renzi emiliano

IL "PIZZINOGATE" S'INFITTISCE? EMILIANO LO SGONFIA… - IL FACCENDIERE CARLO RUSSO PARLA DELLE VISITE DI EMILIANO, MA PER IL PM-CANDIDATO SONO ‘SOLO MILLANTERIE’. E ALLORA PERCHÉ PER TUTTI GLI ALTRI, DA TIZIANO RENZI IN GIÙ. LE SPARATE AL TELEFONO SONO CERTEZZE?

CARLO RUSSOCARLO RUSSO

Annalisa Chirico per ‘Il Foglio

 

Il pizzinogate s' infittisce. A rigor di logica, se Michele Emiliano è vittima di millanteria, lo stesso potrebbe dirsi per Tiziano Renzi. L' uno è il presidente della regione Puglia che da magistrato in carriera corre per la segreteria di un partito politico. L' altro è il babbo di Rignano, con figlio già premier e in futuro chissà, boccone succulento per chi confonde i tribunali con le succursali delle primarie Pd.

michele emiliano all assemblea pdmichele emiliano all assemblea pd

 

Per comprendere il significato della parola "millanteria", della vanteria boriosa e senza fondamento, il Foglio contatta direttamente Michele Emiliano. La cronista invia un sms al presidente che prontamente richiama. "Buongiorno, dottoressa, come sta?", Emiliano è un gigante di cortesia.

 

Gli chiediamo ragguagli attorno a un' intercettazione, contenuta nelle carte del Noe, in cui Russo domanda a Romeo se sia interessato a un investimento immobiliare in terra salentina. Russo si vanta di possedere un' abitazione dalle parti di Castro dove sarebbero andati a fargli visita, nell' ordine, Tiziano Renzi, Teresa Bellanova e, sentite un po', Michele Emiliano.

 

 "Escludo nel modo più assoluto che ciò sia accaduto. Non ricordo di aver mai ricevuto alcun invito", è la secca replica. Lei, presidente, è proprio sicuro di non essere mai stato chez Russo? Il faccendiere di Scandicci dice a Romeo: "C' ho casa di mia suocera però non andiamo da mia suocera... e insomma abbiamo preso una casa sul mare che poi è venuta Teresa Bellanova, insomma stanno venendo, è venuto Emiliano più volte... ci stiamo divertendo".

 

MICHELE EMILIANO E MATTEO RENZIMICHELE EMILIANO E MATTEO RENZI

"Sul punto - prosegue Emiliano - ho risposto per la prima volta al Fatto quotidiano al quale ho pure mostrato gli sms di Lotti, faccenda per la quale attendo di essere ascoltato in procura. Non sono mai stato a casa di Russo". Superfluo aggiungere che pure Tiziano Renzi dichiara di non esservi mai stato, al pari di Teresa Bellanova che Russo neanche lo conosce: "Lo scriva, per favore, sono stata a Castro per l' esattezza ventitré anni fa con mio marito e il bambino nel passeggino. Io questo signore non l' ho mai visto in vita mia".

 

Millanterie, smargiassate, menzogne. E' la parabola del vanaglorioso Russo che ostenta appoggi politici che non ha, agita connessioni che esistono soltanto nella sua immaginazione, promette "bistecche" e "caffè" che puntualmente non si realizzano. E' un professionista del name dropping con la c aspirata. Il pizzinogate, si diceva, s' infit tisce. Per gli amanti del genere spunta il secondo pizzino, ennesimo simulacro cartaceo riesumato nella spazzatura che, secondo gli inquirenti, chiarirebbe aspetti decisivi dell' inchiesta. Il testo è più o meno identico al primo, cambiano le parole. "Ogni mese, 30.000, T.", "ogni due mesi, 5.000, C.R.", un accostamento di cifre e iniziali dal valore probatorio schiacciante, inoppugnabile, del resto chi può essere T. se non Tiziano Renzi?

tiziano renzi tiziano renzi

 

A chi si riferirebbero le lettere C.R. se non a Carlo Russo? Nella tavola ermeneutica dei pm un solo elemento s' incri na: nel secondo, come nel primo pizzino, si fa cenno a "Un incontro con M. e un incontro con L.", per gli inquirenti partenopei Romeo appunterebbe su carta la ricerca di abboccamenti con Matteo Renzi e Luca Lotti, non può che essere così. Adesso che il fascicolo è di competenza romana, i pm Ielo e Palazzi sono assaliti da un interrogativo: e se M. stesse per Marroni e non per Matteo?

