UNA GUERRA CHIAMATA EXPO – PER DIFENDERE LA MANIFESTAZIONE MILANESE ALFANO SCHIERA OLTRE 5 MILA UOMINI – SARANNO CONTROLLATI AI RAGGI “X” MIGLIAIA DI CAMION E TUTTI I VISITATORI – UNA RETE DI PROTEZIONE SPECIALE CONTRO GLI HACKER

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera

 

Ci saranno i reparti mobili e gli artificieri, le squadre speciali e gli esperti delle telecomunicazioni: in tutto 3.200 uomini che si aggiungono ai 2.000 già in servizio a Milano. Forze dell’ordine e soldati per un dispositivo di sicurezza che mira alla protezione totale dell’Expo. 
 

MCDONALDS EXPOMCDONALDS EXPO

Il piano del Viminale è pronto, stanziati anche i fondi per una spesa che già supera i 90 milioni di euro. Gli ultimi dettagli saranno decisi nelle prossime settimane, al passo con l’avanzamento dei lavori per l’allestimento dei padiglioni. Ma il servizio Ordine Pubblico ha già elaborato le disposizioni del capo della polizia Alessandro Pansa e varato il progetto per la vigilanza dell’evento che per sei mesi metterà l’Italia sotto i riflettori del mondo. 


Nessuna segnalazione particolare è arrivata, ma appare evidente come il rischio terrorismo jihadista — proprio per la ribalta internazionale — venga tenuto nella massima considerazione. E proprio prevedendo ogni eventualità — anche le peggiori — sono state modulate le misure. 
 

albero expoalbero expo

Varchi  e metal detector
Saranno quattro gli accessi pedonali con ben 225 tornelli, sette quelli per i veicoli. Per entrare bisognerà passare sotto i metaldetector, anche vetture e camion saranno sottoposte ai «raggi x» per il rilevamento degli esplosivi e delle apparecchiature metalliche. L’ingresso ai vari padiglioni potrebbe prevedere una serie di controlli straordinari a campione. Da tutta Italia arriveranno di rinforzo 1.300 poliziotti, 700 carabinieri, 600 finanzieri oltre ai 600 militari collocati esclusivamente all’interno dell’area di oltre cinque chilometri quadrati per occuparsi della sorveglianza fissa, in modo particolare durante la notte. Il percorso esterno sarà invece vigilato da 200 uomini per turno (dunque 800 ogni giorno). 
 

I momenti di massima allerta
L’arco di tempo di massima criticità è ritenuto quello tra le 23 e l’1 di notte, quando l’area espositiva chiude e comincia l’accesso dei veicoli per l’approvvigionamento delle merci. Le stime fornite dagli organizzatori parlano di 257 tonnellate di cibo e bevande consumate ogni giorno e 37 tonnellate di rifiuti da portare via ogni notte. Numeri necessari da conoscere proprio per poter regolare il flusso dei camion: la previsione quotidiana prevede la gestione di circa 700 veicoli con picchi che potranno raggiungere addirittura i 1.000. 

albero expo  2015albero expo 2015


Il momento più temuto è quello dell’inaugurazione del 1 maggio, con il corteo di protesta che porterà a Milano migliaia di manifestanti. Le adesioni dei gruppi di contestatori si conosceranno soltanto nell’ultima settimana di aprile, ma la mobilitazione è già partita e per questo si stanno pianificando le eventuali contromisure non escludendo di poter utilizzare ulteriori reparti di rinforzo. 
 

Internet e telecomunicazioni
Massima attenzione sarà naturalmente dedicata alla protezione delle reti. La minaccia più temuta è quella di un blocco delle telecomunicazioni e per questo si è deciso di utilizzare il sistema — già operativo a livello nazionale — che invia un «alert» di fronte a intrusioni, sottrazioni di dati, manomissioni per avere, come sottolinea il direttore delle Specialità Roberto Sgalla, «un monitoraggio costante e la possibilità di intervenire in tempo reale sia a fronte di azioni di hackeraggio, sia per scongiurare possibili blocchi a livello di web, ma anche di comunicazioni». Proprio per questo sarà messo in piedi un sistema che consenta la piena funzionalità dei telefoni cellulari e di tutti gli altri dispositivi portatili. 
 

EXPO DI MILANO - PADIGLIONE ITALIA  EXPO DI MILANO - PADIGLIONE ITALIA

Le polizie degli stranieri
L’elenco delle autorità e delle personalità che parteciperanno alla cerimonia inaugurale viene aggiornato continuamente e di pari passo si stringono accordi con le polizie straniere che dovranno cooperare nel piano di sorveglianza e in quello per le scorte. La collaborazione diventerà indispensabile nei giorni degli eventi dedicati ad ogni Stato, quando sarà necessario potenziare le misure in modo particolare per quei Paesi ritenuti maggiormente a rischio come Stati Uniti, Israele, Francia e Gran Bretagna.

 

Non a caso si è deciso di istituire il comando delle operazioni all’interno dell’Expo con una vera e propria sala di controllo che dovrà occuparsi di tutti gli aspetti collegati alla sicurezza. E proprio sulla necessità di avere indicazioni chiare, battono i sindacati.

 

angelino alfanoangelino alfano

Gianni Tonelli del Sap evidenzia come «ci stiamo preparando a sei mesi di ordine pubblico con organici ridotti all’osso, senza regole di ingaggio chiare e in assenza di garanzie funzionali per proteggere gli operatori. Siamo preoccupati, ci rimane solo la speranza che tutto vada per il meglio». E Daniele Tissone della Silp Cgil chiede di «realizzare al più presto un efficace quanto reale coordinamento tra le forze in campo visto che al momento non si hanno neppure certezze su dove il personale aggregato alloggerà, oltre alla riapertura dell’ufficio della Dia di Malpensa e il presidio adeguato delle aree urbane come della periferia, rete di trasporti compresa, dove, peraltro, visitatori e abitanti si muovono e ai quali va garantita la massima sicurezza e incolumità personale». 

 

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...