giuseppe conte mario draghi

IL FANTASMA DI DRAGHI AGITA I SONNI DI CONTE – NONOSTANTE QUELLO CHE DICE LILLI-BOTOX, LA PERFORMANCE DI “GIUSEPPI” A “OTTO E MEZZO” È STATA PESSIMA E SE NE SONO ACCORTI TUTTI. SOPRATTUTTO NON È PASSATA INOSSERVATA LA STIZZA DEL VOLPINO DI PALAZZO CHIGI AL SOLO SENTIRE IL NOME DELL’EX PRESIDENTE DELLA BCE – "SUPERMARIO" SI MUOVE NELL’OMBRA E A MOLTI APPARE L’UNICO CHE PUÒ SALVARE L’ITALIA DALLA BANCAROTTA...

 

1 - AUTOGOL IN TV DI GIUSEPPI «DRAGHI? NON MI SERVE AIUTO»

Laura Cesaretti per “il Giornale”

giuseppe conte tosse e raffreddore

 

I colpi di tosse e i capelli un po' cotonati, gli sguardi ansiosi ai foglietti e le risposte incespicanti: sui social e nei corridoi del Palazzo la performance tv di Giuseppe Conte viene passata ai raggi x e il verdetto è pressoché unanime: non è stato un successone d' immagine. Ai più il premier è apparso incerto, nervoso e in difficoltà, come forse mai prima d' ora.

giuseppe conte prova a trattenere la tosse

 

E agli analisti più attenti non è sfuggito quello scatto di sorda irritazione quando l' intervistatrice di Otto e Mezzo, Lilli Gruber, ha con soave perfidia piazzato là una domanda inaspettata: «Ma come mai in una crisi così difficile e complessa, anche rispetto alle trattative con la Ue, lei non ha mai chiamato Mario Draghi?». La reazione del premier è quella di chi è preso in contropiede «Lo ho incontrato anche in una recente occasione, ma diciamo che non c' è stata necessità...».

 

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

Quindi prova a buttarla sul sarcasmo: «Sentirlo per cosa, per chiedergli se vuole fare il presidente (sottinteso: al posto mio, ndr)?». Per poi affrettarsi a liquidare la questione: nessun bisogno dei consigli di Draghi, «mi fido del mio ministro dell' Economia e dei consulenti del governo».

 

Una battuta quasi freudiana, quella sul «presidente Draghi», rivelatrice dei rovelli interiori di Conte e dei fantasmi che agitano i sonni di Palazzo Chigi: il clima sempre più malmostoso nella sua maggioranza, le palesi difficoltà con l' Europa, il fallimento nel fronteggiare la seconda ondata, il rovesciamento di fronte negli Stati Uniti, dove il trumpista Conte non ha entrature nell' Amministrazione Biden e viene snobbato dai vincitori.

 

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

E Draghi, notoriamente, è il nome che molti sognano alla guida di un governo di unità nazionale chiamato a gestire la difficile ricostruzione di un paese in macerie. E a rendere credibile quel Recovery Plan su cui Conte ha ammesso, lunedì sera, che il governo è «un poco in ritardo» (salvo poi far circolare ieri irritate smentite, per spiegare che sono tutte malignità e fake news e che è un attimo e poi lo sforna).

 

E non è la sola smentita cui Palazzo Chigi ieri è stato costretto: in serata, sui telefonini dei cronisti è arrivato un messaggino intitolato «fonti della presidenza del Consiglio» per precisare che il premier non ha problemi di salute ed è risultato «negativo al Covid» giusto ieri mattina, dopo un tampone molecolare eseguito «in vista della partecipazione al vertice italo-spagnolo» di oggi.

PIERLUIGI CASTAGNETTI

 

Precisazione resa necessaria dalla bufera di commenti e illazioni fioriti sui social e ripresi da tutti i siti di informazione, a causa di quella tosse insistente e della voce arrochita: «Il presidente da qualche anno ha una sofferenza alle corde vocali, che si acuisce nel periodo invernale e non di rado gli provoca tosse», spiegano dallo staff casaliniano.

