trump putin nucleare

E ORA VEDIAMO QUANTO CE L’HA DURO TRUMP - DOPO AVER COSTRETTO ZELENSKY A CHINARE IL CAPO, CON LA SOSPENSIONE DEGLI AIUTI MILITARI E DEL SOSTEGNO DI INTELLIGENCE, CHE FARA’ IL TYCOON SE PUTIN SPUTA ADDOSSO ALLA PROPOSTA DI TREGUA? - CON IL PRESIDENTE UCRAINO, HA FATTO IL COWBOY COATTO NELLO STUDIO OVALE (“NON HAI LE CARTE”, “GIOCHI CON LA TERZA GUERRA MONDIALE”): CON PUTIN CHE LEVE PENSA DI USARE? E’ CONVINTO DI PIEGARE IL CREMLINO CON SANZIONI “DEVASTANTI” E “COSE SPIACEVOLI DA UN PUNTO DI VISTA FINANZIARIO”? - FORSE NON SA CHE A MOSCA CIRCOLA UN DOCUMENTO, PREPARATO DA UN THINK TANK VICINO AI SERVIZI DI INTELLIGENCE, CHE MOSTRA LE DIFFICOLTÀ DI UN ACCORDO DI PACE: SPOSA LA LINEA PIÙ MASSIMALISTA DELL’ÉLITE RUSSA, SECONDO CUI PUTIN DOVREBBE…

1 - L’ULTIMATUM DI TRUMP A PUTIN «TREGUA O SANZIONI DEVASTANTI»

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

putin trump

Il presidente Trump assicura di avere «ottimi rapporti con entrambe le parti» nel conflitto in Ucraina, ma ieri nelle sue parole sono ritornate anche le minacce alla Russia di conseguenze potenzialmente «devastanti» se non accetta il cessate il fuoco di 30 giorni, firmato dagli ucraini martedì a Gedda: «Ci sono cose che si possono fare che non sarebbero piacevoli da un punto di vista finanziario. Posso farle: sarebbe molto negativo per la Russia. Non voglio farle, perché voglio arrivare alla pace». Una tregua — ha detto il presidente americano ai giornalisti durante un incontro con il premier irlandese Micheál Martin — «ha senso per la Russia».

 

MANIFESTAZIONE CONTRO TRUMP, PUTIN E I NAZISTI DI AFD A BERLINO

Putin, che fino a un mese fa ha detto che l’obiettivo russo non è una tregua ma una pace duratura, si trova in una posizione delicata. Al fronte Ieri il presidente russo si è fatto filmare al fronte, in mimetica, nel Kursk, dove si recava per la prima volta dall’inizio dell’offensiva ucraina nella regione. Era accompagnato dal suo capo di stato maggiore Gerasimov che ha detto davanti alla telecamera: «Abbiamo liberato l’86% della regione». E Putin: «Molto bene, andate avanti, il nemico deve lasciare completamente il nostro territorio». Ha aggiunto che «i soldati ucraini catturati in questa regione saranno trattati come terroristi in conformità alle nostre leggi».

 

donald trump vladimir putin

In passato il presidente russo aveva dichiarato che non avrebbe mai accettato una tregua finché gli ucraini erano in territorio russo. Quello che alcuni esperti leggono in queste immagini è la possibilità che accetti la tregua perché la sostanziale riconquista del Kursk gli permette di farlo senza perdere la faccia.

 

D’altra parte, un documento preparato a febbraio da un think tank di Mosca vicino ai servizi dell’intelligence federale e rivelato ieri dal Washington Post mostra le difficoltà di un accordo di pace: il documento sposa la linea più massimalista di una parte […] dell’élite russa, secondo la quale Mosca dovrebbe indebolire la posizione Usa sull’Ucraina provocando divisioni tra l’amministrazione Trump, l’Europa e la Cina; vi si legge inoltre che la pace è impossibile prima del 2026, che bisogna insistere sul riconoscimento della sovranità russa sui territori conquistati in Ucraina e smantellare il governo di Kiev.

