beppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempesta

FATE LA COLLETTA - GRILLO TORNA IN VIDEO (NON L’AVEVA FATTO NEMMENO PER LE AMMINISTRATIVE) E CHIEDE SOLDI AL SUO POPOLO: 30 EURO A TESTA - UN ESBORSO CONTINUO E MANCO BASTA: POCHE PALANCHE PER LA “CONVENSCION” DI PALERMO IN AUTUNNO

 

 

 

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

beppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempestabeppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempesta

 

 

Un ritorno tra i fulmini. Beppe Grillo torna dopo qualche mese di silenzio sul blog. E lo fa con un video - davanti al mare durante una tempesta - che ha una duplice valenza: da un lato il garante invita gli attivisti a donare, lanciando un appello (che è anche un allarme) sullo stato delle raccolte fondi, dall' altro rimarca la sua rinnovata presenza dopo la scomparsa di Gianroberto Casaleggio.

 

«So che ci sarò e sarò ancora più forte di prima», dice Grillo segnando di fatto un suo coinvolgimento costante nel Movimento. È anche un messaggio di unità, di compattezza, quello del leader, che torna a parlare in un momento in cui i Cinque Stelle sono al centro delle polemiche per le vicende romane.

 

 

beppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempesta  beppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempesta

Il garante del M5S, che non aveva registrato video sul blog nemmeno per commentare i successi elettorali, spazza via i rumors di divisioni e, dopo il post cofirmato qualche giorno fa con il direttorio e il blitz a Roma di metà luglio, sottolinea come il progetto pentastellato vada avanti.

 

Grillo, che parla sulla spiaggia di Cesenatico prima di un temporale, commenta: «È quello che succederà a settembre, ottobre, novembre: lampi, tuoni, tempeste. Ma noi avremo ombrelli, avremo impermeabili, passeremo attraverso». Sulla strada delle sfide autunnali per il Movimento c' è anche la kermesse «Italia 5 Stelle» in programma a Palermo a fine settembre. La raccolta fondi per finanziare l' evento langue.

 

Finora i Cinque Stelle hanno raccolto 105 mila euro su 500 mila prefissati come obiettivo. Numeri esigui, se si pensa che per la kermesse del 2015 i costi superarono i 605 mila euro (i ricavi si attestarono a 751 mila, di cui 254 mila raccolti durante la manifestazione). Le indiscrezioni parlano di richieste di intervento agli eletti Cinque Stelle per sostenere direttamente e con il passaparola la kermesse.

beppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempesta    beppe grillo videomessaggio in mezzo alla tempesta

 

 

Grillo stesso ieri è intervenuto in prima persona: «Ci serve un po' di solidarietà, non sempre delle solite 10.000 persone che versano 30-40 euro a testa. Bisogna fare qualcosa di più, bisogna che anche altri diano qualcosa. Mi ha fermato una persona che mi ha detto: "sono 8 volte che do 30 euro, non ce la faccio più!". Bisogna trovare 8 persone che diano 30 euro a testa. Sostieni Italia 5 Stelle con una donazione», ha detto il cofondatore del Movimento.

 

 

In effetti i numeri delle donazioni vanno a rilento. I sostenitori che hanno contribuito per la kermesse palermitana sono 2.744, ma il discorso è più complesso. La macchina del Movimento che si alimenta con le micro donazioni dei suoi militanti ha già prodotto sforzi (e risultati) nel 2016.

PIZZAROTTIPIZZAROTTI

 

La raccolta per Rousseau ha toccato quota 314 mila euro (grazie a 9.855 donatori), ma non è stata l' unica richiesta agli attivisti, che hanno dato man forte alle campagne elettorali di Chiara Appendino e Virginia Raggi (solo il sindaco di Roma ha incassato oltre 170 mila euro). Un esborso continuo che qualche simpatizzante ha iniziato a criticare sul web.

 

Intanto ieri è tornato a pungere anche Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma, sospeso da maggio dal Movimento, ha dichiarato: «È difficile pensare che le persone attuali, rispetto a come stanno agendo in determinate situazioni, possano essere in linea con quello che dovrebbe essere un concetto di trasparenza», che è poi «quello che si è un po' sempre criticato agli altri».

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)