 

Il problema di Conte, corde vocali a parte, non è quello della salute fisica, ma della salute politica del suo governo, mai così assediato dalle critiche, esterne ma anche interne.

giuseppe conte riccardo fraccaro giancarlo giorgetti

Anche un politico di grande esperienza come l' ex leader Ppi Pierluigi Castagnetti usa una inedita severità: «Ho visto Conte in tv. Se un presidente del Consiglio non ha niente da dire o non vuole dire è comprensibile, ma allora stia a casa. Anche perché andandoci può scapparci qualche sciocchezza, anche grave», ha twittato ieri mattina.

 

Gli ha risposto l' ex segretario Udc Marco Follini: «Detto brutalmente: o si ha la temerarietà di dire che non è all' altezza e va cambiato, oppure mi sembra vano segnalarne le pecche. Troppe, per me». Sibillina la replica di Castagnetti: «La singolare gravità dei tempi che stiamo vivendo mi inibisce la temerarietà che evochi. Spero ne comprenda le ragioni».

 

2 - E SUPERMARIO SI MUOVE NELL'OMBRA: VALZER DI CONTATTI

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

 

giuseppe conte dalla gruber legge le risposte 1

Giro, mi muovo, vedo gente, faccio cose. La calma placida di Mario Draghi, che ha passato la settimana scorsa a Roma tra mille impegni e altrettanti contatti, da Sergio Mattarella in giù. Industriali, amministratori, leader politici vari. Un vero assalto: gli hanno chiesto come sempre opinioni, pareri, suggerimenti, qualcuno pure di scendere in campo. A tutti ha spiegato che ora servono pazienza e lungimiranza. La strada è stretta, si rischia di finire in un fosso.

draghi contestato con i coriandoli 4

 

E i nervi a fior di pelle di Giuseppe Conte, che al solo sentire il nome dell' ex presidente della Bce, con un riflesso pavloviano, si sente mancare il terreno sotto i piedi e perde il controllo. Come l' altra sera in tv, incalzato dalla Gruber che gli domandava come mai, in una crisi così complessa, non avesse domandato consigli a chi se ne intende davvero.

 

lagarde draghi mattarella

Il premier ha storto la bocca, preso aria e provato a cavarsela con una battuta. «Per chiedergli se vuole fare il presidente?». Poi, con il sorriso tirato: «Mah, ci siamo visti anche recentemente, non c' è mai stata la necessità». Eppure i suoi pareri servirebbero, visto che Conte non nasce certo come esperto di finanza pubblica. «Vede - la risposta - se non l' ho cercato non è per spocchia o supponenza, però mi fido di Roberto Gualtieri e degli economisti che lavorano al Mef».

 

Dunque Conte e Draghi, mesi dopo siamo ancora lì, al gioco dei grandi rivali. Sull' argomento il premier è molto suscettibile anche perché dietro il riavvicinamento di Forza Italia, la stagione del dialogo con il governo in nome dell' interesse nazionale aperta da Silvio Berlusconi, secondo alcuni ci sarebbe proprio Supermario.

BERLUSCONI DRAGHI

 

Draghi potrebbe infatti essere l' uomo giusto per prendere il posto di Mattarella, tra poco più di un anno. Un nome forte, dai solidi agganci internazionali, gradito a Pd e Fi, Vaticano e Washington, capace di mettere al riparo il Paese sul fronte del Recovery Fund. L' ex numero uno di Francoforte ha la stima incondizionata di Giancarlo Giorgetti: il braccio destro di Salvini è tra quelli che lo consultano spesso. Resta l' ostilità dei Cinque stelle, oltre ovviamente alla verifica della disponibilità del diretto interessato. Ma chissà.

 

Un anno e mezzo è però lunghissimo e può succedere di tutto. Anche che si liberi l' altra poltrona, quella di Palazzo Chigi. Se ne parla da mesi: in caso di implosione del governo giallorosso, Supermario appare l' unico personaggio che può salvare l' Italia dalla bancarotta.

 

giuseppe conte ospite di otto e mezzo

Uno scenario che Conte teme davvero, da quando è iniziata la crisi del Covid: infatti in primavera, quando si doveva preparare la fase due delle riaperture, il premier ha consultato tutti tranne chi gli poteva fare ombra.

 

E l' altro giorno è stato Renato Brunetta a rilanciare l' ipotesi di un governo di tutti per gestire il Recovery. «Mario Draghi è stato voluto da Berlusconi alla presidenza della Bce e ha salvato l' euro e l' Europa. Una figura straordinaria che ha tutte le caratteristiche per salvare anche il Paese». Fantapolitica? Forse, intanto Conte si è innervosito.

 

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