 

DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN DANZANO AL CHIARO DI LUNA - FOTO CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK

Si parla anche di una zona cuscinetto nel Nordest dell’Ucraina, al confine con le regioni russe di Bryansk e Belgorod, e di una zona demilitarizzata nel Sud dell’Ucraina vicino alla Crimea. Quest’ultimo aspetto sembra in linea con alcune dichiarazioni di Putin che ieri, dal Kursk, ha detto che in futuro «bisognerà creare una zona di sicurezza intorno ai confini dell’intera Russia».

 

L’accordo Altri «consigli» contenuti nel documento, come proporre a Trump un accordo sui minerali russi e rifiutare i peacekeeper europei, sono già emersi nei colloqui tra russi e americani. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, dice che il Cremlino «non è a conoscenza di queste raccomandazioni», definendole «estremamente contraddittorie» […] Ieri dallo Studio Ovale, Trump ha detto che i suoi inviati stavano «andando in Russia mentre parliamo». L’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, che ha già incontrato Putin a febbraio, è atteso in questi giorni a Mosca. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Mike Waltz, ha avuto una telefonata ieri con la sua controparte russa. […]

 

donald trump vladimir putin

2 - PUTIN VESTITO IN MIMETICA PRENDE TEMPO SULLA TREGUA TRUMP: SANZIONI SE DICE NO

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

 

[…] Putin appare in mimetica al posto di comando generale dell’offensiva che sta respingendo le residue forze ucraine dalla regione meridionale di Kursk. Non commenta né l’inaspettata rinnovata intesa tra Ucraina e Stati Uniti, né la proposta di tregua di 30 giorni. Esorta semmai il capo di stato maggiore Valerij Gerasimov e gli altri «compagni ufficiali» a «liberare presto e completamente il territorio dal nemico». Ma la mimetica che in tre anni di Operazione militare speciale non ha indossato neppure per visitare il fronte ucraino sembra già di per sé una velata risposta. La riprova, come ha detto qualche giorno fa, che «andrà fino in fondo, senza cedere».

 

copertina del new york post contro donald trump

Per ora, però, tace. Il suo portavoce Dmitrij Peskov invita a «non correre troppo» e si limita a dire di essere in attesa dei dettagli sulla proposta di tregua. Dettagli che l’inviato statunitense Steve Witkoff dovrebbe illustrare «a Mosca in settimana». E che, in attesa di una nuova telefonata con Donald Trump, potrebbero essere stati in parte anticipati nel corso dei due colloqui tra i capi delle intelligence, John Ratcliffe alla Cia e Serghej Naryshkin all’Svr, e tra i due consiglieri per la Sicurezza nazionale Mike Walz e Sergej Shojgu.

 

«Speriamo di ottenere un cessate il fuoco dalla Russia. Ho ricevuto alcuni messaggi positivi, ma un messaggio positivo non significa nulla», ammette il presidente statunitense, riconoscendo che la proposta comporta «molti svantaggi per la Russia», ma dicendosi anche pronto a «fare delle cose che non sarebbero piacevoli… cose che finanziariamente sarebbero devastanti per la Russia».

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

 

Anche il segretario di Stato Marco Rubio allude a possibili ripercussioni nel caso in cui Mosca respingesse la proposta: «Se dicono di no, ci dirà molto sui loro obiettivi e sulla loro mentalità». Dopo aver costretto alla resa con la sospensione degli aiuti e dell’intelligence il leader ucraino Volodymyr Zelensky (che si aspetta «azioni forti Usa» se la Russia non accetta la tregua), Trump spera di riuscire a piegare Putin con la minaccia di sanzioni. Nei suoi confronti, però, ha meno leve.

 

telefonata tra donald trump vladimir putin - vignetta by osho

Il leader del Cremlino […] Teme che una tregua serva soltanto a Kiev per «riorganizzare e riarmare» le sue truppe, proprio ora che l’esercito russo è in vantaggio. D’altro canto, rifiutare la proposta di Trump rischierebbe di far abortire il loro principio di luna di miele ancor prima del faccia a faccia che per lui, sotto sanzioni e mandato d’arresto, costituirebbe una vittoria d’immagine. […]

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…