 

Chi può dirlo? Ma al di là dell' incertezza sovrana qui si discetta di incontri che non si sa se siano avvenuti, né tra chi, o se non fossero soltanto nei desiderata dell' imprenditore campano. L' unico punto fermo è l' assenza di prove. Il de serto di prove. Consonanti che si fanno indizio, sospetti, frasi mozzate, allusioni, tanto basta per montare un caso nazionale altrimenti destinato alla plumbea cronaca locale.

 

Nel frattempo Romeo, arrestato lo scorso 1 marzo nel giorno del suo compleanno, resta dietro le sbarre, per il tribunale del Riesame persistono le esigenze cautelari. I legali annunciano ri corso in Cassazione, contestano l' utiliz zabilità dei pizzini in giudizio, agitano una "consulenza grafologica" che escluderebbe la mano del loro assistito e fanno sapere che "i 120 mila euro nel conto di Gasparri corrispondono a una cifra compatibile con lo stipendio di un dirigente del suo calibro".

 

matteo renzi con il padre tizianomatteo renzi con il padre tiziano

La procura capi tolina punta al giudizio immediato per Romeo, la faccenda della corruzione nei confronti del dirigente Consip si sarebbe cristallizzata con l' autoconfessione dello stesso. Resta distinto, e più fumoso, il filone che riguarda babbo Renzi, accusato di concorso in traffico di influenze illecite. "Nel suo caso non è che le prove siano insufficienti, mancano del tutto", dichiara l' avvocato Federico Ba gattini. In effetti, i punti oscuri sono più d' uno, e il rifiuto di Marroni a farsi sentire dal legale di Renzi senior non ha aiutato.

 

Se passa la "tesi Emiliano", la millanteria tout court, il percorso verso l' archiviazione è segnato. Nei verbali dell' interrogatorio con i pm partenopei, agli albori della vicenda, l' amministra tore delegato di Consip non pronuncia mai il nome di Romeo. Com' è noto, il manager scaglia accuse nei confronti di Luca Lotti che gli avrebbe riferito dell' inchiesta in corso, è la sua parola contro quella del ministro, Romeo non compare mai.

 

luigi marroniluigi marroni

Marroni colloca l' ultimo incontro con Tiziano Renzi a marzo 2016, una versione che coincide con quella del papà dell' ex premier pronto a dimostrare, pure documentalmente, che l' og getto del colloquio in piazza Santo Spirito a Firenze riguardava la collocazione di una Madonnina di Medjugorje all' in terno dell' ospedale Meyer. Al pm Marroni riferisce di aver subito "minacce e pressioni" ma non sporge denuncia, non si confida con nessuno, al contrario, emerge da successivi approfondimenti, l' ad tenta abboccamenti con taluni esponenti del cosiddetto Giglio magico per aiutare professionalmente la propria compagna senza essere accontentato.

 

Bizzarro, no? Che Tiziano Renzi abbia intascato denaro, che abbia incontrato Romeo o si sia occupato di appalti Con sip, dell' informe fanfara accusatoria non c' è minima traccia nelle carte dell' in chiesta.

 

E' per questo che, quando in un editoriale di Marco Travaglio il babbo ha letto testualmente che "Romeo, imprenditore in affari col governo, è in affari col padre del capo del governo", ha deciso di querelare il direttore del giornale. Per il resto abbondano le intercettazioni come rivoli tempestosi in cui si dimena irrequieto il Russo che adopera il nome Renzi come una parolina magica, l' abracadabra all' ombra del Cupolone. A magic word.

CARLO RUSSOCARLO RUSSO

ALFREDO ROMEOALFREDO ROMEO

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...