PIÙ SENSO” – “LA PAROLA SINISTRA VIENE PRONUNCIATA SEMPRE MENO. ED È STATA SOSTITUITA DAL TERMINE ‘PROGRESSISTA’, IL PREFERITO DA GIUSEPPE CONTE. UN SEGNO INEQUIVOCABILE DI UNA INVOLUZIONE GREGARIA” – “MELONI È DISCUTIBILE MA ESPLICITA. QUAL È LA POLITICA ESTERA DEL CAMPO LARGO? MERCOLEDÌ HANNO PRESENTATO CINQUE RISOLUZIONI” - "I LEADER DEL PD DOVREBBERO PENSARE MENO A ANDARE A PALAZZO CHIGI E PIÙ A RINFORZARE IL LORO PARTITO. NON HA TORTO CHI DICE CHE IN POLITICA ESTERA, PRIMA DI PENSARE A UN CHIARIMENTO ALL’INTERNO DEL CAMPO LARGO, DOVREBBE CHIARIRSI LE IDEE AL PROPRIO INTERNO…”

 

 

Estratto dell’articolo di Daniela Preziosi per “Domani”

 

luigi zanda foto di bacco

«La democrazia italiana non è a rischio, non penso che la presidente Meloni l’abbia finora messa in pericolo». Luigi Zanda, ex senatore Pd, stavolta dice una cosa molto controcorrente rispetto al suo partito.

 

«È stata infelice» la frase della segretaria Elly Schlein sulla democrazia a rischio «quando l’estrema destra è al governo».

 

Pronunciata ad Amsterdam e riferita all’Italia. «La democrazia finora non è a rischio», secondo lui. «Dico “finora” perché Meloni condivide le posizioni di Trump, di Orbán, di un partito come Vox. E se questo è il suo pensiero, non c’è da stare tranquilli».

 

ELLY SCHLEIN AL CONGRESSO DEI SOCIALISTI EUROPEI AD AMSTERDAM

[…] Le opposizione sbagliano a rispondere a tono?

Parlo per il mio partito. Ho in mente un Pd che non scende a quel livello di volgarità. Il Pd per la sua natura non deve fare sconti, deve essere chiaro nelle denunce. Ma mai abbassare il livello della polemica a un botta e risposta con le destre.

 

Non deve accettare le provocazioni della destra?

Il Pd deve fare il mestiere per il quale è nato: assumere il profilo di partito di governo. E tenere unite le sue molte radici.

 

ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - GIUSEPPE CONTE - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE

Quando è nato era un contenitore nel quale convivevano ex comunisti, ex democristiani di sinistra, ex socialisti, ex repubblicani, ex liberali ed ex radicali. Un territorio politico molto più largo del cosiddetto campo largo di oggi.

 

L’idea di fondo era costituire un grande partito baricentro del sistema politico, che mettesse sempre in prima fila la politica estera, le politiche sociali, i diritti e i doveri.

 

La riforma dello stato. Il Pd ha ancora ragione di esistere se riesce a tenere unite tutte queste radici. Se alla condivisione politica di grandi culture noi sostituiamo un movimentismo dozzinale, il Pd non ha più senso.

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A SHARM EL-SHEIKH - MEME BY OSHO

È questa la direzione del Pd, secondo lei?

Sento che dal vertice del Pd la parola sinistra viene pronunciata sempre meno. Ed è stata sostituita dal termine “progressista”, che è quello preferito da Giuseppe Conte. Un segno inequivocabile di una involuzione gregaria. Anche perché progressisti possono essere anche di destra o di centro.

 

Il Pd è troppo radicale?

Il Pd mi sembra un partito spaesato: ha dimenticato di essere il partito dell’unità sindacale, e segue solo la Cgil, e trascura gli altri. A iniziare dalla Cisl. La Cisl ha piazzato il suo ex segretario al governo, Sbarra. Ed è diventato il sindacato di riferimento di Fratelli d’Italia.

 

GIORGIA MELONI - LUIGI SBARRA - ASSEMBLEA CISL - FOTO LAPRESSE

Era nostra senatrice la precedente segretaria, Annamaria Furlan. Se n’è andata in Italia viva senza che la cosa portasse a una minima riflessione. Il Pd è stato sempre presente a Rimini, ai Meeting di Comunione e liberazione. Quest’anno no.

