mario draghi emmanuel macron

“EUROPA, MAI PIÙ AUSTERITÀ” - DAL TRATTATO DEL QUIRINALE ALLE COLONNE DEL "FINANCIAL TIMES", SI RAFFORZA L’ASSE DRAGHI-MACRON – “LE REGOLE DEL PATTO DI STABILITÀ NON DEVONO FRENARE LA CRESCITA” – LA MOSSA PER GIOCARE D'ANTICIPO SUGLI ALTRI GOVERNI, A COMINCIARE DAI FRUGALI, E CONTINUARE IL PRESSING SULLA NUOVA GERMANIA DEL NEO-CANCELLIERE OLAF SCHOLZ, CHE ATTENDE DI CAPIRE SE IL MANDATO DI ENTRAMBI PROSEGUIRÀ NEL 2022

GABRIELE ROSANA per il Messaggero

 

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 3

Le regole del Patto di Stabilità «non devono frenare la crescita», l'Europa ha semmai bisogno «di una nuova disciplina fiscale che renda possibili gli investimenti su larga scala necessari alle prossime generazioni» e «nuove proposte sul finanziamento della spesa pubblica».

 

Dal Trattato del Quirinale alle colonne del Financial Times, dove ieri il premier italiano Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato un editoriale, si rafforza l'asse Roma-Parigi per la riforma della governance economica dell'Ue. È l'ultimo affondo congiunto, in chiusura di anno, per giocare d'anticipo sugli altri governi, a cominciare dai frugali, e continuare così pure il pressing sulla nuova Germania del neo-cancelliere Olaf Scholz, che per ora - al netto di qualche timida apertura al processo di riforma, condivisa con gli olandesi - pratica cautela sul dossier che più d'ogni altro dominerà l'agenda Ue nel 2022.

 

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 2

GLI SCENARI Nei prossimi mesi si gioca infatti la partita sul futuro del Patto di Stabilità, la disciplina Ue sui conti pubblici che, tra le altre cose, fissa le soglie del deficit al di sotto del 3% e del rapporto debito/Pil al 60%. Rimarrà congelata ancora per tutto l'anno, prima di tornare ad applicarsi il 1° gennaio 2023, quando Bruxelles - che ha nel frattempo avviato una consultazione fra i governi - vuole avere già una nuova cornice di riferimento. Il braccio di ferro tra Sud e Nord Europa è quindi annunciato, e posizionamenti e alleanze andranno monitorati da vicino: se da una parte Berlino dice di voler «garantire crescita, sostenibilità del debito e investimenti verdi», dall'altra difende «la flessibilità dimostrata finora» dal Patto.

 

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 1

 Insomma, i falchi non si sono ancora fatti davvero colombe e, freschi di insediamento, sanno bene che sia Draghi sia Macron potrebbero interrompere il loro mandato a inizio 2022, l'uno per una possibile ascesa al Quirinale, l'altro per l'insidioso appuntamento che lo attende con le urne francesi, in primavera. Premier e presidente alla testa dell'Europa mediterranea serrano i ranghi e esortano al cambio di passo: «Già prima della pandemia la disciplina fiscale Ue aveva bisogno di essere riformata. È troppo oscura ed eccessivamente complessa. Ha limitato l'azione dei governi durante le varie crisi e sovraccaricato la risposta di politica monetaria».

 

sergio mattarella emmanuel macron mario draghi

IL NUOVO CORSO Roma e Parigi vogliono scongiurare un ritorno all'austerità e per questo - scrivono Draghi e Macron - invitano a far tesoro della lezione della pandemia e dell'esperienza del debito comune inaugurata con il Recovery Plan: «Spesso l'Europa è accusata di fare troppo poco e troppo tardi di fronte alle crisi. Invece, la nostra risposta collettiva all'emergenza Covid-19 ha dimostrato il potere di un'azione coraggiosa presa per tempo e il beneficio del coordinamento fra Paesi e istituzioni». Sul Patto, Draghi e Macron sono convinti che «non c'è dubbio che dobbiamo ridurre gli attuali livelli di indebitamento.

 

sergio mattarella emmanuel macron mario draghi

Ma non possiamo aspettarci di farlo attraverso tasse più alte o tagli non sostenibili alla spesa sociale. In Italia e Francia abbiamo già realizzato riforme ambiziose, e abbiamo raggiunto risultati tangibili. Adesso è tempo di andare oltre. Dobbiamo accompagnare le riforme e le trasformazioni in corso con investimenti su grande scala in ricerca, infrastrutture, digitalizzazione e difesa.

 

Abbiamo bisogno di una strategia per la crescita nel prossimo decennio e dobbiamo essere pronti a sostenerla attraverso investimenti comuni e migliore coordinamento. Non solo durante le crisi». L'editoriale a doppia firma non fornisce indicazioni concrete, ma delinea un metodo: conciliare disciplina dei bilanci con crescita e investimenti.

draghi scholz

 

Le proposte che mettono d'accordo Roma e Parigi sono note: passano dalla golden rule per scomputare dal calcolo del deficit gli investimenti per sostenere la doppia transizione ecologica e digitale al cuore del Recovery Plan (su cui si è riversata la doccia fredda del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis due giorni fa, proprio sul Financial Times), e da regole più soft sui tempi per il rientro dal debito. È però dietro un link che si cela la vera materia del contendere, che tira in ballo il dibattito sul Recovery permanente osteggiato dalla Germania e dai frugali come Paesi Bassi, Austria e Finlandia: Draghi e Macron rimandano a una lettura tecnica, un dettagliato documento scritto da quattro economisti, due dei quali consulenti di Palazzo Chigi ed Eliseo, che propone anche la creazione di un'agenzia Ue per l'acquisto dei titoli del debito nazionale. La contesa al cuore dell'Europa non è che all'inizio.

emmanuel macron sergio mattarella mario draghi 3

 

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)