FARNESINA COME FORT ALAMO! PER DUE GIORNI IL MINISTERO DEGLI ESTERI ASSEDIATO DA FORCONI, TIFOSI LAZIALI, TESTE RASATE DI CASA POUND CHE CHIEDONO LA LIBERAZIONE DEI DUE MARÒ - IL DALEMONE NANDUCCIO NELLI FEROCI VERSO LA SIMEST?

DAGOREPORT

Come Fort Alamo. La Farnesina sotto assedio per due giorni. Forconi, tifosi laziali incazzati (tanto lo sono sempre), teste rasate di Casa Pound, destrorsi di ogni tipo in ordine sparso che reclamo la liberazione dei due marò, minacciano di temere sotto scacco poliziotti e carabinieri domani e giovedì quando nel palazzone fascista, sede del ministero degli Esteri, si svolgerà la decima conferenza degli ambasciatori tricolori. La Farnesina per quarantottore ore sarà off limits, come scrivono i giornalisti forbiti.

Comunque per aggirare gli ostacoli il think tank della Farnesina in gran segreto avrebbe già allestito il sistema di video-conferenza con Palazzo Chigi e Colle qualora a Enrichetto e a Bella Napoli fosse impedito a causa della piazza di raggiungere il ministero. Domani mattina, in apertura, infatti è previsto l'intervento di Enrcichetto e giovedì pomeriggio in chiusura quello di Re Giorgio (e ce li vogliamo perdere?).

Videoconferenza perché il ministero degli Esteri è raggiungibile solo, come si dice in gergo burocratico, con mezzi di superficie cioè macchina, taxi o bus. Incredibile dictu la casa della diplomazia italiana non dispone di un eliporto. Flemma Bonino e il suo segretario generale, Michelino Valensise, nei corridoi (e non solo) della Farnesina chiamato articulo mortis perché fu l'ultimo ambasciatore nominato all'ultimo momento dall'ultimo governo Berlusconi, però le pensano veramente tutte.

Come faranno i nostri ambasciatori a raggiungere il convegno? Elementare Watson. Niente marsina, le fuleche indosseranno le mastruche. Cos'è la mastruca? E' il cappottone di pelle di pecora senza maniche dei pastori sardi. Quale abbigliamento migliore per mimetizzarsi nei viali e lungo i prati della Farnesina? Comunque Ma anche le feluche con o senza o senza mastruche sono incazzate al punto giusto con il governo per le continue sforbiciate al loro ministero. E il governo non teme l'impopolarità per questi tagli, anzi.

I diplomatici infatti sono visti come una casta nella casta per via dei loro superstipendi. In Germania, e di rimbalzo anche in Italia, fece scalpore sapere quanto guadagnava il nostro ambasciatore a Berlino. La polemica era nata proprio con l'insediamento del nostro Michelino Valensise, figlio dell'avvocato e deputato missino Raffaele Valensise (chi l'ha conosciuto giura che nonostante la provenienza politica era un vero galantuomo, un gran signore del Sud).

Articulo mortis, cresciuto nella segreteria di Suni Agnelli e per questo iscritto d'ufficio nella lista dei simpatizzanti-aitanti del partito repubblicano, comunque ha sempre preso le distanze dalla destra paterna.

Quando arrivò a Berlino col viatico del Banana a far notizia non fu l'origine politica della famiglia, ma per quanto guadagnava. Ventimila mila euro al mese tondi tondi per guidare un'ambasciata con una sessantina di persone. In linea comunque con le retribuzioni dei suoi colleghi italiani all'estero. Perché allora tanto scandalo? Perché a fine mese in tasca (o meglio nelle tasche visto che gli euro erano tanti) di Michelino arrivava il doppio di quello che percepiva Angelona Merkel che all'epoca si doveva accontentare di 10mila euro per governare 80 milioni di persone (turchi naturalizzati compresi).

Michelino è incazzato (o dice di esserlo) e oggi affida la sua incazzatura in un'intervista sul Corrierone proprio alla vigilia della conferenza dal pomposo titolo "L'Italia attrae il mondo: la diplomazia italiana per investire nel sistema paese". Un titolo esemplificativo quello della convention perché da sempre le feluche o le ex feluche con o senza mastruche si impegnano al massimo ad investire. In proprio.

Sapete chi rischia (per gli italiani) di andare alla presidenza della Simest (per chi non sapesse è la società pubblica per l'internazionalizzazione delle imprese, me cojoni!)? Nanduccio Nelli Feroci (che paura!), ex ambasciatore a Bruxelles ma quello che più conta del suo cursus honorum capo di gabinetto Dalemone, ministro degli Esteri sarebbe stato indicato dalla solita società di cacciatori di teste (senza specificazione).

La nomina spetta a Franco Bassanini in Lanzillotta. Bassanini, distratto dalle vicende del Montepaschi e in preparativi in vista delle vacanze negli States dove possiede casa (sono ricco di famiglia, dice) boccerà la nomina dell'ex ambasciatore di Dalemone? Un altro film, non un cinedalemone.

 

 

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