 

Un’altra cosa mi ha fatto molta impressione. Qualche settimana fa il presidente Mattarella ha detto che stiamo scivolando verso un baratro come nel 1914. Quel baratro è una nuova guerra mondiale.

 

La cultura italiana, gli intellettuali, il talk non hanno raccolto l’allarme. Ma anche il Pd, che dovrebbe avere sensibilità nei confronti di quello che dice un presidente della Repubblica della caratura di Mattarella, ha fatto finta di nulla.

 

MEME SU GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN - BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Sia che taccia perché non coglie la serietà dell’allarme, sia che taccia per tattica politica, è un brutto segno.

 

Nel Pd circola la tesi di un elettorato radicalizzato, della necessità di un leader radicale che convochi i propri elettori. Non servono leader moderati e “responsabili”.

Può darsi che questa prospettiva sia conveniente a livello elettorale, ma non lo credo. Certo non porta a un Pd con lo stesso profilo con cui è stato fondato.  Porta a un altro partito.

 

Dal 2007 è cambiato tutto, oggi l’avversario è la destra radicale.

Sì, da quando il Pd è nato nel 2007, cioè 18 anni fa, è cambiato il mondo. Ma qual è la visione del futuro che il Pd offrire ai suoi elettori?

 

elly schlein alla partita del cuore meme by 50 sfumature di cattiveria

Prendiamo la politica estera. Quella di Meloni è molto discutibile, ma è molto esplicita: filo Trump, filo Netanyahu, a favore dell’Ucraina, contro l’Europa federale e per l’Europa degli Stati.

 

Fa il tifo per mantenere il diritto di veto nel Consiglio. Qual è la politica estera del campo largo? Mercoledì hanno presentato cinque risoluzioni diverse. Meloni dice cose che io disapprovo, ma dà una linea.

 

Qual è la linea del campo largo? Anche la politica economica di Meloni è di basso profilo, ha fatto poco.

 

Ma si percepisce: i conti pubblici e lo spread sotto controllo, molta attenzione nel bene e nel male ai nuovi assetti finanziari del paese con l’operazione Mediobanca, controllo stretto delle partecipazioni pubbliche, strizzatine d’occhio al ceto medio con piccoli ritocchi all’Irpef. Qual è la politica economica del campo largo?

Non saprei rispondere.

 

Anche la destra è divisa, in politica estera e in politica economica. Ma obbedisce a Meloni. Il punto è, forse, che il centrosinistra non ha una leadership chiara. O proprio non ce l’ha?

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

Meloni è autorevole nel suo campo intanto perché è l’unico leader della destra italiana, e perché guida un partito del 30 per cento. I leader dei partiti più importanti del centrosinistra, compreso il Pd, dovrebbero pensare meno a andare a palazzo Chigi e più a rinforzare il loro partito. Il primo obiettivo di un segretario deve essere quello di far diventare forte il proprio partito, nel pensiero politico e nei numeri. Così da consentirgli di guidare la coalizione.

 

Questo passa per una discussione interna, un congresso?

Passa attraverso la chiarezza sulla forma-partito, per un partito che funzioni collegialmente, con i suoi organi, che vengano convocati tempestivamente ogni volta che gli avvenimenti lo richiedono.

 

TARZANELLY - MEME BY SHILIPOTI

Non ha torto chi dice che in politica estera il Pd prima di pensare a un chiarimento all’interno del campo largo, dovrebbe chiarirsi le idee al proprio interno.

 

Se guardiamo al parlamento europeo, per esempio, dove la nostra delegazione esprime spesso voti un po’ sparpagliati, questo chiarimento interno servirebbe eccome.

 

Se l’idea è quella di un congresso che si risolve con la rielezione di Schlein senza fare chiarezza sui contenuti, il Pd ne uscirà condannato a vivacchiare intorno al 20 per cento che però non è una percentuale sufficiente per essere il perno di un’alleanza larga. […]

luigi zanda foto di baccoELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - MEME BY EDOARDO BARALDI GIORGIA MELONI - ELLY SCHLEIN - MEME BY EDOARDO BARALDI ELLY SCHLEIN E MATTEO RENZI ALLA PARTITA DEL CUORE - MEME BY OSHOELLY SCHLEIN - MEME BY EDOARDO BARALDI ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - MEME BY USBERGO

giorgia meloni donald trump

FRANCESCO COSSIGA E LUIGI ZANDA

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